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Art. 38 Costituzione — Anno 2025

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Contributo di solidarietà: no dalle Casse private
Un ente previdenziale di professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando la consolidata giurisprudenza secondo cui tale prelievo è illegittimo se non previsto da una legge statale. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e ha sanzionato l'ente per abuso del processo, avendo insistito nel ricorso senza portare nuovi argomenti contro un orientamento ormai stabile.
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Tetto compensi PA: la Regione può essere più severa?
Un ex dirigente pubblico ha contestato la drastica riduzione del suo stipendio a causa di una legge regionale che imponeva un tetto compensi PA più severo di quello nazionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le Regioni possono fissare limiti salariali più bassi per far fronte a specifiche crisi finanziarie e a peculiarità dei propri sistemi amministrativi e pensionistici, a condizione che le misure siano ragionevoli e proporzionate.
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Stato detentivo: obbligo di dichiarazione per il RdC
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna per non aver dichiarato, nella domanda per il reddito di cittadinanza, la presenza di un familiare convivente in stato detentivo domiciliare per reati di mafia. La Corte ha stabilito che la nozione di 'stato detentivo' non si limita alla reclusione in carcere, ma include anche gli arresti domiciliari. La finalità della norma non è solo economica, ma anche quella di escludere dal beneficio i nuclei familiari con componenti ritenuti socialmente riprovevoli. L'errore sulla rilevanza dell'informazione non esclude il dolo.
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Pensione estera e clausola di salvaguardia: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la clausola di salvaguardia per il calcolo più favorevole della pensione estera, introdotta dalla legge 296/2006, non si applica se il trattamento non era stato liquidato in via definitiva prima dell'entrata in vigore della legge. Nel caso specifico, gli eredi di un pensionato con contributi versati in Svizzera si sono visti negare il ricalcolo più vantaggioso poiché, al momento dell'introduzione della nuova norma, era in corso una controversia legale con l'ente previdenziale sulle modalità di calcolo. La pendenza del giudizio ha impedito di considerare il trattamento come "già liquidato", rendendo inapplicabile la tutela.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale di categoria, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale professionale contro la decisione di merito che aveva annullato l'imposizione di un contributo di solidarietà sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato: un simile prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, il diritto del pensionato a recuperare le somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto a un pensionato. La Corte ha ribadito che un simile prelievo richiede una specifica base legislativa e che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
Un ente previdenziale per professionisti ha imposto un contributo di solidarietà su una pensione esistente, ma il pensionato lo ha contestato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando che il contributo di solidarietà è un prelievo illegittimo. La Corte ha ribadito che solo lo Stato, tramite legge, può imporre tali obblighi patrimoniali, non gli enti previdenziali privati. Il diritto di richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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APE Sociale: Accesso anche senza disoccupazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'accesso all'APE Sociale non è indispensabile aver precedentemente fruito dell'indennità di disoccupazione. Un lavoratore si era visto negare il beneficio perché, pur essendo disoccupato, non aveva percepito la relativa indennità. La Suprema Corte ha accolto il suo ricorso, affermando che la condizione essenziale è lo stato di disoccupazione e non la percezione di un precedente sussidio. Questa interpretazione estende la tutela a coloro che si trovano in una condizione di maggior bisogno, eliminando una disparità di trattamento.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale, confermando che l'imposizione di un contributo di solidarietà sulle pensioni è illegittima se non prevista da una fonte legale. La Corte ha ribadito che tale prelievo rientra tra le prestazioni patrimoniali imposte, la cui disciplina spetta esclusivamente al legislatore. Inoltre, è stata confermata l'applicazione della prescrizione decennale, e non quinquennale, per le azioni di restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale sulla quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8515/2025, ha stabilito un punto fermo sulla pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha confermato la piena validità del massimale di retribuzione giornaliera, previsto da una norma del 1971, anche per il calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, relativa ai contributi versati dopo il 1° gennaio 1993. La sentenza ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e chiarendo che le normative successive non hanno abrogato tale limite, ritenendolo inoltre costituzionalmente legittimo.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto si applica
In un caso riguardante la pensione lavoratori spettacolo, l'ente previdenziale ha impugnato una sentenza di secondo grado che escludeva un tetto salariale storico dal calcolo della pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il massimale sulla retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una norma del 1971, è ancora in vigore e deve essere applicato nel calcolo della cosiddetta "quota B" della pensione, ribaltando così la decisione della Corte d'Appello.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il massimale pensionabile spettacolo si applica ancora al calcolo della "quota B" della pensione per i lavoratori ex Enpals. L'ordinanza ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tale limite, riaffermando un orientamento consolidato secondo cui la normativa non è stata abrogata e non viola principi costituzionali, nonostante la differenza tra contributi versati e retribuzione pensionabile.
