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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al Ricorso Tributario: l’IMU e l’estinzione del giudizio
Un'Azienda Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso dall'Ente di Riscossione, contestando la sua motivazione. Dopo aver perso in primo e secondo grado, l'Azienda ha presentato un ricorso per Cassazione. Successivamente, l'Azienda ha deciso di esercitare la rinuncia al ricorso tributario, che è stata accettata dall'Ente di Riscossione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali. Il processo si è concluso senza una decisione sul merito, e ogni parte ha pagato le proprie spese.
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Rinuncia al ricorso tributario: interesse svanito, ricorso inammissibile
Un Contribuente impugnava avvisi di accertamento IRPEF. La Commissione Tributaria Regionale accoglieva parzialmente l'appello. Il Contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, dichiarava di aver aderito a una definizione agevolata e di non avere più interesse al ricorso, chiedendone l'estinzione. Tuttavia, non notificava formalmente la rinuncia al ricorso tributario alle controparti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia non era stata comunicata correttamente, pur riconoscendo la volontà del Contribuente. Le spese processuali sono state compensate.
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Accertamento fiscale per estero-vestizione: accordo chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a due società, una svizzera e una britannica, il mancato versamento di imposte Ires e Irap per l'anno 2006. L'Amministrazione finanziaria sosteneva che le società fossero in realtà residenti in Italia (fenomeno di **estero-vestizione**), controllate da una società italiana, e quindi soggette alla tassazione italiana. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto l'accertamento fiscale, ritenendo infondate le presunzioni di estero-vestizione. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio per rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate, compensando le spese legali tra le parti. Non è stato dovuto il doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla causa dopo il pagamento
Due contribuenti hanno impugnato una sanzione tributaria legata a imposte dirette fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per estinguere le somme iscritte a ruolo. L'agente della riscossione ha quantificato gli importi dovuti e i soggetti hanno regolarmente pagato i bollettini. In seguito all'accredito dei pagamenti, i contribuenti hanno notificato la formale rinuncia all'azione legale all'amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha verificato la correttezza dei versamenti e la notifica della rinuncia. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione definitiva della causa e la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al Ricorso: L’Estinzione del Giudizio Tributario per Accordo
Una società aveva impugnato avvisi di accertamento fiscale. Dopo aver perso in appello, la società ha presentato un ricorso per revocazione. Successivamente, ha deciso di rinunciare a questo ricorso perché aveva aderito a una definizione agevolata del debito tributario. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, ponendo fine alla causa senza entrare nel merito della questione fiscale originaria e compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del Processo Tributario: Rinuncia e Contributo Unificato
L'Ente di Riscossione aveva impugnato una sentenza che escludeva l'applicazione di TOSAP e TARSU per l'occupazione abusiva di un'area pubblica da parte di un Contribuente. Durante il procedimento in Cassazione, l'Ente ha presentato rinuncia al ricorso, accettata dal Contribuente. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Ha chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia accettata, non si applica il raddoppio del contributo unificato per la parte rinunciante, a differenza di quanto avviene per i ricorsi rigettati o inammissibili. Questa decisione sottolinea l'importanza della distinzione tra le diverse conclusioni processuali.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: validità senza notifica
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento relativo a diverse imposte non versate contro l'Agenzia delle Entrate. La lite è approdata davanti alla Suprema Corte. In vista della camera di consiglio, la società ha depositato un atto di rinuncia al giudizio, omettendo però di notificarlo formalmente all'ente fiscale. I giudici hanno chiarito che il deposito dell'atto non notificato non estingue formalmente il giudizio secondo le regole ordinarie, ma manifesta comunque la volontà inequivocabile di non proseguire la causa. Di conseguenza, la rinuncia al ricorso in Cassazione determina la sopravvenuta inammissibilità dell'impugnazione per carenza di interesse pratico, con integrale compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso tributario: la lite si estingue
Una Società Assicurativa in liquidazione ha impugnato la decisione del giudice fiscale riguardante l'omesso versamento di imposte causato da condotte illecite. Durante il procedimento dinanzi alla Corte di Cassazione, l'azienda ha formalizzato la Rinuncia al ricorso tributario, dichiarando di non avere più interesse a proseguire la causa. Le amministrazioni pubbliche intimate non si sono costituite nel giudizio. La Suprema Corte ha preso atto della decisione della società e ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese di lite proprio a causa della mancata costituzione delle controparti.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: Spese Legali Nonostante l’Abbandono
Un professionista ha contestato avvisi di accertamento per IRPEF, IRAP e IVA, basati su movimentazioni bancarie che aveva spontaneamente fornito. Dopo aver perso nei primi gradi, ha presentato un ricorso per Cassazione. Durante questo giudizio, il professionista ha esercitato la **rinuncia al ricorso tributario**. La Corte di Cassazione ha dichiarato il giudizio estinto, ma ha condannato il ricorrente a pagare le spese legali all'Agenzia delle Entrate, applicando il principio della soccombenza virtuale, poiché il ricorso sarebbe stato comunque respinto. La Corte ha anche chiarito che in caso di rinuncia, non è dovuto l'ulteriore contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: Ente rinuncia, processo estinto
Un Ente di riscossione aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che aveva annullato un avviso di accertamento TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche). Successivamente, l'Ente ha deciso di effettuare una Rinuncia al ricorso tributario, con l'adesione degli eredi della controparte. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa rinuncia, dichiarando estinto il giudizio. Di conseguenza, le spese legali sono state integralmente compensate tra le parti, e non è stato dovuto l'ulteriore versamento del contributo unificato, poiché l'estinzione per rinuncia non rientra nei casi che lo prevedono.
