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Art. 31 Costituzione — Anno 2024

Altri anni per Art. 31 Costituzione

Esenzione IMU coniugi: residenza requisito essenziale
Un comune negava l'esenzione IMU per un'abitazione in cui risiedeva solo il coniuge del contribuente. La Corte di Cassazione, applicando i principi della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'esenzione IMU per i coniugi con residenze diverse spetta solo se il possessore che la richiede ha sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Non è possibile scegliere di applicare il beneficio a un'abitazione dove non si è anagraficamente residenti.
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Assegno di natalità: diritto anche per autonomi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10667/2024, ha stabilito che l'assegno di natalità spetta anche ai cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno per lavoro autonomo. La decisione si fonda su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l'esclusione dalla prestazione per i lavoratori stranieri non in possesso di un permesso di lungo periodo. Di conseguenza, il tipo specifico di permesso di soggiorno che consente di lavorare diventa irrilevante ai fini del diritto al beneficio, purché il richiedente sia legalmente presente e autorizzato a lavorare in Italia.
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Assegno di natalità: sì anche senza lungo soggiorno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto di un cittadino straniero a ricevere l'assegno di natalità. La decisione si basa sul principio di parità di trattamento stabilito dalla normativa europea e su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma che richiedeva il possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, estendendo il beneficio a tutti i cittadini stranieri legalmente autorizzati a lavorare in Italia.
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Esenzione IMU coniugi: sì se in comuni diversi
Un contribuente si è visto negare l'esenzione IMU per la propria abitazione principale poiché la moglie risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, ribaltando le decisioni precedenti. Sulla scia della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, i giudici hanno stabilito che l'esenzione IMU coniugi spetta a ciascun coniuge per il proprio immobile, a condizione che vi abbia stabilito la residenza anagrafica e la dimora abituale, anche se l'altro coniuge risiede altrove.
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Esenzione IMU coniugi: la Cassazione applica la Consulta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12576/2024, ha accolto il ricorso di un contribuente a cui era stata negata l'agevolazione TASI per l'abitazione principale, poiché la moglie risiedeva in un altro Comune. Applicando la storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, i giudici hanno ribadito che l'esenzione IMU coniugi e tributi simili spetta a ciascun coniuge per il proprio immobile, a patto che vi abbia stabilito residenza anagrafica e dimora abituale, superando il vecchio concetto di residenza del 'nucleo familiare'.
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Colloqui 41-bis: no videochiamata senza prova certa
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis ha richiesto di poter effettuare colloqui visivi a distanza con i familiari, adducendo notevoli difficoltà economiche e logistiche per gli incontri di persona. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che, sebbene i colloqui 41-bis tramite videochiamata siano ammissibili, spetta al richiedente fornire una prova concreta e inequivocabile di "circostanze eccezionali" che rendano l'incontro di persona impossibile o estremamente difficile. In questo caso specifico, la certificazione ISEE e la semplice distanza geografica sono state ritenute prove insufficienti.
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Esenzione IMU coniugi: la residenza è indispensabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19684/2024, ha negato l'esenzione IMU a un contribuente per l'immobile in cui risiedevano la moglie e la figlia, poiché la sua residenza anagrafica era fissata in un altro Comune. La Corte ha ribadito che, nonostante gli interventi della Corte Costituzionale sull'esenzione IMU coniugi, il beneficio fiscale richiede la coincidenza di residenza anagrafica e dimora abituale del possessore nell'immobile, requisito che nel caso di specie mancava.
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Improcedibilità ricorso: termini perentori in Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché depositato oltre il termine perentorio di venti giorni previsto dalla legge, senza esaminare il merito delle questioni sollevate.
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Esenzione IMU forze armate: non è retroattiva
Un contribuente, appartenente alle Forze di Polizia, ha richiesto l'applicazione dell'esenzione IMU per l'abitazione principale per l'anno 2012, basandosi su una norma entrata in vigore solo nel 2013. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU forze armate non ha efficacia retroattiva. La sentenza sottolinea la discrezionalità del legislatore nel definire la decorrenza dei benefici fiscali, escludendo qualsiasi profilo di incostituzionalità.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a un contribuente perché la sua famiglia risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha dubitato della costituzionalità di tale requisito. Ritenendo che la norma possa violare i principi di uguaglianza e di capacità contributiva, in linea con una precedente decisione della Corte Costituzionale sull'IMU, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un Comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a una contribuente poiché il coniuge risiedeva in un altro Comune. Il caso è giunto alle Sezioni Unite della Cassazione che, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale in materia di IMU, hanno dubitato della costituzionalità della norma ICI. La legge, infatti, richiede la dimora abituale non solo del contribuente ma anche dei suoi familiari per concedere il beneficio. Ritenendo questa previsione potenzialmente discriminatoria, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.
