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COSAP ponti autostradali: la Cassazione conferma

Una società concessionaria di autostrade è stata condannata a pagare il COSAP per i ponti sovrastanti le strade di un Comune. La società aveva impugnato la decisione, sostenendo che l’esenzione per le occupazioni statali dovesse applicarsi anche a lei, in quanto gestore di un’infrastruttura pubblica per conto dello Stato. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29625/2024, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che il soggetto tenuto al pagamento del COSAP non è il proprietario dell’opera, ma chi la gestisce traendone un utile economico, come la società concessionaria. Inoltre, in assenza di una concessione comunale, l’occupazione è considerata “abusiva”, giustificando l’applicazione di sanzioni e maggiorazioni.

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Pubblicato il 10 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

COSAP Ponti Autostradali: La Cassazione Conferma l’Obbligo di Pagamento per i Concessionari

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 29625 del 18 novembre 2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di tributi locali, chiarendo chi deve pagare il Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (COSAP) per i COSAP ponti autostradali che sovrastano le strade comunali. La Corte ha stabilito che l’obbligo ricade sulla società concessionaria che gestisce l’infrastruttura, anche se questa è di proprietà dello Stato. Questa decisione consolida un orientamento giurisprudenziale di grande rilevanza per i rapporti tra concessionari di opere pubbliche ed enti locali.

I Fatti del Caso: La Controversia sul Canone

Una società che gestisce in concessione una vasta rete autostradale si è vista recapitare un atto di determinazione da parte di un importante Comune italiano per il pagamento di oltre 2,6 milioni di euro a titolo di COSAP per l’anno 2012. L’importo era relativo all’occupazione dello spazio aereo sopra diverse strade comunali da parte di ponti e viadotti autostradali. La società ha contestato la richiesta, sostenendo di non essere tenuta al pagamento. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno dato torto alla società, la quale ha quindi deciso di presentare ricorso in Cassazione.

La Decisione della Corte di Cassazione sul COSAP per i ponti autostradali

La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della società concessionaria, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha articolato la sua decisione su alcuni punti chiave che definiscono chiaramente la natura del COSAP e i soggetti obbligati al suo pagamento.

L’Inapplicabilità dell’Esenzione Statale al Concessionario

Uno dei motivi principali del ricorso si basava sulla presunta applicabilità dell’esenzione prevista per le occupazioni effettuate direttamente dallo Stato. La società sosteneva di agire come un mero “braccio esecutivo” dello Stato nella gestione di un servizio pubblico essenziale.

La Cassazione ha respinto questa tesi, sottolineando che, durante il periodo della concessione, è la società a gestire l’infrastruttura in piena autonomia, con finalità di lucro e traendone un utile economico. Sebbene l’opera sia di proprietà statale, l’occupazione materiale e la gestione funzionale sono ascrivibili al concessionario, un soggetto giuridico distinto dallo Stato. Di conseguenza, l’esenzione non può essere estesa alla società.

La Qualificazione di “Occupazione Abusiva”

La Corte ha inoltre confermato che l’occupazione dello spazio aereo comunale deve essere considerata “abusiva”. Il COSAP, infatti, presuppone una concessione rilasciata dall’ente proprietario del suolo, in questo caso il Comune. Poiché la società concessionaria non ha mai ottenuto un simile atto dal Comune per l’installazione dei suoi viadotti, l’occupazione è avvenuta di fatto e senza titolo. Questa qualificazione giustifica l’applicazione non solo del canone, ma anche dell’indennità maggiorata e delle sanzioni previste dal regolamento comunale, in conformità con la normativa nazionale (D.Lgs. 446/1997).

Le Motivazioni della Sentenza

Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione concettuale tra la proprietà dell’infrastruttura e la gestione della stessa. Il presupposto per l’applicazione del COSAP è l’occupazione che sottrae un’area pubblica all’uso collettivo per un’utilità particolare del singolo. In questo caso, l’utilità particolare è quella della società concessionaria, che utilizza i ponti per svolgere la propria attività d’impresa e generare profitti attraverso il pedaggio.

La Corte ha chiarito che il soggetto passivo del canone è colui che realizza la condotta di occupazione, traendone un beneficio economico diretto. La circostanza che tale attività sia strumentale a un fine pubblico non è sufficiente a giustificare l’esenzione, poiché il regolamento comunale la riserva esplicitamente e unicamente alle “occupazioni effettuate dallo Stato”. La società concessionaria, pur operando in un regime di concessione, è un’entità autonoma che persegue finalità di lucro. La presenza di vincoli e controlli da parte dello Stato concedente non snatura la sua autonomia imprenditoriale né la trasforma in un organo della pubblica amministrazione.

Le Conclusioni

L’ordinanza n. 29625/2024 rappresenta un punto fermo nella giurisprudenza sui COSAP ponti autostradali. Le conclusioni che se ne possono trarre sono chiare:
1. Obbligo del Concessionario: Le società concessionarie di autostrade sono tenute al pagamento del COSAP per l’occupazione di suolo pubblico comunale, inclusi gli spazi aerei sovrastanti le strade.
2. Irrilevanza della Proprietà Statale: La proprietà statale dell’infrastruttura non esonera dal pagamento il gestore privato che la utilizza per fini commerciali.
3. Necessità della Concessione Comunale: Per evitare che l’occupazione sia considerata “abusiva”, con le conseguenti sanzioni, è necessario ottenere un titolo concessorio dall’ente locale proprietario dell’area, indipendentemente dalla concessione statale per la gestione autostradale.

La società che gestisce un’autostrada in concessione statale deve pagare il COSAP al Comune per i ponti che sovrastano le strade comunali?
Sì. Secondo la Corte di Cassazione, il soggetto obbligato al pagamento del canone è colui che effettua materialmente l’occupazione e ne trae un’utilità economica, ovvero la società concessionaria, e non il proprietario dell’infrastruttura (lo Stato).

L’occupazione del suolo pubblico da parte di un ponte autostradale può essere considerata “abusiva”?
Sì, se la società concessionaria non ha ottenuto un apposito atto di concessione dal Comune proprietario dell’area. La concessione rilasciata dallo Stato per la costruzione e gestione dell’autostrada non sostituisce quella comunale per l’occupazione del suolo locale. In assenza di tale titolo, l’occupazione è di fatto e quindi abusiva, giustificando l’applicazione di maggiorazioni e sanzioni.

L’esenzione dal pagamento del COSAP prevista per le occupazioni effettuate dallo Stato si applica anche alla società concessionaria dell’autostrada?
No. La Corte ha stabilito che l’esenzione è strettamente personale e si applica solo quando l’occupazione è posta in essere direttamente dallo Stato. La società concessionaria è un soggetto giuridico autonomo che agisce per finalità di lucro, pertanto non può beneficiare dell’esenzione prevista per lo Stato, anche se gestisce un’opera pubblica.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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