La consegna anticipata di un immobile dopo un contratto preliminare permette di acquisirne la proprietà per usucapione?
No. Secondo la Corte di Cassazione, la disponibilità del bene conseguita dal promissario acquirente è una mera detenzione e non un possesso. L’acquirente è consapevole che la proprietà appartiene ad altri fino al rogito notarile, pertanto manca l’elemento psicologico del possesso (animus possidendi) necessario per l’usucapione.
Il rilascio di cambiali per pagare il prezzo di un immobile equivale al pagamento effettivo?
No. Il rilascio di cambiali costituisce una ‘datio pro solvendo’, ovvero un negozio il cui effetto estintivo del debito è posticipato all’effettiva riscossione delle somme. Spetta al debitore (l’acquirente) provare che le cambiali sono state effettivamente pagate per dimostrare di aver adempiuto alla propria obbligazione.
Una diffida ad adempiere con un termine inferiore a 15 giorni è valida per risolvere un contratto?
Di norma, no. La legge prevede un termine minimo di 15 giorni. Un termine inferiore è ammesso solo in presenza di condizioni specifiche, come una diversa pattuizione tra le parti, la natura del contratto o gli usi. In assenza di tali condizioni, una diffida con un termine più breve è inefficace e non può produrre la risoluzione di diritto del contratto.