La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento fiscale per esterovestizione societaria a carico di un'azienda di trasporti con sede legale in Slovacchia. L'Agenzia delle Entrate aveva dimostrato, tramite prove indiziarie (dati informatici, corrispondenza, mancanza di autonomia operativa all'estero), che la sede effettiva dell'amministrazione si trovava in Italia. Secondo la Corte, questi elementi, gravi, precisi e concordanti, sono sufficienti per superare la presunzione della sede legale estera e radicare la potestà impositiva in Italia. L'azienda ha quindi perso il ricorso ed è stata condannata a pagare le imposte (IRES, IRAP, IVA) e le spese legali.
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