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Massimale pensionabile spettacolo: la Cassazione decide
Un lavoratore del settore spettacolo aveva ottenuto in Appello la riliquidazione della pensione senza l'applicazione del cosiddetto massimale pensionabile. L'Ente Previdenziale ha proposto ricorso e la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha confermato la piena vigenza del limite massimo di retribuzione giornaliera (massimale pensionabile spettacolo) anche per il calcolo della "quota B" della pensione. La Corte ha ribadito che tale limite non è mai stato abrogato e non contrasta con i principi costituzionali, in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per questa categoria di lavoratori.
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Costituzione posizione assicurativa: regole per l’ex pubblico
Un ex dipendente pubblico, dopo aver lasciato il servizio senza aver maturato la pensione, ha richiesto la ricongiunzione dei suoi contributi previdenziali con un fondo privato, chiedendo che gli interessi fossero a carico dell'ente di provenienza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in questi casi si applica la normativa speciale della 'costituzione posizione assicurativa' (D.P.R. 1092/1973). Questa norma, prevalendo su quella generale della ricongiunzione, stabilisce che il trasferimento dei contributi avvenga senza interessi, con conseguenti oneri economici a carico del lavoratore per l'unificazione dei periodi.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto sulla quota B
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una lavoratrice dello spettacolo contro l'ente previdenziale riguardo al calcolo della pensione. La controversia verteva sull'esistenza di un limite massimo alla retribuzione giornaliera per determinare la cosiddetta "quota B" della pensione. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che il tetto alla retribuzione giornaliera pensionabile è legittimo e deve essere applicato. Secondo la Corte, tale limite non è stato abrogato dalle normative successive e non viola i principi costituzionali, poiché il sistema pensionistico dei lavoratori dello spettacolo è già complessivamente più favorevole rispetto a quello generale.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della "quota B" deve rispettare uno specifico massimale di retribuzione giornaliera. Con l'ordinanza n. 8571/2025, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva disapplicato tale tetto, riaffermando la legittimità del limite previsto dalla normativa speciale, anche se inferiore alla base contributiva, in quanto parte di un sistema previdenziale complessivamente più favorevole per la categoria.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il tetto massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa speciale. L'ente previdenziale ha visto accolto il suo ricorso contro la decisione della Corte d'Appello che aveva disapplicato tale limite, riaffermando la validità di un sistema previdenziale specifico e complessivamente favorevole per la categoria.
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Pensione lavoratori spettacolo: limiti quota B confermati
Un lavoratore del settore dello spettacolo ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo che il limite massimo di retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B" non fosse più in vigore. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che tale limite è ancora applicabile. Inoltre, ha affermato che la decadenza triennale per le azioni giudiziarie si applica anche ai trattamenti pensionistici maturati prima del 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della norma che ha introdotto tale termine.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto sulla quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il calcolo della pensione lavoratori spettacolo, specificamente per la 'quota B', si applica ancora il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva eliminato tale limite, riaffermando la validità della normativa specifica per il settore, considerata nel suo complesso più favorevole rispetto al regime generale.
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