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Art. 31 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 31 Costituzione

Assegno di Natalità per Stranieri: Stop alla Discriminazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una cittadina extracomunitaria a ricevere l'assegno di natalità. L'Ente Previdenziale aveva negato il beneficio perché la donna non possedeva un permesso di soggiorno di lungo periodo. La Corte ha stabilito che tale requisito è discriminatorio e illegittimo. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, che ha esteso il diritto all'assegno di natalità per stranieri anche ai titolari di altri tipi di permesso di soggiorno che consentono di lavorare. Viene così sancito il principio di parità di trattamento nelle prestazioni di maternità, a prescindere dalla durata del permesso di soggiorno.
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Assegno di natalità stranieri: bonus senza permesso lungo periodo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una cittadina straniera a ricevere l'assegno di natalità, anche senza essere in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo. L'Ente Previdenziale aveva negato il beneficio basandosi su una norma che richiedeva tale permesso. Tuttavia, la Corte Costituzionale ha successivamente dichiarato quella norma illegittima perché discriminatoria. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente, stabilendo un principio fondamentale sull'accesso all'assegno di natalità per gli stranieri regolarmente soggiornanti e lavoratori in Italia. La cittadina straniera vince la causa e ottiene il beneficio.
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Assegno Natalità Stranieri: No al Permesso Lungo, Sì ai Diritti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un cittadino straniero a ricevere l'assegno di natalità, anche se non in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo. L'Ente Previdenziale aveva negato il beneficio, ritenendo necessario tale specifico titolo di soggiorno. La Corte, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che escludere i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti costituisce una discriminazione illegittima. La decisione sancisce il principio di parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni di welfare, rendendo illegittimo il diniego dell'assegno di natalità per stranieri basato unicamente sulla tipologia di permesso di soggiorno, quando questo consente di lavorare.
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Assegno di Natalità: Straniera Discriminata Vince contro l’Ente
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una cittadina straniera a cui l'Ente Previdenziale aveva negato l'assegno di natalità. Il motivo del rifiuto era la mancanza del permesso di soggiorno di lungo periodo. La Corte, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che tale requisito è discriminatorio e illegittimo. La legge che escludeva dal beneficio i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti per motivi di lavoro è stata dichiarata incostituzionale. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha perso la causa e il diritto della donna all'assegno è stato confermato, estendendo di fatto la prestazione a tutti i lavoratori stranieri con un valido permesso di soggiorno.
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Assegno di natalità: la Cassazione stop alle discriminazioni
Una cittadina straniera, in possesso di un permesso di soggiorno per motivi familiari che consente di lavorare, ha richiesto l'assegno di natalità per il proprio figlio. L'ente previdenziale ha respinto la domanda, sostenendo che il beneficio spettasse solo ai titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, dichiarando che l'esclusione è discriminatoria. Basandosi sulle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea, i giudici hanno stabilito che l'assegno di natalità rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale. Pertanto, esso deve essere garantito a tutti i cittadini stranieri regolarmente ammessi al lavoro, indipendentemente dal possesso del permesso di lungo periodo. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per il ricalcolo delle somme spettanti.
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Assegno di natalità: diritto garantito anche agli stranieri
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assegno di natalità deve essere garantito anche ai cittadini stranieri in possesso di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. L'INPS aveva negato il beneficio a una lavoratrice poiché non titolare del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. I giudici hanno chiarito che tale esclusione è discriminatoria e contraria ai principi costituzionali ed europei. Richiamando precedenti decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia UE, la Cassazione ha confermato che il bonus bebè rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale spettanti a chiunque sia autorizzato a lavorare. La sentenza impugnata è stata quindi annullata, riconoscendo il diritto della richiedente a percepire la prestazione familiare negata.
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Assegno di natalità: stop alle discriminazioni per i lavoratori
Una lavoratrice straniera, titolare di un regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro, ha richiesto l'assegno di natalità per il proprio figlio. L'Istituto previdenziale ha respinto la domanda sostenendo che la donna non possedesse il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Dopo un iniziale rigetto nei gradi precedenti, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della madre. I giudici hanno stabilito che l'esclusione dei lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti dal beneficio è discriminatoria e contraria ai principi costituzionali ed europei. L'assegno di natalità deve essere considerato una prestazione familiare dovuta a chiunque sia ammesso a lavorare nello Stato. La sentenza impugnata è stata quindi annullata e il caso è stato rinviato alla Corte d'appello per il calcolo delle somme spettanti alla lavoratrice.
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Assegno di natalità: diritto anche per autonomi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10667/2024, ha stabilito che l'assegno di natalità spetta anche ai cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno per lavoro autonomo. La decisione si fonda su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l'esclusione dalla prestazione per i lavoratori stranieri non in possesso di un permesso di lungo periodo. Di conseguenza, il tipo specifico di permesso di soggiorno che consente di lavorare diventa irrilevante ai fini del diritto al beneficio, purché il richiedente sia legalmente presente e autorizzato a lavorare in Italia.
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Assegno di natalità: sì anche senza lungo soggiorno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto di un cittadino straniero a ricevere l'assegno di natalità. La decisione si basa sul principio di parità di trattamento stabilito dalla normativa europea e su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma che richiedeva il possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, estendendo il beneficio a tutti i cittadini stranieri legalmente autorizzati a lavorare in Italia.
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Assegno di natalità: illegittimo negarlo a stranieri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11438/2025, ha stabilito che l'assegno di natalità deve essere concesso anche ai cittadini extracomunitari che non possiedono un permesso di soggiorno di lungo periodo. Basandosi su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 54/2022), ha dichiarato illegittima la norma che limitava il beneficio, estendendolo a tutti gli stranieri autorizzati a lavorare in Italia, in quanto la precedente esclusione era discriminatoria e violava i principi costituzionali di uguaglianza e di sostegno alla famiglia.
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