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Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002 — Anno 2022

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Altri anni per Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002

Finestra diventa porta: la Cassazione conferma la servitù di passaggio illegittima
Due Proprietari hanno citato in giudizio una Società per aver trasformato una finestra condominiale in una portafinestra. Questa modifica creava un collegamento diretto tra l'immobile della Società e un altro condominio, permettendo un accesso all'ascensore e al cortile comune. I Proprietari sostenevano che ciò configurava una servitù di passaggio illegittima. La Corte d'Appello aveva già ordinato il ripristino. La Cassazione ha rigettato il ricorso della Società, confermando che l'apertura di una porta in un muro perimetrale comune per collegare due proprietà diverse costituisce una servitù di passaggio illegittima, gravando il bene comune in modo anomalo e violando l'uso corretto delle parti condominiali.
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Definizione agevolata: stop al ricorso e nessun doppio contributo
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori redditi Irpef non dichiarati a seguito di verifiche sui conti correnti bancari per due annualità successive. Il cittadino ha impugnato gli atti impositivi, ma i giudici tributari di primo e secondo grado hanno confermato le pretese del Fisco per mancanza di prova contraria. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione per contestare la validità degli accertamenti e l'eccessività delle somme richieste. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha però aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'intero importo concordato con l'agente della riscossione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cessazione della materia del contendere, compensando le spese legali ed escludendo la sanzione del doppio contributo.
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Imposta di registro: il procuratore antistatario paga, ma può rivalersi
Un avvocato, agendo come procuratore antistatario, ha ottenuto un'ordinanza di assegnazione di somme in una procedura esecutiva. L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'imposta di registro su tale atto. L'avvocato ha contestato la sua legittimazione passiva, sostenendo di non essere parte del giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, affermando che il procuratore antistatario è soggetto passivo dell'imposta di registro sull'ordinanza di assegnazione, in quanto parte interessata dagli effetti della decisione. Tuttavia, l'avvocato ha il diritto di rivalsa sulle altre parti.
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Contratto di Ormeggio: Custodia Negata, Ricorso Inammissibile
Un proprietario di imbarcazione ha chiesto risarcimento per danni, sostenendo che il contratto di ormeggio con una società includeva l'obbligo di custodia. Il Tribunale ha negato il risarcimento, ritenendo l'obbligo non provato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del proprietario inammissibile. Ha ribadito che il contratto di ormeggio non include automaticamente la custodia. L'obbligo di custodia deve essere specificamente dimostrato. Il proprietario ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Accertamento rapporto di lavoro domestico: Allegazioni insufficienti, ricorso respinto
Una collaboratrice domestica ha cercato l'accertamento rapporto di lavoro domestico contro l'assistita, ma la sua domanda è stata respinta in primo e secondo grado per mancanza di allegazioni specifiche e contraddizioni. La Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso, affermando che le censure erano formulate in modo generico e miravano a una rivalutazione dei fatti, cosa non consentita in sede di legittimità. La Corte ha ribadito l'importanza della specificità delle allegazioni e della motivazione delle sentenze. La collaboratrice ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Cessione di ramo d’azienda inefficace: il Lavoratore vince contro l’Azienda
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore che aveva visto il suo rapporto di lavoro coinvolto in una Cessione di ramo d'azienda inefficace. L'Azienda Cedente sosteneva che le somme percepite dal Lavoratore da un'altra azienda o come indennità di mobilità dovessero essere detratte dalla retribuzione dovuta. La Corte ha stabilito che, in caso di Cessione di ramo d'azienda inefficace, il rapporto di lavoro originario con l'Azienda Cedente continua a esistere. Le somme percepite dal Lavoratore da altri rapporti o come trattamenti previdenziali non possono essere detratte. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Azienda Cedente, confermando il diritto del Lavoratore a ricevere le retribuzioni complete.
