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Reclamo contro archiviazione: la Cassazione dice no

Il Tribunale di Varese ha respinto il reclamo proposto dalla Parte Offesa contro il decreto di archiviazione emesso dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti dell’Indagato. La Parte Offesa ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge stabilisce infatti che l’ordinanza emessa all’esito del reclamo contro archiviazione è un provvedimento non impugnabile, salvo casi eccezionali di totale anomalia dell’atto, qui non riscontrati. Di conseguenza, la Corte ha condannato la Parte Offesa al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 34870 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 2 n. 34870/2023)

Il reclamo contro archiviazione e i limiti del ricorso

Quando un cittadino subisce un reato, si aspetta che le indagini proseguano fino al processo. Il Giudice per le indagini preliminari può tuttavia decidere di archiviare il caso. Contro questa decisione, la parte offesa ha il diritto di presentare un reclamo contro archiviazione davanti al Tribunale. Molti cittadini si chiedono se sia possibile contestare la decisione del Tribunale davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito questo aspetto con una recente ordinanza, stabilendo confini molto rigidi per l’impugnazione e dichiarando inammissibile il ricorso della vittima.

La vicenda concreta e la decisione del Tribunale

La vicenda nasce dall’opposizione della Parte Offesa alla decisione di archiviare le indagini avviate nei confronti dell’Indagato. Il Giudice per le indagini preliminari aveva infatti emesso un decreto di archiviazione, ritenendo che non vi fossero gli elementi per procedere con un processo penale. La Parte Offesa, non accettando questa decisione, ha presentato un reclamo formale davanti al Tribunale di Varese. Il Tribunale ha esaminato la richiesta ma ha deciso di rigettare il reclamo, confermando la correttezza dell’archiviazione. A questo punto, la Parte Offesa ha tentato l’ultima carta, presentando un ricorso direttamente alla Corte di Cassazione per chiedere l’annullamento della decisione del Tribunale.

Le regole del codice sul reclamo contro archiviazione

Il codice di procedura penale regola in modo molto preciso le tappe delle indagini e i diritti delle parti. Il legislatore vuole evitare che i processi si trascinino all’infinito senza elementi concreti. Per questo motivo, la legge limita fortemente le possibilità di impugnare le decisioni prese durante la fase delle indagini preliminari. L’ordinanza emessa dal Tribunale all’esito del reclamo contro archiviazione rappresenta l’ultimo passaggio ordinario previsto dalla legge. Il codice stabilisce espressamente che questo tipo di provvedimento non è impugnabile tramite ricorso ordinario. I giudici di legittimità devono quindi limitarsi a verificare il rispetto delle regole fondamentali, senza poter riesaminare il merito della vicenda.

Le motivazioni: l’inammissibilità del ricorso della Parte Offesa

I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso applicando rigorosamente le norme del codice di procedura penale. La Suprema Corte ha spiegato che il ricorso deve essere trattato con una procedura rapida e senza udienza (definita “de plano”). Questo avviene quando l’impugnazione è palesemente non consentita dalla legge. L’ordinanza del Tribunale che decide sul reclamo contro archiviazione ha per legge natura di provvedimento non impugnabile. Esiste una sola eccezione a questa regola assoluta. Il ricorso è ammesso solo se il provvedimento del Tribunale è affetto da “abnormità” (ossia una anomalia così grave e singolare da renderlo totalmente estraneo all’ordinamento giuridico). Nel caso specifico, la Parte Offesa non ha dimostrato alcuna anomalia di questo tipo e i giudici non hanno riscontrato alcun vizio macroscopico. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Le conclusioni: la condanna e le conseguenze pratiche

La decisione della Corte di Cassazione comporta conseguenze severe per la Parte Offesa che ha promosso il ricorso non consentito. I giudici non solo hanno dichiarato inammissibile l’impugnazione, ma hanno anche applicato le sanzioni previste per chi avvia un giudizio infondato. La Parte Offesa deve quindi pagare tutte le spese del processo di cassazione. Inoltre, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende (l’organo che raccoglie le sanzioni pecuniarie processuali). Questa pronuncia conferma che la strada del reclamo contro archiviazione si chiude definitivamente con la decisione del Tribunale, a meno di clamorosi e rarissimi errori procedurali del giudice. I cittadini devono quindi valutare con estrema attenzione l’opportunità di ricorrere in Cassazione per evitare pesanti sanzioni economiche.

Si può fare ricorso in Cassazione contro il rigetto del reclamo sull’archiviazione?
No, l’ordinanza del Tribunale che decide sul reclamo contro l’archiviazione è un provvedimento non impugnabile, salvo casi eccezionali di totale anomalia dell’atto.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorrente rischia la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Cosa significa che il ricorso viene trattato con procedura de plano?
Significa che i giudici decidono direttamente sui documenti presentati, in modo rapido e senza fissare un’udienza pubblica con la partecipazione delle parti.

Termini giuridici

Reclamo
Strumento di impugnazione utilizzato per contestare una decisione del giudice, in questo caso il decreto di archiviazione delle indagini.
Inammissibilità
Condizione che impedisce al giudice di esaminare il merito di una richiesta perché presentata fuori dai casi o dai tempi consentiti dalla legge.
De plano
Procedura decisionale rapida che si svolge direttamente sui documenti, senza la necessità di fissare un'udienza formale.
Parte offesa
La vittima del reato, ossia il soggetto che ha subito il danno o la lesione del diritto protetto dalla norma penale.
Abnormità
Carattere di un provvedimento giudiziario così anomalo o singolare da risultare totalmente estraneo all'ordinamento giuridico.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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