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Patteggiamento in appello: concordare la pena vieta i ricorsi

Due donne vengono condannate per aver tentato di introdurre ottanta pastiglie di sostanze stupefacenti in carcere. Una di loro concorda la pena in secondo grado tramite il Patteggiamento in appello, rinunciando agli altri motivi di ricorso, ma successivamente propone ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione di un’attenuante. L’altra imputata contesta la severità della propria pena rispetto alla complice e il mancato riconoscimento della speciale tenuità del danno economico. La Corte di Cassazione dichiara inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici chiariscono che il patteggiamento in appello preclude la contestazione dei motivi rinunciati e che l’attenuante del danno di speciale tenuità richiede che sia il lucro sia il pericolo del reato siano minimi. Entrambe le ricorrenti perdono la causa e sono condannate a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 15 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 9796 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 9796/2022)

Il caso della droga in carcere e il Patteggiamento in appello

La vicenda nasce dal tentativo di introdurre ottanta pastiglie di sostanze stupefacenti all’interno di un istituto penitenziario. Le forze dell’ordine scoprono il piano e arrestano due donne coinvolte nell’attività illecita. Il tribunale di primo grado condanna entrambe le imputate per detenzione di droga a fini di spaccio. In secondo grado, la situazione processuale delle due donne si divide. La prima imputata sceglie la via ordinaria e riceve una condanna a quattro anni di reclusione e ventimila euro di multa. La seconda imputata decide invece di utilizzare lo strumento del Patteggiamento in appello per concordare la pena con la Procura generale. Grazie a questo accordo, i giudici rideterminano la sua sanzione a due anni e otto mesi di reclusione e dodicimila euro di multa.

Nonostante l’accordo e le decisioni della Corte d’appello, entrambe le donne decidono di presentare ricorso davanti alla Corte di Cassazione. La seconda imputata contesta il mancato riconoscimento di una specifica attenuante legata alla minore gravità del fatto. La prima imputata lamenta invece una disparità di trattamento rispetto alla complice e chiede l’applicazione dell’attenuante del danno economico di speciale tenuità.

Come funziona il Patteggiamento in appello e i suoi limiti

Il Patteggiamento in appello rappresenta un accordo strategico tra la difesa e l’accusa per definire la pena in secondo grado. Questo strumento richiede una rinuncia esplicita a tutti gli altri motivi di appello precedentemente presentati. La legge introduce questa procedura per semplificare i processi e ridurre i tempi della giustizia.

La rinuncia ai motivi di appello produce un effetto preclusivo immediato. Il giudice di secondo grado non deve più analizzare i punti del processo che l’imputato ha deciso di abbandonare. La cognizione del magistrato si limita esclusivamente ai punti concordati nell’accordo. Di conseguenza, l’imputato non può successivamente contestare in Cassazione le questioni a cui ha liberamente rinunciato durante l’accordo di secondo grado.

Le motivazioni della Cassazione sul patteggiamento in appello e sulle attenuanti

I giudici della Suprema Corte dichiarano inammissibili entrambi i ricorsi presentati dalle difese. La Cassazione spiega che la seconda imputata non può lamentare il mancato riconoscimento della minore gravità del fatto. La firma dell’accordo per il Patteggiamento in appello comporta la rinuncia automatica a far valere questa contestazione. Il giudice d’appello non ha l’obbligo di motivare su aspetti esclusi dall’accordo delle parti.

La Corte affronta poi il ricorso della prima imputata relativo all’attenuante del danno di speciale tenuità. I giudici chiariscono che questa attenuante non si applica automaticamente nei reati di droga. Per ottenere lo sconto di pena, la difesa deve dimostrare la minima entità sia del lucro sia del pericolo creato dal reato. Nel caso specifico, il quantitativo di ottanta pastiglie e il valore economico della sostanza escludono qualsiasi ipotesi di speciale tenuità. Infine, la Cassazione definisce generica la lamentela sulla disparità di trattamento sanzionatorio. La differenza di pena deriva unicamente dalla scelta della complice di accedere al rito speciale concordato.

Le conclusioni della Cassazione sulla responsabilità delle imputate

La decisione finale della Suprema Corte conferma la piena validità delle condanne inflitte nei gradi precedenti. Entrambe le ricorrenti perdono definitivamente la causa e devono subire le conseguenze legali della loro condotta. La dichiarazione di inammissibilità comporta anche una sanzione economica aggiuntiva per le imputate.

I giudici condannano le due donne al pagamento delle spese del procedimento. Oltre a questo, ciascuna ricorrente deve versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione punisce la presentazione di ricorsi manifestamente infondati o non consentiti dalla legge. La sentenza ribadisce l’importanza del rispetto dei patti processuali e dei limiti rigorosi previsti per l’accesso ai benefici sanzionatori.

Cosa succede se si concorda la pena tramite il patteggiamento in appello?
L’accordo sulla pena comporta la rinuncia automatica a tutti gli altri motivi di appello e impedisce di contestarli successivamente in Cassazione.

Quando si applica l’attenuante del danno di speciale tenuità nei reati di droga?
Questa attenuante richiede che sia il guadagno economico sia il pericolo creato dall’attività di spaccio siano di minima entità.

Quali sono le conseguenze se la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso?
Il ricorrente perde la causa, la condanna diventa definitiva e si applica l’obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.

Termini giuridici

Patteggiamento in appello
Accordo tra accusa e difesa sulla pena da applicare in secondo grado, che comporta la rinuncia agli altri motivi di ricorso.
Inammissibilità
Condizione per cui un ricorso non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti di legge.
Effetto devolutivo
Principio per cui il giudice d'appello può decidere solo sulle questioni che le parti gli hanno espressamente sottoposto.
Attenuante
Circostanza che, se presente, consente al giudice di ridurre la pena prevista per il reato.
Cassa delle ammende
Fondo pubblico presso il Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme pagate da chi perde i ricorsi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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