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Perdita Di Chance — Anno 2024

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Altri anni per Perdita Di Chance

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso Cassazione: estinzione del giudizio
L'Amministrazione Finanziaria aveva impugnato una sentenza che annullava un accertamento IRPEF su somme percepite da un contribuente come risarcimento per perdita di chance. Successivamente, l'ente ha presentato una rinuncia al ricorso Cassazione. La Suprema Corte, accogliendo la rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in sede di legittimità la rinuncia non necessita di accettazione per essere efficace e non ha disposto sulle spese per mancata attività difensiva della controparte.
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Responsabilità avvocato: onere della prova del danno
Un cliente ha citato in giudizio i suoi legali per non averlo informato dell'esito negativo di una causa, impedendogli di presentare appello. La Corte d'Appello, pur riconoscendo la colpa degli avvocati, ha negato il risarcimento per mancata prova che l'appello avrebbe avuto successo. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo che in un caso di responsabilità avvocato, il giudice deve valutare attivamente le prove fornite dal cliente sulla potenziale esistenza del danno e sulle probabilità di successo dell'appello, senza porre su di lui un onere probatorio eccessivo.
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Compensi difensore: la Cassazione e la proporzionalità
Un avvocato ha citato in giudizio i suoi ex clienti per il mancato pagamento degli onorari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del legale, stabilendo che il calcolo dei compensi difensore deve seguire un principio di proporzionalità. Il giudice può basarsi sull'importo effettivamente riconosciuto alla parte (decisum) anziché su quello richiesto (disputatum), specialmente se vi è una notevole differenza. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità dell'avvocato per non aver informato i clienti sulla possibilità di impugnare una decisione sfavorevole sulle spese legali, configurando una perdita di chance.
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Responsabilità avvocato: negligenza e chance persa
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un legale per responsabilità professionale avvocato a causa di una tardiva costituzione in giudizio che ha causato un danno da perdita di chance ai suoi clienti. L'ordinanza rigetta anche la richiesta di manleva nei confronti dell'assicurazione, sottolineando l'obbligo del professionista di dichiarare i rischi noti al momento della stipula della polizza. Il ricorso è stato respinto su tutti i fronti, consolidando principi chiave in materia di negligenza professionale e contratti assicurativi.
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Perdita di chance: illegittima promozione e risarcimento
Una lavoratrice è stata indotta ad abbandonare un concorso a causa di una promozione illegittima, successivamente annullata. La Cassazione ha confermato la responsabilità del datore di lavoro per la perdita di chance, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente che mirava a una nuova valutazione dei fatti. L'ente pubblico dovrà quindi risarcire la dipendente per l'opportunità persa.
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Incarichi dirigenziali: la valutazione comparativa
Un dirigente pubblico ha ottenuto un risarcimento per perdita di chance per non essere stato selezionato per un incarico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'ente pubblico. Il punto centrale è l'obbligo per la Pubblica Amministrazione di effettuare una reale valutazione comparativa tra i candidati, non potendosi limitare a una valutazione individuale e discrezionale. La mancanza di tale procedura costituisce una condotta illegittima che può generare diritto al risarcimento.
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Perdita di chance: risarcimento per inadempimento
Una società manifatturiera cita in giudizio una società di telecomunicazioni per inadempimento contrattuale relativo alla mancata realizzazione di un sito web e di un portale e-commerce. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, cassa la sentenza d'appello che aveva negato il risarcimento per la perdita di chance. La Suprema Corte chiarisce che la prova di tale danno non richiede la certezza del mancato guadagno, ma la dimostrazione di una concreta possibilità di ottenerlo, la cui quantificazione può avvenire in via equitativa.
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Estorsione danno patrimoniale: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione nei confronti di un uomo che aveva costretto la moglie a firmare dichiarazioni autoaccusatorie da usare nella causa di separazione. La Corte ha stabilito che la condotta integra il reato di estorsione, in quanto la perdita della possibilità di ottenere l'assegno di mantenimento costituisce un effettivo danno patrimoniale, qualificabile come "perdita di chance". Questo principio consolida un'interpretazione ampia del concetto di estorsione e danno patrimoniale in ambito familiare.
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