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Specificità del ricorso: Cassazione inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per mancanza di specificità dei motivi. L’impugnazione è stata giudicata generica, ripetitiva e non adeguatamente confrontata con le motivazioni della sentenza d’appello. La Corte ha ribadito che la valutazione della pena è discrezionale del giudice di merito, se adeguatamente motivata. La mancata specificità del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 14 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31912 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 31912/2024)

Specificità del Ricorso: Quando un’Impugnazione è Inammissibile

Presentare un ricorso in Cassazione richiede un’attenzione meticolosa ai dettagli procedurali. Tra questi, la specificità del ricorso rappresenta un pilastro fondamentale, la cui mancanza può portare a una declaratoria di inammissibilità, precludendo l’esame nel merito della questione. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione, la n. 31912/2024, offre un chiaro esempio di come la genericità e la mancanza di correlazione con la sentenza impugnata possano risultare fatali per l’esito dell’impugnazione.

Il Caso in Esame: Un Ricorso Contro la Sentenza d’Appello

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Firenze. La difesa sollevava diversi motivi di doglianza, alcuni relativi all’accertamento della responsabilità penale e alla qualificazione giuridica dei fatti, altri concernenti il trattamento sanzionatorio applicato, ovvero la quantificazione della pena.

L’imputato, attraverso i suoi legali, contestava la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove operata dai giudici di merito, proponendo una lettura alternativa. Inoltre, criticava la graduazione della pena, ritenendola eccessiva e ingiustificata.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile nella sua interezza. Questa decisione non è entrata nel merito delle questioni sollevate, ma si è fermata a un livello preliminare, quello dei requisiti formali e sostanziali dell’atto di impugnazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni: La Cruciale Specificità del Ricorso

Il cuore della decisione risiede nel principio, più volte affermato dalla giurisprudenza, della necessaria specificità del ricorso. La Corte ha rilevato che gran parte dei motivi presentati erano meramente ripetitivi di argomentazioni già svolte nei gradi di merito, senza un reale e critico confronto con le specifiche ragioni esposte nella motivazione della sentenza d’appello.

Secondo la Cassazione, la mancanza di specificità si manifesta in due modi:

  1. Genericità e indeterminatezza: I motivi sono esposti in modo vago, senza individuare con precisione il punto della decisione che si contesta e le ragioni di diritto che ne giustificherebbero l’annullamento.
  2. Mancanza di correlazione: L’atto di impugnazione ignora o non si confronta adeguatamente con le argomentazioni del giudice che ha emesso il provvedimento, limitandosi a riproporre le proprie tesi. Questo vizio, ai sensi dell’art. 591, co. 1, lett. c), cod. proc. pen., conduce all’inammissibilità.

Inoltre, la Corte ha sottolineato come i motivi relativi alla responsabilità tendessero a una rivalutazione delle prove, attività preclusa nel giudizio di legittimità, che è limitato al controllo della corretta applicazione della legge e della logicità della motivazione, non a una nuova analisi dei fatti.

Le Motivazioni sulla Determinazione della Pena

Anche i motivi relativi al trattamento sanzionatorio sono stati giudicati manifestamente infondati e aspecifici. La Corte ha ribadito che la determinazione della pena (la scelta della pena base, l’applicazione di aggravanti o attenuanti) rientra nel potere discrezionale del giudice di merito.

Questo potere non è sindacabile in sede di Cassazione, a meno che la motivazione non sia del tutto assente, palesemente illogica o frutto di mero arbitrio. Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva fornito una motivazione adeguata per le sue scelte, confermando la valutazione del primo giudice e spiegando, ad esempio, le ragioni per escludere un’attenuante. Pertanto, non sussistevano i presupposti per un intervento correttivo da parte della Suprema Corte.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa

L’ordinanza in esame costituisce un importante monito per i professionisti legali. Non è sufficiente essere in disaccordo con una sentenza per impugnarla con successo. È indispensabile che il ricorso sia costruito in modo rigoroso, articolando critiche puntuali, pertinenti e direttamente collegate alla motivazione del provvedimento impugnato. La mera riproposizione di tesi difensive già respinte, senza un’analisi critica delle ragioni della reiezione, espone al concreto e serio rischio di una declaratoria di inammissibilità. La specificità del ricorso non è un mero formalismo, ma l’essenza stessa del diritto di impugnazione, che deve tradursi in un dialogo critico e costruttivo tra le parti e i giudici dei diversi gradi di giudizio.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso?
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici, ripetitivi e privi di una specifica correlazione con le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata. L’atto non si confrontava criticamente con la decisione della Corte d’Appello, violando il requisito di specificità previsto dall’art. 581 del codice di procedura penale.

È possibile contestare in Cassazione la quantità della pena decisa dal giudice di merito?
No, la contestazione della quantità della pena non è generalmente possibile in Cassazione. La graduazione della sanzione è un potere discrezionale del giudice di merito. La Suprema Corte può intervenire solo se la motivazione a supporto è assente, manifestamente illogica o arbitraria, circostanze non riscontrate nel caso di specie.

Cosa succede quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso penale viene dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. In questo caso specifico, la somma è stata fissata in euro tremila.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione di un atto giuridico, come un ricorso, che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Trattamento sanzionatorio
L'insieme delle decisioni del giudice relative alla determinazione della pena da infliggere al condannato, incluse la pena base, le circostanze aggravanti o attenuanti e altre sanzioni.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato dalle sanzioni pecuniarie imposte in ambito penale, i cui fondi sono destinati a programmi di reinserimento sociale dei detenuti e al miglioramento delle strutture carcerarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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