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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti col Fisco
L'Agente della Riscossione ha impugnato la sentenza tributaria favorevole al Contribuente, riguardante diciassette cartelle di pagamento per un valore di oltre ventunomila euro. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere bonariamente la lite. Di conseguenza, l'ente creditore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che tale rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere valida ed esclude l'obbligo di pagare il doppio del contributo unificato, previsto solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione. Non è stata pronunciata alcuna condanna alle spese poiché il contribuente non si è costituito in questa fase.
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Definizione agevolata: si estingue la causa TARI senza sanzioni
Un contribuente ha impugnato l'avviso di pagamento della TARI contestando la mancata raccolta dei rifiuti nella propria zona. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Nel frattempo, ha aderito alla definizione agevolata con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, pagando l'intero debito. Avendo estinto il debito, il contribuente ha rinunciato al ricorso per cessato interesse. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, stabilendo che in questo caso non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità.
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Accertamento IRPEF per indennità di trasferta: la resa del lavoratore
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento IRPEF per indennità di trasferta fittizia nei confronti di un socio lavoratore di una cooperativa. L'amministrazione ha scoperto che l'ente erogava compensi per lavoro straordinario mascherandoli da rimborsi trasferta, esenti da tassazione. Il contribuente ha impugnato l'atto nei vari gradi di giudizio. Giunto davanti alla Corte di Cassazione, il lavoratore ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese di lite tra le parti, rendendo definitivo il recupero fiscale.
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Rinuncia al ricorso: stop alla lite sulle finte trasferte
Un socio lavoratore di una cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF relativo all'anno 2010. L'Agenzia delle Entrate contestava l'erogazione di somme qualificate come indennità di trasferta, le quali in realtà dissimulavano ore di lavoro straordinario non tassate. Dopo le decisioni sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, lo stesso contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso tramite posta elettronica certificata. La Corte di Cassazione ha preso atto della dichiarazione e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti in virtù della particolarità della fattispecie concreta.
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Sopravvenuto difetto di interesse: pagare il fisco chiude la lite
Un contribuente impugnava una pretesa fiscale davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il difensore del contribuente depositava una nota dichiarando l'avvenuta adesione allo stralcio dei debiti tributari e il pagamento integrale delle somme dovute. Di conseguenza, il ricorrente manifestava la perdita di utilità nella decisione. La Suprema Corte ha rilevato che, sebbene la rinuncia non rispettasse le formalità dell'articolo 390 del codice di procedura civile, la dichiarazione provava inequivocabilmente il sopravvenuto difetto di interesse. Per questo motivo, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, compensando di fatto le spese processuali che sono state definite irripetibili.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo sul parco acquatico
Una società di gestione di un parco acquatico ha impugnato gli avvisi di accertamento tributari emessi da un Comune. Dopo le decisioni dei giudici di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo sul pagamento del debito tributario. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Comune, che ha a sua volta rinunciato al proprio ricorso incidentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
Una società immobiliare ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU emessi da un Comune per gli anni 2015 e 2016. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, a seguito di un accordo conciliativo tra le parti, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Comune con richiesta di compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la rinuncia estingue il processo a prescindere dall'accettazione della controparte, la quale rileva solo per la regolazione delle spese. Avendo le parti concordato la compensazione, i giudici hanno compensato interamente le spese di lite, escludendo anche il raddoppio del contributo unificato per sopravvenuta inammissibilità.
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Estinzione del giudizio tributario: accordo tra parco e Comune
Una società di gestione di un parco acquatico ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune. Dopo i primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo: la società ha pagato il debito e ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune che ha rinunciato al proprio ricorso incidentale. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, disponendo la compensazione delle spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato, poiché la causa si è conclusa senza una decisione sul merito.
