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Art. 316-ter Codice Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 316-ter Codice Penale

Informativa interdittiva antimafia: no reato art.316ter
Un imprenditore ha ottenuto un finanziamento garantito dallo Stato durante l'emergenza Covid-19, pur essendo la sua società destinataria di un'informativa interdittiva antimafia. La Cassazione ha annullato il sequestro preventivo, stabilendo che tale misura non rientra tra le cause ostative previste dall'art. 67 del Codice Antimafia, unico riferimento normativo corretto. Pertanto, la dichiarazione resa non era falsa e il reato di indebita percezione non sussiste.
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Difesa d’ufficio: quando la nomina in udienza è valida
Un imputato, condannato per aver favorito l'indebita percezione di erogazioni pubbliche, ha contestato in Cassazione la validità del processo per una presunta violazione del diritto di difesa. Dopo la rinuncia del suo avvocato di fiducia, sosteneva di essere rimasto senza assistenza legale fino alla nomina di un nuovo legale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la nomina di una difesa d'ufficio avvenuta durante la prima udienza ha garantito un'assistenza legale concreta ed efficace, senza alcuna lesione del diritto di difesa, rendendo irrilevante la precedente irregolarità formale.
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Truffa aggravata: sequestro dell’intero profitto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21108/2023, ha confermato un sequestro preventivo di 300.000 euro per il reato di truffa aggravata finalizzata all'ottenimento di erogazioni pubbliche. La Corte ha stabilito che il profitto del reato, sequestrabile anche al concorrente, è l'intero importo del finanziamento illecitamente ottenuto e non solo la sua provvigione. Inoltre, ha chiarito la distinzione tra il reato di cui all'art. 640-bis c.p., che richiede un'induzione in errore, e l'ipotesi residuale dell'art. 316-ter c.p.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla custodia
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un imprenditore accusato di reati ambientali e associazione a delinquere con l'aggravante mafiosa. La decisione si fonda sulla motivazione apparente del Tribunale del Riesame, che non ha fornito risposte concrete e puntuali alle specifiche obiezioni sollevate dalla difesa, limitandosi a ripercorrere la tesi accusatoria. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà colmare le lacune motivazionali evidenziate.
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Competenza territoriale per erogazioni pubbliche
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15120/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di competenza territoriale per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Il caso riguardava la presunta illecita percezione di incentivi per la produzione di energia fotovoltaica. La Corte ha chiarito che il reato si consuma e, di conseguenza, la competenza territoriale si radica, nel luogo in cui ha sede l'ente pubblico che dispone il pagamento, e non dove il beneficiario riceve materialmente le somme. La decisione si fonda sulla tutela della corretta gestione delle risorse pubbliche, identificando il danno patrimoniale (deminutio patrimonii) nel momento in cui l'ente autorizza l'esborso. Di conseguenza, le sentenze dei giudici di merito sono state annullate per incompetenza territoriale.
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Soglia di punibilità: come si calcola per pagamenti?
La Corte di Cassazione affronta il tema della soglia di punibilità nel reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il caso riguarda un individuo che riceveva un assegno sociale mensilmente senza svolgere le ore di lavoro pattuite. La Corte ha stabilito che, se la condotta illecita consiste in omissioni mensili distinte (e non in un'unica azione iniziale), la soglia di punibilità va valutata su ogni singola erogazione mensile e non sull'importo totale percepito.
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Indebita percezione: soglia di punibilità mensile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. Il caso riguardava un'indebita percezione di erogazioni assistenziali. La Corte ha confermato che il reato da contestare era quello previsto dall'art. 316-ter c.p. e non la truffa aggravata. Crucialmente, ha stabilito che la soglia di punibilità deve essere valutata su ogni singola erogazione mensile, e non sul totale percepito, quando l'illecito deriva da omissioni periodiche e non da un'unica condotta iniziale.
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Fondi pubblici: la Cassazione sulla falsa dichiarazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una presidente di una cooperativa, condannata per indebita percezione di fondi pubblici. La sentenza chiarisce che il reato si perfeziona con l'effettiva erogazione dei fondi, non con la dichiarazione. Ha inoltre ribadito che la falsità delle dichiarazioni sui requisiti (come i contratti del personale) è sufficiente per la condanna, a prescindere dall'uso effettivo dei fondi pubblici ricevuti.
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