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Caduta su marciapiede sconnesso: la distrazione esclude i danni

Una passante ha chiesto il risarcimento dei danni al Comune dopo una caduta su marciapiede sconnesso a causa di una buca non visibile. Il Tribunale ha rigettato la domanda, ritenendo che la condotta disattenta della donna fosse l’unica causa dell’incidente, poiché il dissesto era ampio e ben visibile, e vi era un percorso alternativo sicuro. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della danneggiata. I giudici hanno chiarito che la distrazione del pedone esclude la responsabilità del custode della strada quando il pericolo è facilmente evitabile con l’ordinaria diligenza. Di conseguenza, la passante perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.

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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 24731 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 3 n. 24731/2023)

La caduta su marciapiede sconnesso e la richiesta di risarcimento

La sicurezza delle nostre strade è un tema di costante discussione. Molti cittadini pensano che ogni incidente stradale generi un risarcimento automatico da parte dell’amministrazione pubblica. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta proprio il caso di una passante vittima di una caduta su marciapiede sconnesso. La donna ha chiesto i danni al Comune per una ferita causata da una buca stradale. L’incidente è avvenuto di sera, ma in una zona dotata di illuminazione pubblica perfettamente funzionante. La danneggiata ha sostenuto che la buca non fosse visibile né segnalata in alcun modo. Il Comune ha chiamato in causa la società privata responsabile della manutenzione stradale per essere sollevato da ogni spesa di risarcimento. La vicenda giudiziaria mostra chiaramente come la distrazione del pedone possa azzerare la responsabilità dell’amministrazione pubblica. I giudici devono valutare con estrema attenzione la dinamica dei fatti prima di attribuire la colpa al custode della strada.

Il comportamento del pedone e la visibilità del pericolo

Il primo giudice ha accolto la domanda della passante condannando il Comune. Successivamente, il Tribunale ha ribaltato completamente la decisione iniziale in sede di appello. I giudici di secondo grado hanno analizzato attentamente le prove fotografiche e le testimonianze raccolte. Le immagini dello stato dei luoghi hanno mostrato un dissesto molto esteso e facilmente visibile sul marciapiede. Accanto alla zona danneggiata esisteva una fascia di passaggio del tutto intatta, ampia e sicura. La passante ha scelto di camminare proprio sul lato pericoloso, calpestando persino una pozzanghera visibile. Inoltre, il testimone principale della donna era il marito. Il risarcimento iniziale era confluito direttamente sul conto corrente comune della coppia. Questo elemento economico ha reso la testimonianza del coniuge non attendibile per il giudice di merito. Il Tribunale ha quindi stabilito che la condotta disattenta della danneggiata ha rappresentato la causa esclusiva dell’incidente.

Le motivazioni della sentenza sulla caduta su marciapiede sconnesso

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale rigettando il ricorso principale. I giudici di legittimità hanno respinto tutti i motivi di ricorso presentati dalla passante. La Corte ha chiarito che il giudice di merito valuta le prove secondo il suo prudente apprezzamento. Questa valutazione non è sindacabile in sede di Cassazione se la motivazione del Tribunale è logica e coerente. La responsabilità per le cose in custodia richiede sempre un comportamento diligente da parte degli utenti della strada. La presenza di una illuminazione pubblica efficiente rendeva il dissesto stradale facilmente visibile. La passante poteva evitare la buca spostandosi semplicemente di pochi centimetri sulla parte destra del marciapiede. La condotta negligente del danneggiato interrompe il nesso di causa tra la cosa in custodia e il danno. In questo modo, il comportamento distratto della vittima integra il caso fortuito (evento imprevedibile ed eccezionale che esclude la responsabilità del custode).

Le conclusioni sul caso della passante e del Comune

La decisione finale della Cassazione stabilisce un principio di diritto chiaro per tutti i cittadini. La richiesta di risarcimento per una caduta su marciapiede sconnesso non può essere accolta se il pericolo era facilmente evitabile con l’ordinaria attenzione. La passante ha perso definitivamente la causa e non riceverà alcun indennizzo. La Corte l’ha condannata al pagamento delle spese legali in favore del Comune. Anche il Comune ha commesso un errore formale nel suo ricorso incidentale contro l’impresa di manutenzione. L’ente pubblico non ha trascritto correttamente le clausole del contratto di servizio nel testo del ricorso. Per questo motivo, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, condannandolo a pagare le spese legali a favore della società di manutenzione. Questa sentenza invita i cittadini alla massima prudenza quando camminano sulle strade pubbliche. La distrazione personale esclude il diritto a ottenere qualsiasi risarcimento economico dal custode della strada.

Quando si ha diritto al risarcimento per una caduta su un marciapiede pubblico?
Il risarcimento spetta solo se il dissesto stradale costituisce un pericolo invisibile e non evitabile con la normale attenzione del pedone.

Cosa succede se il marciapiede è danneggiato ma c’è un passaggio sicuro di fianco?
Se esiste un percorso alternativo sicuro e visibile, il pedone che sceglie di camminare sulla parte dissestata è considerato responsabile del proprio danno.

La testimonianza del coniuge è sempre considerata attendibile in queste cause?
Il giudice può ritenere non attendibile il coniuge se il risarcimento richiesto confluisce su un conto corrente comune della coppia.

Termini giuridici

Responsabilità da cose in custodia
La responsabilità civile del proprietario o gestore di un bene per i danni causati dal bene stesso, salvo che si provi il caso fortuito.
Caso fortuito
Un evento imprevedibile ed eccezionale, che può includere anche la condotta negligente del danneggiato, idoneo a escludere la responsabilità del custode.
Manleva
L'accordo con cui un soggetto si impegna a tenere indenne un altro dalle conseguenze patrimoniali negative di un determinato evento o risarcimento.
Ricorso incidentale
L'impugnazione proposta dalla parte che resiste al ricorso principale, per chiedere la riforma di un capo della sentenza a sé sfavorevole.
Giudicato
La condizione di una sentenza che è divenuta definitiva e non può più essere impugnata con i mezzi ordinari.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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