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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Autotutela tributaria: estinzione del giudizio
Una società contribuente ha impugnato il diniego di autotutela tributaria relativo a un recupero di credito d'imposta. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha provveduto all'annullamento e allo sgravio della cartella di pagamento contestata. A seguito di tale evento, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e chiarendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di estinzione e non di rigetto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società fornitrice ha impugnato una sentenza d'appello riguardante un contratto di fornitura e l'inidoneità della merce. Dopo aver avviato il giudizio di legittimità, le parti hanno optato per una rinuncia al ricorso concordata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando la validità dell'accordo transattivo e la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: guida a spese e procedure
Una società operante nel settore dei trasporti ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione relativo a una controversia sul riconoscimento dell'anzianità di servizio per i periodi di apprendistato. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la società al pagamento delle spese legali in favore del lavoratore, poiché quest'ultimo non aveva accettato formalmente la rinuncia. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile all'abbandono volontario della causa.
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Tassazione separata: rinuncia al ricorso e costi
Un contribuente ha impugnato i dinieghi dell'Amministrazione finanziaria relativi a istanze di rimborso per maggiori somme IRPEF trattenute su compensi corrisposti con ritardo. Il cuore della controversia riguardava l'applicabilità della tassazione separata anziché di quella ordinaria per gli anni dal 2013 al 2017. Dopo che i giudici di merito hanno accolto le ragioni del contribuente, l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione, per poi depositare un atto di rinuncia accettato dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non applicabile in caso di abbandono volontario della causa.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti in Cassazione
Una società immobiliare ha presentato opposizione a un decreto ingiuntivo per provvigioni di intermediazione. Dopo i gradi di merito, ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha successivamente depositato atto di rinuncia al ricorso. La controparte ha aderito a tale rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia in sede di legittimità è un atto unilaterale recettizio che determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Grazie all'adesione della controparte, non è stata disposta alcuna condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società in liquidazione ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che confermava la sua dichiarazione di fallimento, richiesta dall'ente di riscossione. Durante il procedimento in Cassazione, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente notificata alle controparti. Poiché la curatela fallimentare e il creditore istante hanno aderito a tale atto, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la volontà delle parti di abbandonare la lite prevale sulla prosecuzione del processo.
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Rinuncia al ricorso: effetti ed estinzione
Un ricorrente ha presentato istanza per regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale che dichiarava l'incompetenza territoriale. Successivamente, il medesimo soggetto ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, segnalando l'abbandono reciproco della causa di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace e determinare il passaggio in giudicato della decisione impugnata.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una causa per il risarcimento danni derivante dall'uccisione di un animale domestico. La decisione è seguita alla formale rinuncia al ricorso da parte della proprietaria dell'animale. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione nel merito e senza condanna alle spese, dato che le controparti non si erano costituite in giudizio.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Un automobilista, dopo aver ottenuto in appello il riconoscimento della responsabilità di un motociclista in un sinistro ma non l'indennizzo dalla compagnia assicurativa perché il proprio veicolo era scoperto da assicurazione, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia rituale, ha dichiarato l'estinzione del processo senza pronunciarsi sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione, con decreto, dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente e accettata dalla controparte. Verificata la conformità della rinuncia agli artt. 390 e 391 c.p.c., la Corte stabilisce che, stante l'accettazione, non si deve provvedere sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il processo?
Una parte privata, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro un'ordinanza del Tribunale di Verona nei confronti di un fallimento societario, ha deciso di rinunciare all'atto. La Suprema Corte, verificata la conformità della rinuncia al ricorso ai requisiti legali (artt. 390 e 391 c.p.c.), ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di particolare rilievo è la decisione di non provvedere sulle spese legali, motivata dalla totale assenza di attività difensiva da parte della controparte (il fallimento).
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'appellante. La decisione sottolinea un principio fondamentale: in caso di estinzione per rinuncia, non si applica l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, come invece avviene in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione. La controparte, non essendosi costituita, non ha ottenuto una pronuncia sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
Un cittadino aveva richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. Tuttavia, prima della decisione, lo stesso cittadino ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della rinuncia rituale, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali, poiché le controparti non avevano svolto attività difensiva nel procedimento.
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