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Art. 38 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una Cassa previdenziale privatizzata sulle pensioni. La Corte ha stabilito che l'introduzione di un tale prelievo spetta solo alla legge e non rientra nei poteri autonomi degli enti, ordinando la restituzione delle somme trattenute al pensionato.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un ex lavoratore del settore dello spettacolo ha contestato l'applicazione di un tetto massimo alla retribuzione per il calcolo della sua pensione. Sebbene i tribunali inferiori gli avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo, introdotto nel 1971, è ancora pienamente in vigore anche per la cosiddetta "quota B" della pensione, in quanto mai abrogato dalle riforme successive. La Corte ha sottolineato la necessità di tale limite per garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale speciale per questa categoria di lavoratori.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31824/2024, ha stabilito che il massimale pensionabile previsto per i lavoratori dello spettacolo si applica anche alla cosiddetta "quota B" della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1992. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva invece escluso tale limite. La sentenza sottolinea la perdurante vigenza della norma sul massimale pensionabile spettacolo, ritenendola non tacitamente abrogata dalle riforme successive e necessaria per garantire l'equilibrio delle gestioni previdenziali.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei propri iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non rientra nei poteri regolamentari autonomi dell'ente previdenziale. Di conseguenza, il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione decennale.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite giornaliero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31810/2024, ha stabilito che il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, si applica ancora per il calcolo della 'Quota B' della pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale. È stato chiarito che tale limite non è stato abrogato e risulta compatibile con le normative successive, in quanto elemento coessenziale di un sistema previdenziale complessivamente favorevole per questa categoria.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite giornaliero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31812/2024, ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il limite massimo di retribuzione giornaliera si applica anche al calcolo della "quota B". L'ordinanza ribalta la decisione della Corte d'Appello, affermando che la normativa non è stata abrogata e coesiste con le riforme successive. La Corte ha inoltre chiarito l'applicazione della decadenza triennale sui ratei arretrati.
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Pensione lavoratori spettacolo: il limite giornaliero
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla pensione lavoratori spettacolo, stabilendo che il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche al calcolo della cosiddetta "quota B". Con questa ordinanza, la Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando la decisione della Corte d'Appello. La motivazione principale risiede nel fatto che tale limite, mai abrogato, è ritenuto essenziale per garantire l'equilibrio di un sistema pensionistico già di per sé vantaggioso per questa categoria di lavoratori.
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Contributo solidarietà illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre un contributo di solidarietà sulle pensioni in essere basandosi sulla propria autonomia regolamentare. Tale prelievo, configurandosi come prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica previsione di legge. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche alla "quota B" della pensione per i lavoratori dello spettacolo. L'ordinanza ribalta una decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato sulla legittimità di tale limite nel calcolo della pensione lavoratori spettacolo.
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Restituzione indennità disoccupazione: quando va resa?
Un lavoratore, reintegrato a seguito di un accordo conciliativo dopo il licenziamento, si è visto richiedere la restituzione dell'indennità di disoccupazione percepita. La Corte di Cassazione ha confermato che la reintegra, avendo effetto retroattivo, annulla lo stato di disoccupazione. Di conseguenza, la restituzione dell'indennità di disoccupazione è dovuta, anche se il lavoratore ha rinunciato alle retribuzioni per quel periodo.
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Ricorso per cassazione: limiti e inammissibilità
Un dirigente del settore pubblico ha citato in giudizio la propria amministrazione, una Provincia, per mobbing e danni, rassegnando le dimissioni per quella che riteneva una giusta causa. A seguito di un complesso iter giudiziario che ha attraversato vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha respinto in via definitiva il ricorso del dirigente. La Corte ha ritenuto i numerosi motivi di ricorso per cassazione inammissibili o infondati, sottolineando il rispetto dei precedenti giudicati, i limiti procedurali dell'appello e il potere discrezionale dei giudici di merito nella valutazione delle prove.
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Lavoro subordinato PA: la prova della subordinazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice che, dopo un contratto di somministrazione e una serie di contratti di collaborazione (co.co.co.) con un Comune, chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, non trovando prove sufficienti del vincolo di subordinazione. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della lavoratrice. È stato sottolineato che, per qualificare un rapporto come lavoro subordinato, non basta la reiterazione dei contratti, ma è necessario dimostrare con prove concrete l'assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, elementi che nel caso di specie sono risultati mancanti.
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Anzianità aziendale: cumulo tra aziende diverse?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento dell'indennità di mobilità sommando i periodi di servizio prestati presso due diverse società dello stesso gruppo. La Corte ha ribadito che il requisito dell'anzianità aziendale, previsto dalla legge, deve essere maturato interamente presso l'unico datore di lavoro che avvia la procedura di licenziamento collettivo, salvo i casi tassativi di trasferimento d'azienda o fusione. Questa regola non è considerata discriminatoria, ma una scelta ragionevole del legislatore.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa previdenziale privata ai propri pensionati in assenza di una specifica norma di legge. Trattandosi di una prestazione patrimoniale imposta, essa ricade nella riserva di legge prevista dalla Costituzione. Di conseguenza, è stato confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione decennale.
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Pensione lavoratori spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31748/2024, interviene sulla pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha chiarito che la decadenza per le richieste di ricalcolo si applica solo ai ratei pregressi, non al diritto in sé. Inoltre, ha confermato che il massimale giornaliero di retribuzione pensionabile si applica anche al calcolo della "quota B" della pensione, riformando la precedente decisione della Corte d'Appello. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo si applica anche alla "quota B" della pensione dei lavoratori del settore. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Si è inoltre chiarito che la decadenza per le richieste di ricalcolo riguarda solo i ratei arretrati.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Annullata la sentenza d'appello che escludeva il massimale pensionabile spettacolo per la quota B della pensione. La Cassazione conferma la vigenza del limite sulla retribuzione giornaliera e chiarisce l'applicazione della decadenza solo sui ratei pregressi, non sull'intero diritto.
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Quota B pensione spettacolo: il massimale si applica
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ente previdenziale contro la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'applicazione del massimale pensionabile sulla cosiddetta "Quota B" per un lavoratore dello spettacolo. La Suprema Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, affermando che il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile deve essere applicato. Inoltre, ha precisato che in caso di richiesta di ricalcolo, la decadenza triennale si applica solo agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale, senza intaccare il diritto alla pensione stessa.
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Contributi coadiutore: obblighi del titolare d’impresa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11208/2025, ha stabilito che il titolare di un'impresa artigiana è obbligato a versare i contributi previdenziali per il coadiutore familiare calcolandoli sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti da quest'ultimo, inclusi quelli derivanti dalla partecipazione a società di persone. La Corte ha rigettato i motivi di incostituzionalità, ma ha cassato la sentenza per omessa pronuncia su un'altra questione, rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Prescrizione maggiorazione amianto: quando inizia?
Un lavoratore ha richiesto la maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la prescrizione del diritto decorre dalla data della domanda all'ente assicuratore per la certificazione dell'esposizione. Tale richiesta, infatti, dimostra la consapevolezza del lavoratore circa il rischio e il proprio diritto, segnando l'inizio del termine decennale. La Corte ha chiarito che la prescrizione maggiorazione amianto non lede il diritto fondamentale alla pensione, essendo un beneficio accessorio e autonomo.
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