Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 48292/2023) offre un importante chiarimento sul potere della remissione di querela di estinguere un reato, anche quando interviene durante il giudizio di legittimità e in presenza di un ricorso potenzialmente inammissibile. Questo principio si rivela cruciale, specialmente alla luce delle recenti riforme che hanno ampliato il novero dei reati procedibili a querela.
I Fatti del Processo: Dalla Condanna per Truffa al Ricorso
Il caso ha origine dalla condanna di un individuo per i reati di truffa continuata e tentata truffa, entrambi aggravati dall’aver causato un danno patrimoniale di rilevante gravità a una società. La condanna, emessa dal Tribunale, era stata confermata dalla Corte d’Appello. L’imputato, ritenendo ingiusta la decisione, aveva proposto ricorso per cassazione, lamentando vizi di legittimità e di motivazione della sentenza di secondo grado.
Il Nodo Giuridico: Una Nuova Legge e la Remissione di Querela
Mentre il ricorso era pendente davanti alla Suprema Corte, sono intervenuti due fattori decisivi. In primo luogo, una modifica legislativa (d.lgs. n. 150/2022) ha cambiato il regime di procedibilità per il reato di truffa aggravata dal danno di rilevante entità, rendendolo punibile solo a querela della persona offesa. In secondo luogo, la società vittima del reato, tramite il suo legale rappresentante, ha formalmente rimesso la querela. L’imputato, a sua volta, ha accettato la remissione. A questo punto, la Corte di Cassazione si è trovata a dover decidere se l’estinzione del reato dovesse prevalere su eventuali profili di inammissibilità dei motivi di ricorso presentati dall’imputato.
Le Motivazioni
La Corte di Cassazione ha deciso di annullare senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l’estinzione dei reati per intervenuta remissione di querela. La decisione si fonda su un principio consolidato, affermato dalle Sezioni Unite della stessa Corte (sentenza Salatino, n. 40150/2018).
Secondo questo orientamento, la remissione della querela, ritualmente intervenuta e accettata, ha la forza di prevalere su eventuali cause di inammissibilità del ricorso per cassazione (ad eccezione della tardività del ricorso stesso). La Corte ha spiegato che la remissione non è una semplice causa di estinzione del reato come le altre. Essa ha una natura peculiare: non si limita a estinguere il diritto punitivo dello Stato, ma paralizza la stessa perseguibilità del reato. Questa sua capacità di incidere sulla procedibilità dell’azione penale le conferisce una priorità logico-giuridica rispetto alla valutazione dei motivi di ricorso.
Di conseguenza, se il ricorso è stato presentato tempestivamente, il giudice di legittimità deve rilevare e dichiarare l’estinzione del reato, anche se i motivi di ricorso fossero manifestamente infondati o non consentiti. L’unica condizione per l’applicazione di questo principio è che dalla sentenza impugnata non emergano elementi evidenti per un proscioglimento nel merito dell’imputato con una formula più favorevole (ai sensi dell’art. 129, comma 2, c.p.p.).
Conclusioni
La sentenza in esame ribadisce un principio fondamentale del nostro ordinamento processuale penale: la volontà della persona offesa, espressa tramite la remissione della querela, ha un effetto risolutivo sul processo per i reati non perseguibili d’ufficio. Questa decisione conferma che, una volta perfezionatosi l’accordo tra querelante e querelato, il processo deve arrestarsi, poiché è venuto meno il suo presupposto fondamentale. Per gli operatori del diritto, ciò significa che l’esplorazione di una soluzione conciliativa che porti a una remissione di querela rappresenta una strategia processuale di primaria importanza, capace di definire il giudizio in ogni sua fase, compresa quella finale davanti alla Corte di Cassazione, superando persino le barriere dell’inammissibilità del ricorso.
La remissione di querela può estinguere un reato anche se il ricorso in Cassazione è inammissibile?
Sì, secondo la sentenza, la remissione di querela accettata, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione, prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso (come la manifesta infondatezza dei motivi) e deve essere dichiarata dal giudice, a condizione che il ricorso sia stato presentato tempestivamente.
Cosa succede se una legge cambia e rende un reato procedibile a querela mentre il processo è in corso?
Se una nuova legge trasforma un reato da procedibile d’ufficio a procedibile a querela, come nel caso di specie per la truffa aggravata, si applica il nuovo e più favorevole regime. Ciò apre la possibilità per le parti di definire il processo attraverso la remissione della querela, anche per fatti commessi prima della modifica legislativa.
Chi paga le spese processuali in caso di estinzione del reato per remissione di querela?
Salvo diverso accordo tra le parti, la legge (art. 340, comma 4, c.p.p.) stabilisce che le spese del procedimento sono a carico del querelato, ovvero dell’imputato che ha accettato la remissione.