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**Inammissibilità** ricorso: motivi generici e sanzioni

La Corte di Cassazione ha confermato l’**Inammissibilità** del ricorso presentato da un imputato condannato per spaccio di lieve entità. Il ricorrente aveva contestato il trattamento sanzionatorio e la motivazione della sentenza d’appello, ma i giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi erano generici e privi di un reale confronto con la logica del provvedimento impugnato. Di conseguenza, oltre al rigetto, è stata disposta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 336 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 336/2023)

Inammissibilità del ricorso: quando la difesa è troppo generica

L’Inammissibilità del ricorso in Cassazione rappresenta uno dei principali ostacoli tecnici nel processo penale, specialmente quando l’impugnazione non riesce a scardinare le motivazioni del giudice di merito. Una recente ordinanza della Suprema Corte ha ribadito come la mancanza di specificità dei motivi porti inevitabilmente al rigetto del ricorso e a pesanti sanzioni pecuniarie.

Il caso del ricorso per spaccio di lieve entità

La vicenda trae origine dalla condanna di un soggetto per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, qualificato ai sensi dell’art. 73, comma 5, del d.P.R. 309/1990 come fatto di lieve entità. L’imputato ha proposto ricorso per Cassazione lamentando una presunta violazione di legge e un vizio di motivazione riguardante esclusivamente il trattamento sanzionatorio applicato dalla Corte d’Appello.

Perché scatta l’Inammissibilità del ricorso

Il fulcro della decisione risiede nella natura del ricorso presentato. La Suprema Corte ha evidenziato che l’impugnazione era affetta da una duplice criticità: la genericità e l’aspecificità. Un ricorso è considerato aspecifico quando non si confronta direttamente con le argomentazioni logiche contenute nella sentenza impugnata, limitandosi a riproporre doglianze già esaminate o non pertinenti.

La mancanza di confronto con la sentenza

Nel caso di specie, i giudici hanno osservato che la sentenza della Corte d’Appello era connotata da una “lineare e coerente logicità”. Il ricorrente, tuttavia, non ha saputo indicare con precisione quali passaggi logici fossero errati, rendendo il suo atto un mero dissenso generico che non può trovare accoglimento in sede di legittimità.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sul principio secondo cui il ricorso per Cassazione non può essere un terzo grado di merito. Se la sentenza impugnata fornisce una spiegazione razionale e priva di vizi logici sulla determinazione della pena, il ricorrente ha l’onere di dimostrare una specifica violazione di legge. La semplice richiesta di una pena più mite, senza argomentazioni tecniche che confutino la logica del giudice precedente, rende il motivo aspecifico. La Corte ha dunque rilevato che il provvedimento impugnato era pienamente motivato e che il ricorrente non aveva offerto elementi idonei a incrinarne la tenuta giuridica.

Le conclusioni

Le conclusioni della Suprema Corte sono state nette: il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Tale esito comporta conseguenze gravose per il ricorrente, che è stato condannato non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa decisione sottolinea l’importanza di una redazione tecnica e puntuale degli atti di impugnazione, ricordando che la Cassazione valuta la legittimità della forma e del ragionamento, non la giustizia sostanziale del caso già accertata nei gradi precedenti.

Cosa succede se i motivi del ricorso in Cassazione sono generici?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Questo accade quando le critiche non colpiscono direttamente i punti logici della sentenza impugnata ma si limitano a contestazioni vaghe.

Quali sono i costi di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese del procedimento e, solitamente, di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende che può variare da mille a tremila euro.

Si può contestare la pena inflitta davanti alla Cassazione?
Sì, ma solo se si dimostra che il giudice di merito ha violato la legge o ha fornito una motivazione totalmente illogica o mancante nella determinazione della sanzione.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di una domanda o di un ricorso per mancanza di requisiti legali.
Aspecificità
Difetto di un motivo di ricorso che non si confronta puntualmente con le ragioni della decisione impugnata.
Trattamento sanzionatorio
L'insieme delle determinazioni del giudice relative alla misura e alla tipologia della pena inflitta al condannato.
Cassa delle ammende
Ente istituito presso il Ministero della Giustizia che gestisce le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e condanne processuali.
Lieve entità
Fattispecie attenuata del reato di spaccio prevista quando i mezzi, le modalità o le circostanze dell'azione appaiono di ridotto rilievo offensivo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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