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Accertamento TIA contestato: l’estinzione giudizio tributario prevale
Un'Azienda ha impugnato un avviso di accertamento e sanzioni per la Tariffa Igiene Ambientale (TIA) del 2006, emesso dal Comune. Dopo aver perso nei gradi precedenti, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, ha rinunciato al ricorso. La controparte ha accettato tale rinuncia, evidenziando un accordo tra le parti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, compensando integralmente le spese legali. Questo esito dimostra come un accordo possa definire una controversia anche in fase di legittimità.
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Esterovestizione Fiscale: Accertamento Annullato, Lite Estinta per Accordo
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società, con sede legale in Svizzera, l'**esterovestizione fiscale**, sostenendo che operasse di fatto in Italia e fosse controllata da una società italiana. Per questo motivo, l'Agenzia ha emesso un avviso di accertamento per maggiori imposte (Ires, Iva, Irap). La società ha impugnato l'atto, e i giudici tributari di primo e secondo grado hanno annullato l'accertamento, ritenendo infondate le presunzioni di esterovestizione. L'Agenzia ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, senza entrare nel merito della questione, e ha compensato le spese legali tra le parti.
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ICI Piattaforme Petrolifere: Il Comune Rinuncia, Giudizio Estinto
Un Comune aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) relativa a due piattaforme petrolifere offshore. La Corte d'Appello tributaria aveva escluso che il fondale marino fosse territorio comunale e che le piattaforme potessero generare reddito autonomo. Successivamente, il Comune ha rinunciato al proprio ricorso. La Società Energetica controparte ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento per rinuncia al ricorso, senza pronunciarsi sulle spese legali e senza applicare l'obbligo di versare il contributo unificato aggiuntivo, poiché non si è trattato di un rigetto del ricorso sulle questioni di merito riguardanti l'ICI piattaforme petrolifere.
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Rinuncia al Ricorso Tributario: L’Agenzia ritira, ma la causa continua?
L'Agenzia delle Entrate aveva presentato un ricorso contro una Società Agricola. L'Agenzia contestava la riqualificazione di un'operazione societaria, chiedendo maggiori imposte. Durante il processo, l'Agenzia ha dichiarato la sua Rinuncia al ricorso tributario, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha chiarito la materia della riqualificazione degli atti (Art. 20 TUIR). La Società non ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la rinuncia, anche se non accettata, ha dimostrato il venir meno dell'interesse dell'Agenzia. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Contribuente rinuncia al ricorso: Estinzione del giudizio tributario in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU per 25.000 euro, contestando la carenza di motivazione. Dopo aver perso in Commissione Tributaria Provinciale e Regionale, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento di Cassazione, il contribuente ha deciso di rinunciare al ricorso. La parte resistente ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per rinuncia, stabilendo la compensazione delle spese legali tra le parti. Questo significa che ogni parte ha pagato le proprie spese.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente contributo raddoppiato
Una società ha impugnato il diniego del rimborso relativo alla tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari per diverse annualità. Durante il processo davanti alla Corte di Cassazione, la parte contabile e la difesa dell'amministrazione finanziaria hanno raggiunto un accordo. La società ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione, con l'adesione del fisco e la richiesta di compensare le spese processuali. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo. La decisione precisa un principio fondamentale: in caso di rinuncia, il contribuente non deve versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato raddoppiato. Questa misura sanzionatoria si applica soltanto nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, garantendo un'uscita dal processo senza sanzioni aggiuntive.
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Rinuncia al ricorso tributario: Contribuente rinuncia, spese compensate
Un Contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento IRPEF e ha perso nei precedenti gradi di giudizio tributario. Ha presentato un ricorso in Cassazione. Successivamente, il suo avvocato ha depositato una rinuncia al ricorso tributario. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio. Ha inoltre compensato le spese legali tra le parti, stabilendo che il raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso tributario: estinto il giudizio in Cassazione
La Società contribuente ha chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa versata per i telefoni cellulari aziendali. L'Agenzia delle Entrate ha opposto rifiuto e i giudici di merito hanno respinto i successivi ricorsi dell'impresa. La Società si è quindi rivolta alla Corte di Cassazione. Nelle more della decisione, la parte ricorrente ha presentato formale atto di abbandono della causa. La Corte Suprema ha preso atto della scelta volontaria e ha dichiarato la Rinuncia al ricorso tributario. Il processo è stato dichiarato estinto con contestuale compensazione delle spese legali tra le parti.
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Definizione Agevolata: Rinuncia al Ricorso e Estinzione del Giudizio
Un contribuente, esercente attività di ristorazione, aveva ricevuto un avviso di accertamento per IRPEF, IVA e IRAP. Dopo vari gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, il contribuente ha aderito a una **definizione agevolata** delle sanzioni fiscali. Per questo motivo, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, con conseguente compensazione delle spese di lite. Questo significa che il processo si è concluso senza una decisione nel merito, e ogni parte ha sostenuto i propri costi legali.
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Agenzia rinuncia al giudizio tributario: estinzione e spese
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di rinuncia al giudizio tributario. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza che annullava un avviso di accertamento per la rideterminazione della rendita catastale di un immobile. Tuttavia, l'Agenzia ha poi dichiarato di rinunciare al ricorso, motivando la decisione con il consolidamento di un orientamento giurisprudenziale sfavorevole. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico della parte rinunciante.
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