L’obbligo di versamento alla Gestione Separata INPS per i liberi professionisti
I professionisti iscritti a un albo che non versano contributi alla cassa di categoria affrontano spesso richieste impreviste. L’iscrizione alla Gestione Separata INPS scatta automaticamente per chi esercita un’attività abituale senza copertura previdenziale esclusiva. La vicenda esaminata dalla Suprema Corte riguarda un avvocato a cui l’ente previdenziale ha contestato l’omesso versamento dei contributi per l’anno 2009. Il professionista non aveva raggiunto la soglia di reddito utile per l’iscrizione alla Cassa Forense.
Il legale ha impugnato la pretesa contributiva sostenendo tre difese principali. Ha sollevato la prescrizione del credito, ha contestato il calcolo dell’imponibile sopra la franchigia di cinquemila euro e ha richiesto l’azzeramento delle sanzioni civili a causa del quadro normativo poco chiaro dell’epoca.
Prescrizione e calcolo del reddito imponibile
I giudici di legittimità hanno analizzato in primo luogo i termini temporali della richiesta di pagamento. La prescrizione dei contributi previdenziali decorre dalla data di scadenza del versamento e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. I decreti governativi avevano prorogato il termine di pagamento per il 2009 al luglio 2010. Di conseguenza, l’avviso di pagamento notificato dall’ente nel giugno 2015 è risultato tempestivo e pienamente valido.
La Corte ha inoltre respinto la tesi sull’esenzione parziale del reddito. Chi esercita una professione abituale versa i contributi sull’intero imponibile conseguito. La franchigia dei cinquemila euro riguarda esclusivamente i lavoratori autonomi occasionali e non si applica agli iscritti agli albi professionali.
Le motivazioni: i principi della Gestione Separata INPS e la Consulta
I giudici hanno chiarito la disciplina sanzionatoria applicabile ai professionisti del foro. La Corte Costituzionale ha sancito l’illegittimità delle sanzioni civili per gli avvocati non iscritti alla Cassa Forense per le annualità precedenti al 2011. Il legislatore ha chiarito l’obbligo di iscrizione solo successivamente, generando una prolungata incertezza giurisprudenziale. Questa situazione oggettiva esclude la colpa del professionista per le violazioni formali commesse nel periodo antecedente.
La sentenza impugnata è stata dunque cassata nella parte relativa all’applicazione delle somme aggiuntive e delle maggiorazioni sanzionatorie.
Le conclusioni: esito del giudizio sulla Gestione Separata INPS
La decisione fissa un confine netto tra debito contributivo e regime punitivo. Il professionista deve pagare i contributi previdenziali effettivi richiesti dall’ente sull’intero reddito dichiarato per l’anno 2009. Tuttavia, l’ente non può esigere le sanzioni civili a causa dell’affidamento incolpevole maturato prima della legge interpretativa del 2011. La Corte d’Appello dovrà ora ricalcolare la somma netta eliminando qualsiasi sanzione.
Quando scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per un professionista ordinistico?
L’obbligo sorge quando il professionista svolge attività abituale ma non matura i requisiti di reddito per l’iscrizione alla cassa previdenziale autonoma di categoria.
La soglia di esenzione di cinquemila euro si applica ai professionisti iscritti all’albo?
No, la franchigia opera solo per i lavoratori autonomi occasionali, mentre i professionisti con attività abituale versano i contributi sull’intero reddito.
Le sanzioni civili per omessa iscrizione precedente al 2011 sono sempre dovute?
No, la Corte Costituzionale ha escluso le sanzioni civili per gli avvocati per i periodi anteriori al 2011 a causa della gravosa incertezza normativa.