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Art. 38 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Riliquidazione pensione estera: la clausola di salvezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di salvezza, che protegge i trattamenti pensionistici più favorevoli, non si applica in caso di riliquidazione pensione estera se il trattamento non era stato liquidato in via definitiva prima dell'entrata in vigore della nuova legge. Nel caso specifico, un pensionato con contributi versati in Italia e Svizzera si è visto applicare il nuovo metodo di calcolo, meno vantaggioso, poiché la sua pensione era oggetto di una controversia con l'ente previdenziale e quindi non considerata "già liquidata" in senso definitivo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. Tale prelievo, non essendo un criterio di calcolo della pensione ma una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha anche ribadito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e gli interessi decorrono da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non dagli organi interni della Cassa. È stato inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta.
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Prescrizione decennale per contributi di solidarietà
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14593/2025, ha stabilito che il diritto al rimborso dei contributi di solidarietà illegittimamente trattenuti dalle casse previdenziali private si prescrive in dieci anni e non in cinque. La Corte ha accolto il ricorso di un professionista, chiarendo che la richiesta di restituzione non riguarda una prestazione periodica, ma un'azione di indebito arricchimento, soggetta quindi alla prescrizione decennale ordinaria. È stato invece respinto il ricorso della Cassa di previdenza, che mirava a far riconoscere la legittimità del contributo.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione decide
Un ente previdenziale di categoria ha prelevato un contributo di solidarietà dalla pensione di un professionista. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo per i diritti maturati prima di specifiche riforme, stabilendo in dieci anni il termine di prescrizione per la richiesta di rimborso. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'ente, sia quello incidentale del professionista relativo alle spese legali, confermando la solidità dei principi giuridici applicati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalle Casse
Un professionista ha contestato il contributo di solidarietà trattenuto dalla sua pensione da parte della Cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della Cassa inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'imposizione di un contributo di solidarietà, essendo una prestazione patrimoniale imposta, è una prerogativa esclusiva dello Stato, soggetta a riserva di legge secondo la Costituzione. L'ente previdenziale ha quindi agito illegittimamente e deve restituire le somme, con interessi, applicando la prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: no dalle Casse private
Un ente previdenziale di professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando la consolidata giurisprudenza secondo cui tale prelievo è illegittimo se non previsto da una legge statale. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e ha sanzionato l'ente per abuso del processo, avendo insistito nel ricorso senza portare nuovi argomenti contro un orientamento ormai stabile.
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Tetto compensi PA: la Regione può essere più severa?
Un ex dirigente pubblico ha contestato la drastica riduzione del suo stipendio a causa di una legge regionale che imponeva un tetto compensi PA più severo di quello nazionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le Regioni possono fissare limiti salariali più bassi per far fronte a specifiche crisi finanziarie e a peculiarità dei propri sistemi amministrativi e pensionistici, a condizione che le misure siano ragionevoli e proporzionate.
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Pensione estera e clausola di salvaguardia: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la clausola di salvaguardia per il calcolo più favorevole della pensione estera, introdotta dalla legge 296/2006, non si applica se il trattamento non era stato liquidato in via definitiva prima dell'entrata in vigore della legge. Nel caso specifico, gli eredi di un pensionato con contributi versati in Svizzera si sono visti negare il ricalcolo più vantaggioso poiché, al momento dell'introduzione della nuova norma, era in corso una controversia legale con l'ente previdenziale sulle modalità di calcolo. La pendenza del giudizio ha impedito di considerare il trattamento come "già liquidato", rendendo inapplicabile la tutela.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale di categoria, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale professionale contro la decisione di merito che aveva annullato l'imposizione di un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato: un simile prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, il diritto del pensionato a recuperare le somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto a un pensionato. La Corte ha ribadito che un simile prelievo richiede una specifica base legislativa e che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
Un ente previdenziale per professionisti ha imposto un contributo di solidarietà su una pensione esistente, ma il pensionato lo ha contestato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando che il contributo di solidarietà è un prelievo illegittimo. La Corte ha ribadito che solo lo Stato, tramite legge, può imporre tali obblighi patrimoniali, non gli enti previdenziali privati. Il diritto di richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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APE Sociale: Accesso anche senza disoccupazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'accesso all'APE Sociale non è indispensabile aver precedentemente fruito dell'indennità di disoccupazione. Un lavoratore si era visto negare il beneficio perché, pur essendo disoccupato, non aveva percepito la relativa indennità. La Suprema Corte ha accolto il suo ricorso, affermando che la condizione essenziale è lo stato di disoccupazione e non la percezione di un precedente sussidio. Questa interpretazione estende la tutela a coloro che si trovano in una condizione di maggior bisogno, eliminando una disparità di trattamento.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale, confermando che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni è illegittima se non prevista da una fonte legale. La Corte ha ribadito che tale prelievo rientra tra le prestazioni patrimoniali imposte, la cui disciplina spetta esclusivamente al legislatore. Inoltre, è stata confermata l'applicazione della prescrizione decennale, e non quinquennale, per le azioni di restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale sulla quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8515/2025, ha stabilito un punto fermo sulla pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha confermato la piena validità del massimale di retribuzione giornaliera, previsto da una norma del 1971, anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1° gennaio 1993. La sentenza ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e chiarendo che le normative successive non hanno abrogato tale limite, ritenendolo inoltre costituzionalmente legittimo.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto si applica
In un caso riguardante la pensione lavoratori spettacolo, l'ente previdenziale ha impugnato una sentenza di secondo grado che escludeva un tetto salariale storico dal calcolo della pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale sulla retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, è ancora in vigore e deve essere applicato nel calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, ribaltando così la decisione della Corte d'Appello.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo si applica ancora al calcolo della "quota B" della pensione per i lavoratori ex Enpals. L'ordinanza ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tale limite, riaffermando un orientamento consolidato secondo cui la normativa non è stata abrogata e non viola principi costituzionali, nonostante la differenza tra contributi versati e retribuzione pensionabile.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore del settore spettacolo aveva ottenuto in Appello la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del cosiddetto massimale pensionabile. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso e la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha confermato la piena vigenza del limite massimo di retribuzione giornaliera (massimale pensionabile spettacolo) anche per il calcolo della "quota B" della pensione. La Corte ha ribadito che tale limite non è mai stato abrogato e non contrasta con i principi costituzionali, in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori.
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Costituzione posizione assicurativa: regole per l’ex pubblico
Un ex dipendente pubblico, dopo aver lasciato il servizio senza aver maturato la pensione, ha richiesto la ricongiunzione dei suoi contributi previdenziali con un fondo privato, chiedendo che gli interessi fossero a carico dell'ente di provenienza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in questi casi si applica la normativa speciale della 'costituzione posizione assicurativa' (D.P.R. 1092/1973). Questa norma, prevalendo su quella generale della ricongiunzione, stabilisce che il trasferimento dei contributi avvenga senza interessi, con conseguenti oneri economici a carico del lavoratore per l'unificazione dei periodi.
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