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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per cessione di stupefacenti. I motivi, relativi a responsabilità e pena, sono stati giudicati generici e volti a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.

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Pubblicato il 6 ottobre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 13373 Anno 2025 (Cass. pen. sez. 7 n. 13373/2025)

Ricorso inammissibile per motivi generici: l’analisi della Cassazione

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del processo penale: un ricorso inammissibile è la conseguenza inevitabile quando i motivi di appello sono formulati in modo generico e non si confrontano specificamente con la sentenza impugnata. Questo caso, relativo a una condanna per cessione di sostanze stupefacenti, offre un chiaro esempio dei requisiti di specificità che un atto di impugnazione deve possedere per superare il vaglio di legittimità.

I Fatti del Processo

Il procedimento trae origine dalla condanna di un soggetto da parte della Corte di Appello di Roma per il reato previsto dall’art. 73 del d.P.R. 309/1990, ovvero la cessione di sostanze stupefacenti. Insoddisfatto della decisione, l’imputato ha presentato ricorso per Cassazione, affidando la sua difesa a diversi motivi. Le censure mosse riguardavano vari aspetti della sentenza, tra cui il giudizio sulla sua responsabilità penale, il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, l’esclusione della recidiva e la dosimetria della pena applicata.

La Decisione della Corte e il ricorso inammissibile

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato i motivi proposti e, senza entrare nel merito delle questioni sollevate, ha emesso un’ordinanza che dichiara il ricorso inammissibile. Di conseguenza, la condanna inflitta dalla Corte di Appello è diventata definitiva. Oltre a ciò, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista proprio per i casi di inammissibilità del ricorso.

Le Motivazioni: Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?

La Corte Suprema ha fondato la sua decisione su ragioni procedurali precise e consolidate. I motivi di ricorso sono stati ritenuti inammissibili per una pluralità di vizi concomitanti:

  1. Non consentiti dalla legge: Alcuni motivi sollevavano questioni che non possono essere oggetto di valutazione in sede di legittimità. La Corte di Cassazione, infatti, è giudice del diritto e non dei fatti; non può riesaminare le prove o sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di merito.
  2. Genericità rispetto alla motivazione: Le critiche formulate nell’atto di ricorso erano generiche e astratte. Non si confrontavano puntualmente con le argomentazioni logico-giuridiche sviluppate dalla Corte di Appello nella sentenza impugnata. Un ricorso efficace deve, al contrario, individuare specifici errori di diritto o vizi di motivazione, dimostrando perché la decisione precedente sarebbe errata.
  3. Richiesta di una nuova valutazione delle prove: Sostanzialmente, il ricorrente chiedeva alla Cassazione di riconsiderare i fatti e le prove del processo per giungere a una diversa ricostruzione della vicenda. Questa attività è preclusa alla Corte di legittimità, il cui compito è solo quello di verificare la corretta applicazione della legge e la coerenza logica della motivazione della sentenza.

In sintesi, l’appello non ha superato il filtro di ammissibilità perché non ha rispettato i requisiti formali e sostanziali richiesti per un valido ricorso in Cassazione.

Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Pronuncia

Questa ordinanza sottolinea l’importanza cruciale di una redazione tecnica e specifica degli atti di impugnazione. Per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile, è indispensabile che i motivi non si limitino a una generica doglianza, ma attacchino in modo mirato e pertinente i punti della motivazione della sentenza che si ritengono viziati. La decisione serve da monito: un ricorso che mira a una rivalutazione del merito dei fatti è destinato a fallire, comportando non solo la conferma della condanna ma anche l’imposizione di ulteriori sanzioni economiche a carico del ricorrente. La professionalità nella stesura dell’atto è, quindi, il primo e fondamentale passo per un’efficace difesa in sede di legittimità.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando i motivi non sono consentiti dalla legge, sono generici, non si confrontano specificamente con la motivazione della sentenza impugnata o mirano a ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove, compito che non spetta alla Corte di Cassazione.

Cosa significa che i motivi di un ricorso sono “generici”?
Significa che le contestazioni sollevate non sono specifiche e dettagliate, ma si limitano a critiche vaghe o a una semplice riproposizione di argomenti già discussi, senza individuare e criticare puntualmente gli errori di diritto o i vizi logici presenti nella decisione del giudice precedente.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La conseguenza principale è che la Corte non esamina il merito della questione e la sentenza impugnata diventa definitiva. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, come stabilito nel provvedimento.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un ricorso che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Motivi generici
Le ragioni presentate in un ricorso che non criticano in modo specifico e dettagliato la decisione impugnata, ma si limitano a contestazioni vaghe o astratte.
Dosimetria della pena
Il processo attraverso cui il giudice determina la quantità e il tipo di pena da infliggere al condannato, tenendo conto della gravità del reato e della personalità dell'imputato.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico finanziato con le somme derivanti da condanne pecuniarie, che utilizza tali fondi per programmi di reinserimento dei detenuti e per migliorare le strutture carcerarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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