La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un **accertamento induttivo** dell'Agenzia delle Entrate nei confronti di un commerciante di abbigliamento. Il Fisco aveva ricostruito il reddito del contribuente per il 2005, applicando un ricarico del 61,16%, poi ridotto al 50% dalla Commissione Tributaria Regionale. Il commerciante contestava l'uso dell'accertamento induttivo e la percentuale di ricarico. La Suprema Corte ha stabilito che l'accertamento induttivo era giustificato da irregolarità contabili, come dati generici sugli scontrini e inventari poco chiari. Ha inoltre ritenuto inammissibili le contestazioni sulla percentuale di ricarico, poiché riguardavano il merito della decisione già valutato dai giudici precedenti. Il ricorso del commerciante è stato quindi respinto, con condanna alle spese legali.
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