L'Imputato, condannato per droga, resistenza e lesioni personali, ha stipulato un concordato in appello con il Procuratore Generale per ottenere una pena ridotta a quattro anni, un mese e dieci giorni di reclusione, oltre alla multa e alla confisca del denaro sequestrato. Dopo la sentenza conforme di secondo grado, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione lamentando difetti di motivazione e contestando la confisca del denaro. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. L'accordo liberamente stipulato tra le parti vincola le scelte processuali e impedisce successivi ripensamenti. I motivi di doglianza esclusi o rinunciati non possono essere riesaminati, salvo l'ipotesi eccezionale di pena palesemente illegale o vizi sul consenso.
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