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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Licenziamento illegittimo: quando il complesso aziendale cambia le regole
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento illegittimo e complesso aziendale. Un Lavoratore era stato licenziato da una compagnia aerea a seguito di una procedura di licenziamento collettivo. La Corte d'Appello aveva riconosciuto l'esistenza di un unico complesso aziendale tra la compagnia e un'altra entità collegata, stabilendo che i licenziamenti avrebbero dovuto considerare tutti i dipendenti di entrambe le società. La compagnia aerea ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo e ha condannato l'Azienda al pagamento delle spese legali in favore del Lavoratore, confermando l'orientamento sulla rinuncia al ricorso.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: chi paga le spese legali
Durante una procedura di pignoramento immobiliare, due creditori hanno litigato sulla divisione delle somme ricavate. Il giudice ha risolto il contrasto e uno dei creditori ha proposto opposizione agli atti esecutivi. Dopo il rigetto del Tribunale, il creditore insoddisfatto ha presentato impugnazione di legittimità. Tuttavia, la notifica dell'atto è avvenuta in ritardo. Preso atto dell'errore temporale segnalato dal relatore, la società ha depositato la rinuncia al ricorso in Cassazione prima dell'udienza. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. La Cassazione ha condannato il creditore ritardatario al pagamento delle spese legali in favore dell'altro creditore, applicando il principio della soccombenza virtuale.
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Azione Revocatoria: Creditori Rinunciano, Compravendita Salva
I Creditori hanno contestato una compravendita immobiliare tra il Debitore e l'Acquirente, ritenendola un tentativo fraudolento di sottrarre beni al recupero crediti tramite un prezzo irrisorio. Hanno chiesto l'applicazione dell'azione revocatoria per dichiarare l'inefficacia dell'atto. Il Tribunale aveva dato loro ragione, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. In Cassazione, i Creditori hanno rinunciato al ricorso, portando all'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha quindi preso atto della rinuncia, senza entrare nel merito della controversia sull'azione revocatoria, e ha compensato le spese.
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Estinzione del Processo per Rinuncia: Azienda Condannata alle Spese
La Corte d'Appello aveva confermato l'illegittimità del licenziamento collettivo di una lavoratrice, ordinando la sua reintegrazione e il risarcimento. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, l'Azienda ha notificato la rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. Ha condannato l'Azienda al pagamento delle spese legali in favore della lavoratrice, riconoscendo che la rinuncia, pur estinguendo il giudizio, non esclude il diritto della controparte a ottenere il rimborso delle spese.
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Cancellazione Trascrizione Revocatoria: Accordo Chiude la Vertenza
Un Lavoratore aveva proposto ricorso in Cassazione contro il Fallimento di un'Azienda, che aveva ottenuto una sentenza di revocatoria su un suo immobile. Successivamente, il Lavoratore ha rinunciato al ricorso, portando all'estinzione del giudizio. Le parti hanno poi chiesto congiuntamente la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale di revocatoria sull'immobile. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, ordinando al Conservatore dei registri immobiliari di procedere alla cancellazione. Questo chiarisce che l'accordo delle parti può risolvere la questione della trascrizione anche dopo l'estinzione del giudizio.
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Azione revocatoria e tutela crediti: rinuncia al ricorso
Un garante di un debito societario ha donato alla propria figlia diritti immobiliari su diversi beni. La banca creditrice ha promossa un'azione revocatoria per rendere inefficace la donazione e tutelare il proprio credito. I giudici di merito hanno accolto la domanda dell'istituto di credito. Le parti debitrici hanno quindi impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, il garante e la figlia hanno depositato formale atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla società di recupero crediti intervenuta. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo, dichiarando estinto il processo e disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: lite chiusa ma spese a carico
Un dipendente pubblico impugna il proprio licenziamento disciplinare contestando i termini procedurali. Dopo una lunga serie di gradi di giudizio e precedenti ricorsi rigettati, il lavoratore presenta un'ulteriore istanza di revocazione dinanzi ai giudici di legittimità. Prima dello svolgimento dell'adunanza camerale, l'interessato sceglie di depositare atto di rinuncia. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio. I giudici stabiliscono che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l'accettazione della controparte per produrre i suoi effetti. Tale atto comporta il passaggio in giudicato della pronuncia precedente. In applicazione del principio di causalità, la Corte pone le spese legali a carico del rinunciante. Il lavoratore ottiene tuttavia l'esonero dal pagamento del raddoppio del contributo unificato.