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Rinuncia al ricorso: l’associazione cede e il Comune vince
Un'associazione ha impugnato un avviso di accertamento del Comune per il pagamento dell'ICI su un complesso immobiliare. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'ente locale ha visto confermata la legittimità dell'atto. L'ente associativo ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione, tuttavia, l'associazione ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: come chiudere una lite fiscale senza vinti
Una società riceve dal Comune un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI su un'area fabbricabile. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'azienda propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, la società presenta una formale rinuncia al ricorso, sottoscritta anche dal Comune, con l'accordo di dividere le spese legali. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà delle parti, dichiara l'estinzione del giudizio e compensa le spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si spegne la lite sull’ICI
Una complessa controversia tributaria tra un Ente Locale e un'Associazione no-profit, relativa all'esenzione ICI per un palazzetto dello sport, si è conclusa davanti alla Suprema Corte senza una decisione di merito. L'Associazione rivendicava l'esenzione d'imposta, mentre il Comune contestava l'uso promiscuo dell'immobile concesso a terzi. Dopo i primi due gradi di giudizio, entrambe le parti hanno depositato un atto di rinuncia bilaterale ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha preso atto di questo accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite. Di conseguenza, la vicenda si chiude definitivamente senza vincitori né vinti in sede di legittimità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: salvi dal raddoppio tasse
Una società ha impugnato gli avvisi di accertamento TARSU-TIA emessi da un Comune e da una società di gestione dei rifiuti. Dopo la decisione sfavorevole nei gradi di merito, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, la società ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente accettata dalle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti. I giudici hanno inoltre chiarito che l'estinzione del processo esclude l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, misura prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: pagare il debito estingue la lite fiscale
Una contribuente impugna una cartella esattoriale per omessi versamenti IVA. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, propone ricorso in Cassazione. Nelle more dell'udienza, la contribuente provvede al pagamento integrale del debito fiscale e deposita formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere. Trattandosi di un atto unilaterale recettizio, la rinuncia produce effetti immediati non appena la controparte ne viene a conoscenza, senza necessità di accettazione. Di conseguenza, la Suprema Corte dichiara estinto il processo e compensa interamente le spese di giudizio tra le parti, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite se l’atto è nullo
Una società contribuente ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Cassazione favorevole al Fisco. Nelle more del giudizio, gli avvisi di accertamento originari sono stati definitivamente annullati in sede di rinvio. Venuto meno l'interesse a proseguire la causa, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, applicando le semplificazioni introdotte dalla riforma Cartabia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza necessità di accettazione della controparte e senza alcuna condanna alle spese, poiché l'Agenzia delle Entrate non ha svolto attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti inutili
Una Società ha proposto ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione. Nel frattempo, gli avvisi di accertamento originari sono stati annullati nel giudizio di rinvio, eliminando l'interesse a proseguire la causa. La Società ha quindi presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, applicando le nuove regole introdotte dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. n. 149/2022), ha stabilito che per l'efficacia della rinuncia non è più necessario il visto della controparte, qualora l'udienza non fosse ancora fissata al 28 febbraio 2023. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna alle spese, poiché l'Agenzia delle Entrate non ha svolto attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: fisco battuto e lite estinta
Una società contribuente ha proposto ricorso per revocazione contro una decisione della Cassazione favorevole all'Agenzia delle Entrate. Successivamente, nel parallelo giudizio di rinvio, i giudici di merito hanno annullato definitivamente gli avvisi di accertamento originari. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse. La Suprema Corte, applicando le nuove norme del codice di procedura civile sul processo tributario, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna alle spese, poiché l'amministrazione finanziaria non si era costituita in questa fase.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite col Fisco
Una contribuente, titolare di una ditta individuale, ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non pagate. Dopo le decisioni sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, l'imprenditrice ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, avendo estinto interamente il debito tributario tramite un piano di rateizzazione, la contribuente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, notificandola direttamente all'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio tributario: stop al doppio contributo
Una società riceveva un avviso di accertamento per omessa fatturazione IVA. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la società proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti raggiungevano un accordo amichevole per risolvere la lite. La società presentava quindi una formale rinuncia al ricorso, accettata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per rinuncia. I giudici hanno compensato le spese di lite tra le parti e hanno escluso l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, in quanto la chiusura anticipata del processo per accordo non equivale a una sconfitta giudiziaria.
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Carenza di interesse: accordo fatto ma la rinuncia è invalida
Una società energetica ha impugnato la richiesta del Comune per il pagamento dell'ICI su un impianto eolico. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, avendo raggiunto un accordo transattivo con l'ente impositore. Tuttavia, la procura del difensore non conteneva il mandato speciale richiesto dalla legge per rinunciare validamente agli atti. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la rinuncia sia formalmente inefficace a estinguere il processo, essa dimostra chiaramente una sopravvenuta carenza di interesse della parte a proseguire la lite. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio per carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: accordo tra Comune e Società
Il Comune impugnava la decisione di appello che aveva ridotto il valore di un'area ai fini dell'imposta comunale sugli immobili a favore della Società. Prima dell'udienza in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, il Comune ha presentato formale rinuncia al ricorso tributario, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura eccezionale non estendibile a questa ipotesi.
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