Un dirigente medico ha impugnato i provvedimenti con cui l'azienda sanitaria gli ha applicato una sanzione disciplinare nel pubblico impiego, consistente in sette giorni e sei mesi di sospensione dal servizio. Il dipendente lamentava il mancato rinvio dell'audizione difensiva durante uno stato di malattia e contestava la gravità delle assenze per formazione non autorizzata e delle timbrature tardive. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle misure. I giudici hanno stabilito che lo stato di malattia non garantisce un diritto incondizionato al rinvio dell'incontro, salvo patologie estreme capaci di impedire qualsiasi difesa, anche scritta. Le assenze ingiustificate durante la campagna vaccinale e il mancato rispetto dell'orario lavorativo giustificano la rigida sanzione inflitta. Il ricorso del lavoratore è stato quindi integralmente rigettato.
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