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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a crediti previdenziali. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022, decidendo di rinunciare formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti e confermando che la definizione agevolata estingue l'interesse alla prosecuzione della lite.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
L'ordinanza n. 35553/2023 della Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata da una fondazione in liquidazione. Poiché la società controricorrente ha formalmente accettato tale rinuncia, la Suprema Corte ha applicato l'art. 391 c.p.c., disponendo la chiusura del procedimento senza alcuna condanna alle spese legali per le parti coinvolte.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio tasse
La controversia riguardava un avviso di accertamento ICI emesso da un Ente locale contro una società sub-concessionaria di un albergo in area aeroportuale. Dopo i gradi di merito favorevoli alla società, il Comune ha proposto ricorso in Cassazione, salvo poi presentare una formale rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile in caso di cessazione volontaria della lite.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Poiché il controricorrente ha espressamente accettato tale rinuncia, i giudici, in applicazione dell'art. 391 c.p.c., hanno stabilito che non debba essere pronunciata alcuna condanna alle spese di lite. La decisione conferma che la concorde volontà delle parti di porre fine alla controversia determina la chiusura del procedimento senza ulteriori oneri economici per le parti coinvolte.
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Definizione agevolata: stop alle liti in Cassazione
Un contribuente ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi a IRPEF, IVA e IRAP per gli anni 2004, 2005 e 2006. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge 130/2022 e della Legge 197/2022, documentando il pagamento delle somme dovute. La Suprema Corte, verificata la regolarità della procedura e l'assenza di dinieghi da parte dell'Amministrazione Finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere.
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Concordato fallimentare ed estinzione del giudizio
Un ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito dell'intervenuta omologazione di un concordato fallimentare, che ha comportato la chiusura della procedura concorsuale e il conseguente difetto di interesse a proseguire la lite. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, i giudici hanno disposto la compensazione delle spese legali, motivata proprio dalla sopravvenuta chiusura della procedura fallimentare.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese legali
Una società acquirente ha impugnato la sentenza d'appello che dichiarava l'inefficacia dell'acquisto di uno stabilimento industriale appartenente a una società fallita. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso a seguito di un accordo stragiudiziale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che la rinuncia al ricorso non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace e determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Le spese sono state compensate tra le parti e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Rinunzia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una controversia immobiliare relativa al rilascio di un suolo e alla violazione delle distanze legali è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Prima della decisione di merito, la parte ricorrente ha depositato un atto di rinunzia al ricorso, regolarmente accettato dalla controparte e sottoscritto dai rispettivi difensori. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. In virtù dell'adesione alla rinunzia, non è stata emessa alcuna condanna al pagamento delle spese processuali, chiudendo definitivamente il contenzioso senza ulteriori oneri per le parti coinvolte.
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Estinzione del giudizio: stop alle liti col Fisco
L'ordinanza della Suprema Corte sancisce l'estinzione del giudizio in una controversia tra una società di servizi e l'Amministrazione Finanziaria. La decisione chiude definitivamente il contenzioso senza esaminare il merito della pretesa fiscale, prendendo atto del venir meno dell'interesse delle parti alla prosecuzione della causa di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: stop al doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai fideiussori di una società cooperativa. La controversia, originata da un'ingiunzione di pagamento bancaria per saldi di conto corrente e anticipi fatture, si è conclusa con una transazione stragiudiziale tra le parti. Il provvedimento chiarisce che, in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica esclusivamente ai casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Cessata materia del contendere: accordo stragiudiziale
Una società di produzione chimica ha impugnato una sentenza d'appello, ma prima della decisione le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessata materia del contendere, compensando le spese legali e chiudendo il giudizio senza entrare nel merito della lite.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante sanzioni per omessa indicazione di costi in paesi black-list. La società contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo ai versamenti necessari. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura inserendo la lite nell'elenco delle controversie definite, la Corte ha preso atto della cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate e negando l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: effetti e costi
Una società operante nel settore del lusso ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES e IRAP per l'anno 2003, contestando il recupero di minusvalenze ritenute indeducibili dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non configura una soccombenza in senso tecnico.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese in Cassazione
Una società di somministrazione lavoro ha impugnato una sentenza del Consiglio di Stato riguardante la suddivisione in lotti di un appalto sanitario. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, richiamando un recente orientamento delle Sezioni Unite. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia, se non accettata dalle controparti, comporta la condanna alle spese legali per chi desiste dall'azione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a incongruenze contabili emerse in sede di controllo. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, provvedendo al pagamento integrale del debito e impegnandosi a rinunciare alla lite. La Suprema Corte, verificata la documentazione e la regolarità dei versamenti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che la definizione agevolata assorbe anche le spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società fornitrice di energia ottiene un decreto ingiuntivo contro un'azienda cliente per fatture non pagate. L'azienda cliente si oppone, ma il Giudice di Pace e il Tribunale dichiarano l'opposizione inammissibile a causa di un vizio nella procura alle liti. Il caso giunge in Cassazione dove, tuttavia, la società ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso. Poiché la controparte ha accettato tale rinuncia, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, applicando il principio della non pronuncia sulle spese legali in presenza di accordo tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La controversia nasce dall'opposizione a un decreto ingiuntivo riguardante un contratto di leasing, contestato per presunta indeterminatezza del tasso di interesse. Dopo il rigetto nei primi due gradi di merito, il ricorrente ha adito la Suprema Corte. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La conseguente rinuncia al ricorso, formalizzata dal ricorrente e accettata dalla società di leasing, ha determinato l'estinzione del giudizio senza condanna alle spese.
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Transazione fiscale: stop ai processi in Cassazione
Una società operante nel settore energetico ha impugnato le sanzioni irrogate dall'Agenzia delle Dogane per presunta indebita fruizione di esenzioni sulle accise. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, l'azienda ha ottenuto l'omologazione di un accordo di ristrutturazione del debito che includeva una transazione fiscale. Tale accordo prevedeva l'abbandono di ogni lite pendente con il Fisco. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo transattivo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla disputa sulle sanzioni.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società operante nel settore alberghiero ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla TIA (Tariffa Igiene Ambientale) per l'anno 2006. Dopo aver ricevuto esiti sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo bonario. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e specificando l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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Sovraindebitamento: estinzione del ricorso
Due debitori hanno proposto un piano per risolvere il proprio sovraindebitamento, ma il Tribunale ha negato l'omologazione ritenendo la proposta non soddisfacente per i creditori. Dopo il rigetto del reclamo, i soggetti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti hanno depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, senza liquidare le spese poiché l'istituto bancario creditore non si era costituito.
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