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Caduta nel vano ascensore: risarcimento e spese legali
Un cittadino ha subito gravi lesioni fisiche a causa di una caduta nel vano ascensore dello stabile in cui risiedeva, dovuta all'assenza non segnalata della cabina. Il danneggiato ha citato in giudizio sia il Comune proprietario dell'immobile sia la società appaltatrice incaricata della gestione patrimoniale. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, con l'esclusione finale di responsabilità per la società di gestione, il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. In seguito all'integrale soddisfacimento del proprio credito risarcitorio da parte dell'ente pubblico, il ricorrente ha rinunciato all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia e ha disposto l'integrale compensazione delle spese legali, rilevando l'obiettiva complessità nel distinguere i ruoli dei due soggetti coinvolti.
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Licenziamento collettivo: quando due aziende sono una sola?
Un lavoratore è stato licenziato nell'ambito di una procedura di **licenziamento collettivo** avviata da un'azienda di trasporto aereo. Il lavoratore ha contestato il licenziamento, sostenendo che la sua azienda e un'altra società collegata formavano un "unico complesso aziendale". Per questo motivo, la selezione dei dipendenti da licenziare avrebbe dovuto includere anche il personale dell'altra società. La Corte d'Appello ha accolto questa tesi, dichiarando il licenziamento illegittimo e ordinando la reintegrazione. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il processo estinto e ha condannato l'azienda ricorrente al pagamento delle spese legali a favore del lavoratore.
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Sanzioni: rinuncia al ricorso in Cassazione senza spese
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa davanti al Tribunale e successivamente ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la Prefettura. Prima dell'udienza, il ricorrente ha cambiato strategia e ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. L'amministrazione pubblica intimata non ha depositato memorie difensive né si è costituita nel giudizio di legittimità. I Supremi Giudici hanno accertato la validità dell'atto di abbandono e hanno dichiarato l'estinzione del procedimento. La Corte ha stabilito che non sussisteva alcun obbligo di rifusione delle spese legali a carico del ricorrente, vista l'assenza di attività difensiva della controparte.
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Lavoro subordinato giornalistico: vittoria per la cronista
Una giornalista ha collaborato per quasi quattordici anni con un'agenzia di stampa, garantendo una costante copertura informativa locale e nazionale. La lavoratrice ha quindi richiesto l'accertamento del lavoro subordinato giornalistico, la qualifica di redattore, il pagamento delle differenze retributive e il risarcimento del danno con reintegrazione. I giudici territoriali hanno riconosciuto la natura subordinata del rapporto per la continuità delle prestazioni e la costante disponibilità richiesta. L'agenzia editoriale ha impugnato la decisione in Cassazione. Successivamente l'azienda ha depositato formale rinuncia all'impugnazione, pienamente accettata dalla lavoratrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza addebito di spese, rendendo definitiva la tutela e la vittoria piena della lavoratrice.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla causa retributiva
Un lavoratore ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro L'Azienda per il pagamento di retribuzioni arretrate. L'Azienda ha proposto opposizione, ma la Corte d'Appello ha confermato il diritto del dipendente al recupero degli stipendi. A seguito del decesso del lavoratore, L'Azienda ha presentato ricorso per la cassazione della sentenza contro Gli Eredi del Lavoratore. Successivamente, L'Azienda ha optato per la rinuncia al ricorso in Cassazione, sottoscritta e accettata reciprocamente anche dai controricorrenti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Senza dover liquidare le spese legali a causa dell'accordo tra le parti, la sentenza d'appello favorevole ai familiari è diventata definitiva.
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Rinuncia al Ricorso: Estinzione del Giudizio di Cassazione senza Spese
Un Ricorrente ha presentato un ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, il Ricorrente ha rinunciato formalmente al suo ricorso. L'Intimato non ha partecipato attivamente al processo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di Cassazione. Non ha assegnato le spese legali, perché l'Intimato non ha sostenuto costi difensivi. La rinuncia ha chiuso il processo senza una decisione nel merito.