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Cessione quote sociali: debiti non compensabili senza accordo
L'Ex Socia ha ceduto la sua quota del 50% in un'azienda a La Socia Subentrante. È sorto un contenzioso sul saldo del prezzo di cessione, poiché La Socia Subentrante riteneva di poter compensare le perdite sociali preesistenti con il corrispettivo dovuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso de La Socia Subentrante. Ha stabilito che, in assenza di una clausola contrattuale esplicita nella cessione di quote sociali, non è possibile compensare automaticamente i debiti sociali con il prezzo di vendita. I rapporti interni tra i soci sono regolati esclusivamente dall'accordo di cessione. La Socia Subentrante è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Ricorso tardivo: l’inammissibilità blocca l’ex coniuge in Cassazione
L'Ex Coniuge ha intimato all'Altro Coniuge il pagamento di assegni divorzili e di mantenimento non versati. L'Altro Coniuge ha contestato, eccependo la prescrizione dei crediti più vecchi e sostenendo di aver pagato il dovuto. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione, dichiarando nullo il precetto. L'Ex Coniuge ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso per tardività**. Il ricorso è stato presentato oltre il termine di 60 giorni dalla notifica della sentenza d'appello. La sospensione feriale dei termini non si applica ai giudizi di esecuzione forzata.
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Avvocata vs. Fallimento: Il Credito Professionale nel Fallimento non ammesso
Un'avvocata ha tentato di ottenere il riconoscimento del suo credito professionale nel fallimento di un'azienda, chiedendo la prededuzione per le sue parcelle. Il Tribunale ha respinto la sua opposizione allo stato passivo, escludendo il suo credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'avvocata inammissibile, confermando di fatto la decisione precedente. Questo significa che la richiesta di pagamento prioritario per il credito professionale nel fallimento non è stata accolta per vizi procedurali, senza che la Corte entrasse nel merito della fondatezza del credito stesso.
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Liberazione del Fideiussore: Onere della Prova e Rischio del Garante
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della liberazione del fideiussore. Una garante aveva prestato fideiussione per un'azienda, che poi è diventata inadempiente. La garante ha chiesto la liberazione del fideiussore, sostenendo che il creditore aveva continuato a concedere finanziamenti nonostante il peggioramento delle condizioni economiche del debitore. La Corte ha stabilito che l'onere di provare tale peggioramento e la conoscenza del creditore spetta al garante. Non avendo fornito tale prova, il ricorso della garante è stato dichiarato inammissibile, confermando la sua obbligazione.
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Notifica ricorso inammissibile: INPS perde la causa sui contributi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato dall'INPS. L'Istituto contestava una sentenza che aveva riconosciuto la prescrizione di contributi previdenziali. La Suprema Corte ha però rilevato che la notifica del ricorso all'altra parte non era andata a buon fine, risultando
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Ricorso Tributario Inammissibile: Quando la Mancanza di Dettagli Costa Caro
Una società sportiva ha impugnato avvisi di accertamento IRES, IVA e IRAP. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato le sanzioni, ritenendo l'appello privo di specifiche motivazioni. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione, contestando l'omesso versamento di ritenute d'imposta sugli utili. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso tributario, poiché la società non ha adeguatamente contestato la ratio decidendi della sentenza precedente, basata sulla genericità dei motivi di appello. La Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Asilo negato per vizio di procura: l’inammissibilità ricorso in Cassazione
Un richiedente protezione internazionale ha presentato un ricorso per Cassazione contro il rifiuto della sua domanda di asilo o protezione sussidiaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. Il motivo principale è stato un difetto nella procura alle liti, il mandato dato all'avvocato. La procura non indicava la data di rilascio successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato, come richiesto dalla legge. Questo vizio ha reso il ricorso non esaminabile, con la conseguenza che il richiedente dovrà pagare un ulteriore contributo unificato.
