L’Amministrazione Finanziaria non può applicare in modo retroattivo le nuove e più severe regole di calcolo per l’imposta unica sulle scommesse. Questo è il principio fondamentale stabilito dalla Corte di Cassazione in una recente ordinanza. La vicenda riguarda un noto operatore di scommesse con sede all’estero e la sua ricevitoria affiliata in Italia. L’ufficio tributario aveva richiesto il pagamento di ingenti somme per l’anno d’imposta 2015. Per determinare la base imponibile, il fisco aveva utilizzato un metodo induttivo forfettario molto penalizzante, introdotto dalla Legge di Stabilità per il 2015.
I bookmaker esteri che operano in Italia senza concessione statale devono comunque pagare le tasse sulle giocate raccolte. La legge equipara il gestore della ricevitoria fisica al bookmaker straniero. Entrambi sono responsabili in solido per il pagamento del tributo. Quando mancano i dati reali sulle giocate, l’ufficio delle dogane calcola la tassa in modo induttivo. La riforma del 2015 ha introdotto un criterio severo. Questo criterio stabilisce che l’imponibile sia pari al triplo della raccolta media della provincia di riferimento. Tuttavia, l’applicazione pratica di questa norma ha subito diverse modifiche nel tempo.
La proroga dei termini e la tutela del contribuente
Il legislatore è intervenuto successivamente per riordinare la materia dei giochi pubblici. Con la legge di stabilità per il 2016, lo Stato ha concesso una proroga per la regolarizzazione fiscale degli operatori non conformi. Questa proroga ha spostato in avanti anche la decorrenza del nuovo e gravoso metodo di calcolo induttivo. Di conseguenza, il criterio del triplo della raccolta media provinciale è diventato applicabile solo a partire dal primo gennaio 2016. Per tutte le annualità precedenti, compreso l’anno 2015, l’ufficio impositore deve utilizzare le vecchie regole di determinazione della base imponibile. Le vecchie regole si basano su elementi documentali effettivamente reperiti o su parametri diversi e meno penalizzanti per il contribuente.
Le motivazioni: perché l’imposta unica sulle scommesse del 2015 va ricalcolata
I giudici della Suprema Corte hanno accolto la tesi difensiva del Bookmaker Estero. La decisione si fonda su una precisa ricostruzione temporale delle leggi tributarie. La legge del 2014 aveva previsto il nuovo calcolo forfettario a partire dal 2015. Successivamente, la legge del 2015 ha modificato i termini di questa procedura. La nuova norma ha sostituito la data di decorrenza originaria con quella del primo gennaio 2016. Questa proroga non lascia spazio a dubbi interpretativi. L’ufficio finanziario ha commesso un errore di diritto applicando una norma non ancora efficace per l’annualità 2015. I giudici hanno invece respinto le altre contestazioni del contribuente. La tassa sui giochi non viola il diritto dell’Unione Europea e non discrimina gli operatori stranieri. Inoltre, non sussistono condizioni di incertezza oggettiva per eliminare le sanzioni, poiché la legge interpretativa del 2010 aveva già chiarito ogni dubbio sulla soggettività passiva dei gestori.
Le conclusioni: la vittoria parziale del contribuente sull’imposta unica sulle scommesse
La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza di secondo grado e ha rinviato la causa a un nuovo giudice di merito. Il nuovo giudice dovrà rideterminare l’esatto ammontare del tributo dovuto per l’anno 2015. Per fare questo calcolo, il giudice dovrà applicare la vecchia disciplina del 2011 e non il criterio del triplo della raccolta media provinciale. Il Bookmaker Estero ottiene così una importante vittoria parziale. Questa decisione conferma che l’azione accertatrice dello Stato deve sempre rispettare i limiti temporali fissati dalle leggi. I contribuenti hanno il diritto di essere tassati solo in base alle norme effettivamente vigenti ed efficaci per l’anno di riferimento. La corretta applicazione delle regole di calcolo evita pretese fiscali sproporzionate e garantisce la certezza del diritto nel settore dei giochi pubblici.
Chi deve pagare l’imposta unica sulle scommesse in caso di bookmaker estero senza concessione?
La tassa è dovuta in solido sia dal bookmaker estero che gestisce il gioco sia dal titolare della ricevitoria fisica che raccoglie le scommesse in Italia.
Quale metodo di calcolo si applica per l’accertamento dell’imposta unica per l’anno 2015?
Per l’anno 2015 si applicano le regole ordinarie previste dalla normativa del 2011 e non il più severo criterio forfettario del triplo della raccolta provinciale media.
Cosa comporta la decisione della Cassazione sul ricalcolo della tassa?
La sentenza precedente viene annullata e un nuovo giudice dovrà calcolare nuovamente l’importo dovuto applicando i parametri corretti e meno penalizzanti.