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Riserva mentale matrimonio: nessun risarcimento danni
Un uomo ha citato in giudizio la sua ex coniuge per ottenere un risarcimento, sostenendo di essere stato ingannato poiché lei lo avrebbe sposato con la "riserva mentale matrimonio" di considerare l'unione solo una prova. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che la mancata comunicazione delle proprie incertezze sulla durata del vincolo non costituisce un illecito risarcibile, in quanto prevale la libertà di autodeterminazione matrimoniale, un diritto fondamentale della persona. La comunicazione di tali stati d'animo è considerata un dovere morale, non giuridico.
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Preclusione processuale e colloqui in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto avverso un'ordinanza che rigettava la sua richiesta di colloqui. La Corte ha stabilito che la nuova istanza, essendo una mera ripetizione di una precedente già respinta e priva di nuovi elementi, è bloccata dal principio di preclusione processuale, che impedisce di riesaminare questioni già decise.
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Colloqui detenuti 41-bis: sì tra familiari detenuti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30276/2024, ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando la possibilità per un detenuto di avere colloqui con un familiare, anche se entrambi sono sottoposti al regime del 41-bis Ord.pen. La Corte ha stabilito che un parere negativo generico della DDA non è sufficiente a negare il diritto al mantenimento delle relazioni familiari, se adeguatamente bilanciato con misure di sicurezza come la videosorveglianza. La decisione sottolinea che i colloqui detenuti 41-bis non sono vietati in assoluto ma vanno valutati caso per caso.
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Colloqui detenuti: quando possono essere negati?
Un detenuto ha presentato ricorso contro il diniego di colloqui con il padre, motivato dal giudice con il rischio di inquinamento probatorio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i colloqui detenuti, pur essendo un diritto fondamentale, possono essere temporaneamente limitati in presenza di esigenze investigative concrete e attuali, come un interrogatorio imminente, a condizione che la decisione sia adeguatamente motivata.
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Esenzione IMU prima casa: la Cassazione conferma
Un comune aveva negato l'esenzione IMU prima casa a una contribuente perché il coniuge risiedeva in un immobile diverso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, confermando il diritto all'esenzione. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 209/2022), che ha stabilito che per abitazione principale si intende l'immobile in cui il possessore dimora abitualmente e ha la residenza anagrafica, a prescindere dalla residenza degli altri membri del nucleo familiare.
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Esenzione IMU prima casa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'esenzione IMU prima casa a un contribuente la cui moglie risiedeva in un altro immobile. Fondamentale è stata l'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, che ha svincolato il beneficio dalla residenza dell'intero nucleo familiare, legandolo esclusivamente alla dimora abituale e residenza anagrafica del singolo possessore.
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Esenzione IMU prima casa: coniugi con residenze diverse
Un comune aveva negato l'esenzione IMU prima casa a un contribuente poiché la moglie risiedeva in un'altra città. La Corte di Cassazione, recependo la storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, ha respinto il ricorso del comune. È stato definitivamente chiarito che il diritto all'esenzione si basa sulla residenza anagrafica e sulla dimora abituale del singolo possessore nell'immobile, senza che la diversa residenza del coniuge possa costituire un ostacolo.
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Esenzione IMU prima casa: sì a coniugi con residenza diversa
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente, annullando un avviso di accertamento IMU. Applicando la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, ha stabilito che per l'esenzione IMU prima casa conta solo la residenza e la dimora abituale del possessore dell'immobile, non quella dell'intero nucleo familiare. Pertanto, l'esenzione spetta anche se il coniuge risiede in un comune diverso.
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Cessazione materia del contendere: spese compensate
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia IMU. A seguito di una declaratoria di incostituzionalità della norma fiscale, il Comune aveva annullato in autotutela l'avviso di accertamento. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e compensato le spese legali, ritenendo giustificata tale decisione dall'intervento della Corte Costituzionale avvenuto in corso di causa, che ha rimosso l'oggetto del contendere.
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