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Art. 38 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. Secondo la Corte, un tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente, anche se finalizzato a garantirne l'equilibrio finanziario. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per la richiesta di rimborso delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31713/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha ribadito che l'imposizione di tale prelievo eccede i poteri degli enti previdenziali privatizzati, essendo una materia coperta da riserva di legge statale. Di conseguenza, i pensionati hanno diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. Tale imposizione è ritenuta un atto ultra vires, ovvero oltre i poteri conferiti all'ente, che non può gravare su trattamenti pensionistici già maturati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che le casse non hanno il potere di imporre prelievi di natura patrimoniale, una facoltà riservata esclusivamente alla legge. Di conseguenza, il ricorso della cassa è stato dichiarato inammissibile e il pensionato ha diritto alla restituzione delle somme trattenute, con un termine di prescrizione di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
Un ente previdenziale per professionisti ha trattenuto un "contributo di solidarietà" dalla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha dichiarato la trattenuta illegittima. Secondo la Corte, gli enti previdenziali privatizzati non hanno il potere di imporre tali prelievi su pensioni già liquidate, poiché tale facoltà esula dalle loro competenze statutarie. Il ricorso dell'ente è stato pertanto giudicato inammissibile.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un ex lavoratore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della sua pensione, contestando l'applicazione del 'massimale pensionabile spettacolo' alla 'quota B'. La Corte d'Appello gli ha dato ragione. L'ente previdenziale ha però impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, che ha ribaltato la sentenza. La Suprema Corte ha confermato la piena validità del tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile e ha chiarito che la decadenza triennale per tali richieste riguarda solo gli arretrati maturati oltre tre anni prima dell'azione legale, senza estinguere il diritto in sé.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
Un professionista ha citato in giudizio la propria cassa di previdenza per l'illegittima applicazione di un contributo di solidarietà sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della trattenuta, stabilendo che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto da un regolamento interno della Cassa ma richiede una specifica norma di legge. La Corte ha inoltre confermato in dieci anni il termine di prescrizione per la restituzione delle somme.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
Un pensionato ha contestato il calcolo della sua pensione. L'ente previdenziale ha eccepito la decadenza del diritto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la decadenza ricalcolo pensione, introdotta nel 2011, ha un effetto limitato: non estingue il diritto a una pensione corretta per il futuro, ma si applica solo ai ratei maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Pensione inabilità: negata se non si è in servizio
La Corte di Cassazione ha negato la pensione inabilità a un professionista che, sebbene iscritto alla cassa previdenziale, non esercitava più l'attività da molti anni a causa di procedimenti giudiziari. La Corte ha stabilito che il diritto alla pensione sorge solo se l'inabilità è la causa diretta dell'interruzione di un'attività lavorativa in corso, non se interviene quando il professionista è già impossibilitato a lavorare per altri motivi.
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Dimissioni per giusta causa: quando spetta la NASpI?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le dimissioni a seguito di un trasferimento ad altra sede non garantiscono automaticamente il diritto all'indennità di disoccupazione (NASpI). Se il giudice di merito accerta l'assenza di una vera e propria 'giusta causa', il lavoratore non ha diritto al sussidio, anche se le circolari amministrative prevedono diversamente. La valutazione del giudice sui fatti concreti prevale su ogni previsione generale. Il caso in esame riguarda le dimissioni per giusta causa di un lavoratore a seguito di un trasferimento.
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Calcolo pensione spettacolo: il tetto retributivo
Un lavoratore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della pensione, sostenendo l'inapplicabilità di un vecchio tetto retributivo. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione favorevole al lavoratore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, confermando la piena vigenza del tetto retributivo per il calcolo della pensione spettacolo (specificamente per la "quota B") e chiarendo le regole sulla decadenza triennale per la richiesta di arretrati. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Calcolo pensione spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso cruciale riguardante il calcolo pensione spettacolo. La controversia vedeva contrapposti un pensionato del settore e l'ente previdenziale in merito alla corretta metodologia di calcolo della cosiddetta "Quota B" della pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il massimale giornaliero previsto dalla normativa del 1971 (DPR 1420/1971) rimane applicabile, seppur aggiornato, e non è stato abrogato dalle riforme successive. Inoltre, ha chiarito che la decadenza triennale per le richieste di riliquidazione si applica solo ai ratei maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale, senza estinguere il diritto alla pensione ricalcolata per il futuro.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il massimale pensionabile previsto dalla vecchia normativa (DPR 1420/1971) si applica ancora al calcolo della cosiddetta "Quota B" della pensione per i lavoratori dello spettacolo. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro un pensionato, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Secondo la Cassazione, le riforme successive non hanno abrogato il tetto, ma lo hanno integrato, ritenendolo un elemento coessenziale alla disciplina speciale e favorevole di questo settore, necessario per garantire coerenza ed equilibrio al sistema previdenziale.
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Calcolo pensione lavoratori spettacolo: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo pensione lavoratori spettacolo, in particolare sulla determinazione della "Quota B" per chi aveva meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995. Un lavoratore aveva ottenuto in Appello il ricalcolo della pensione basato su un criterio più favorevole. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo la vigenza di un vecchio massimale di retribuzione giornaliera. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, confermando che il vecchio tetto retributivo non è stato abrogato e deve essere applicato anche per la Quota B, cassando la sentenza d'appello e rinviando la causa per un nuovo esame.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della Quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della 'Quota B' deve ancora rispettare il massimale di retribuzione giornaliera previsto dal DPR 1420/1971. La successiva normativa (D.Lgs. 182/97) non ha abrogato tale limite, ma solo integrato il sistema di calcolo. La sentenza ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva accolto la tesi del pensionato.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
Una cassa di previdenza per professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, stabilendo che una simile misura, configurandosi come prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotta solo da una legge e non tramite regolamento autonomo dell'ente. Di conseguenza, la cassa è stata condannata alla restituzione delle somme trattenute, per le quali si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei propri iscritti. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo lo Stato può imporre prestazioni patrimoniali. Inoltre, la Corte ha stabilito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, trattandosi di un credito per la restituzione di un indebito e non di ratei pensionistici.
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Pensione lavoratori spettacolo: calcolo Quota B
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, accogliendo il ricorso di un ente previdenziale. La Corte ha stabilito che per il calcolo della "Quota B" della pensione si applica uno specifico massimale giornaliero di retribuzione, come previsto da una normativa del 1971, e non il massimale annuo generale. Inoltre, ha chiarito che la decadenza triennale per le richieste di ricalcolo non estingue il diritto, ma limita solo gli arretrati recuperabili a quelli maturati nei tre anni precedenti la domanda giudiziale.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza che aveva imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo l'illegittimità della trattenuta e condannando la cassa per abuso del processo, poiché il ricorso era contrario a una giurisprudenza consolidata.
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Contributo di solidarietà: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che lo condannava a restituire il contributo di solidarietà prelevato dalla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito la consolidata giurisprudenza sull'illegittimità di tale prelievo e ha sanzionato l'ente per abuso del processo, avendo insistito su questioni già ampiamente decise.
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