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Riscossione mutuo vittime usura: Protezione vs. Obbligo di Restituzione
Una vittima di usura aveva ricevuto un mutuo agevolato da un ente pubblico, ma non ha restituito le rate. L'ente ha avviato la riscossione tramite cartella di pagamento e iscrizione a ruolo. La vittima ha contestato questa modalità, sostenendo che la riscossione mutuo vittime usura con tali strumenti fosse incompatibile con la sua protezione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'ente può utilizzare la riscossione coattiva, poiché la protezione delle vittime (concessione di mutui) è distinta dall'obbligo di restituire le somme in caso di inadempimento, come previsto nell'atto di concessione. La sentenza ha quindi dato ragione all'ente.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: un ritiro che costa caro
Due sorelle erano comproprietarie di un immobile alberghiero. Una sorella ha chiesto lo scioglimento della comunione, ottenendo l'assegnazione dell'immobile nei primi due gradi di giudizio. L'altra sorella ha proposto ricorso per Cassazione. Tuttavia, la ricorrente ha poi presentato una Rinuncia al ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la rinuncia rende l'atto non più esaminabile. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata a pagare le spese legali alla controparte e un ulteriore contributo unificato, come previsto dalla legge in questi casi. La rinuncia ha quindi avuto precise conseguenze economiche.
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Associazione perde ricorso: la Cassazione conferma l’improcedibilità tributaria
L'Associazione Culturale ha presentato un ricorso contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale. Tuttavia, non ha depositato il ricorso per Cassazione entro il termine perentorio previsto dalla legge. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso tributario. L'Associazione ha perso la causa e deve pagare le spese legali al Ministero dell'Economia e delle Finanze, oltre a un ulteriore contributo unificato.
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Espulsione e Mancanza Procura Speciale: Ricorso Improcedibile
Un Cittadino ha presentato ricorso contro un provvedimento di espulsione. Il ricorso si basava sul diritto alla libera circolazione e soggiorno, sostenendo anche la cittadinanza italiana del ricorrente. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. Questo è avvenuto a causa della **mancanza della procura speciale** (l'autorizzazione a rappresentarlo) che l'avvocato del Cittadino non ha depositato entro i termini stabiliti. La mancanza di questo documento fondamentale ha impedito l'esame del merito della questione, portando alla condanna del difensore al pagamento delle spese legali e di un ulteriore contributo unificato.
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Anzianità di servizio: il contratto di formazione conta per le progressioni?
Un Lavoratore, inizialmente con contratto di formazione e lavoro poi convertito a tempo indeterminato, è stato escluso da una progressione orizzontale dall'Ente Pubblico. L'Ente richiedeva un rapporto a tempo indeterminato ad una data precedente alla conversione del Lavoratore. La Corte di Cassazione ha confermato che il periodo del contratto di formazione e lavoro deve essere incluso nel calcolo dell'anzianità di servizio una volta che il rapporto diventa a tempo indeterminato. Le norme contrattuali non possono limitare questo diritto, garantendo al Lavoratore la partecipazione alla selezione.
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Contratto preliminare di cessione quote: vincolo o rischio imprevisto?
Un acquirente aveva formulato una proposta irrevocabile per l'acquisto di quote di una società. La società venditrice, in concordato preventivo, aveva accettato la proposta. Successivamente, l'acquirente si è rifiutato di finalizzare l'acquisto, sostenendo che la società aveva perso le autorizzazioni operative, alterando il valore delle quote. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'acquirente. Ha confermato che l'accettazione della proposta era stata provata e che la perdita delle autorizzazioni non invalidava il contratto preliminare di cessione quote, poiché l'acquirente non aveva posto condizioni specifiche sul mantenimento del valore.
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Rimborso Credito IVA Negato: Richiesta Tardiva, Diritto Perduto
Un'Azienda ha chiesto il rimborso di un credito IVA, ma l'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato il diniego, ritenendo la richiesta di rimborso credito IVA tardiva, poiché superava il termine decennale. L'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la violazione di legge e l'insufficienza della motivazione della sentenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il diniego di rimborso era legittimo, sia per la tardività della richiesta, sia perché la motivazione della sentenza precedente era sufficiente, superando il "minimo costituzionale" richiesto. L'Azienda ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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