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Indennità di Esproprio: Accordo Stragiudiziale Estingue la Causa in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo relativo a una controversia sull'indennità di esproprio. Un'Azienda aveva impugnato la decisione della Corte d'Appello che le imponeva di pagare un'indennità per un terreno espropriato. Le Proprietarie del terreno avevano proposto ricorso incidentale. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, con il quale l'Azienda ha pagato le somme dovute e le Proprietarie hanno rinunciato a ulteriori pretese. Questo accordo ha portato all'estinzione del ricorso principale e alla cessazione della materia del contendere per il ricorso incidentale, con compensazione delle spese legali.
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Lite chiusa: la rinuncia al ricorso per cassazione
Una società commerciale ha impugnato un provvedimento del tribunale avviando un giudizio davanti alla Corte di Cassazione contro la curatela di un fallimento. Prima dell'udienza, la società ha depositato formalmente un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Il curatore fallimentare ha notificato la propria piena adesione alla scelta della controparte. I giudici supremi hanno accertato la validità degli atti processuali e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiude la controversia senza condanna alle spese e senza l'obbligo del raddoppio del contributo unificato a carico della parte rinunciante.
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Azione revocatoria ordinaria: beni blindati e rinuncia al ricorso
Due istituti di credito hanno promosso un'azione revocatoria ordinaria contro un gruppo di debitori. I debitori avevano infatti compiuto diversi atti dispositivi per sottrarre il proprio patrimonio alle garanzie bancarie: vendite immobiliari ai figli, costituzione di fondi patrimoniali e conferimenti societari a titolo gratuito. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dichiarato l'inefficacia di tali operazioni nei confronti delle banche, confermando la natura elusiva degli atti. I debitori hanno quindi proposto ricorso per Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, i ricorrenti hanno depositato formale atto di rinuncia al ricorso, accettato dalle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza applicare il raddoppio del contributo unificato, rendendo definitive le sentenze di merito che avevano annullato le tutele fittizie del patrimonio.
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Divisione Ereditaria: Sospensione e Rinuncia Estinguono il Giudizio
Un erede ha chiesto la divisione ereditaria dei beni della madre e di altri beni in comune con i fratelli. I fratelli hanno chiesto la sospensione del giudizio, sostenendo che un'altra causa sulla successione della nonna, da cui dipendevano parte dei beni, fosse ancora pendente in Cassazione. Il Tribunale ha sospeso il processo. L'erede ha impugnato la decisione, ma durante il ricorso ha rinunciato alla sua richiesta, accettata dalle controparti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, risolvendo la controversia senza entrare nel merito della divisione ereditaria.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: chi paga le spese
Il curatore di una società fallita ha notificato formale rinuncia al ricorso in Cassazione avanzato contro un'azienda credrice. La controparte non ha espresso formale accettazione, ma il giudice ha comunque riscontrato la cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta rinuncia al ricorso in Cassazione. La decisione ha comportato la condanna della parte ricorrente al rimborso delle spese di difesa in favore dell'azienda resistente. I giudici hanno inoltre escluso l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché la rinuncia non equivale al rigetto o all'inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al Ricorso per Cassazione: Processo Estinto, Spese Negate
Un Cittadino Straniero aveva presentato ricorso in Cassazione dopo il rifiuto della sua richiesta di status di rifugiato e protezione. Tuttavia, il suo avvocato ha successivamente comunicato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, notando che la costituzione del Ministero dell'Interno era irregolare. Questo significa che il Ministero non aveva diritto al rimborso delle spese legali, poiché la rinuncia ha reso definitiva la decisione precedente, togliendo al Ministero l'interesse a opporsi. La rinuncia ha quindi concluso la controversia.
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Licenziamento illegittimo: L’azienda rinuncia, il lavoratore vince le spese
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento illegittimo. Un lavoratore era stato licenziato da un'azienda aerea. I giudici precedenti avevano stabilito che il licenziamento era illegittimo perché due società, pur separate formalmente, costituivano un unico 'complesso aziendale'. Questo significava che l'azienda avrebbe dovuto considerare tutti i dipendenti di entrambe le entità per la procedura di licenziamento collettivo. L'azienda ha poi rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato estinto il processo e ha condannato l'azienda a pagare le spese legali al lavoratore.
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