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Scissione societaria e IMU: l’azienda non paga per immobili ceduti

Una società costruttrice impugna un avviso di accertamento IMU per il 2013 relativo a immobili invenduti e ad altri tre immobili trasferiti a un’altra società tramite scissione parziale a fine 2012. La Corte di Cassazione respinge il ricorso per gli immobili invenduti, confermando che l’esenzione è partita solo dal 2014. Accoglie invece il motivo sulla scissione societaria e IMU. I giudici stabiliscono che l’obbligo di pagare l’imposta per gli immobili trasferiti spetta alla nuova società proprietaria. Inoltre, la società originaria non era tenuta a comunicare la variazione al Comune, poiché l’ente poteva conoscere il trasferimento tramite i dati telematici notarili. La Corte annulla parzialmente l’accertamento e rinvia la causa per un nuovo esame.

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Pubblicato il 25 marzo 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 3641 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 5 n. 3641/2026)

Scissione societaria e IMU: chi paga l’imposta dopo il trasferimento?

Le operazioni straordinarie come le scissioni modificano profondamente la struttura di un’azienda, con effetti diretti anche sugli obblighi fiscali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto fondamentale in tema di scissione societaria e IMU, stabilendo con precisione chi è tenuto al pagamento dell’imposta quando la proprietà di un immobile passa da una società all’altra. La sentenza offre un principio importante sulla non necessità di comunicare al Comune variazioni di cui l’ente è già a conoscenza tramite altri canali istituzionali.

Il caso: un avviso di accertamento IMU per immobili già ceduti

Una società costruttrice riceveva da un Comune un avviso di accertamento per il pagamento dell’IMU relativa all’anno 2013. L’atto riguardava sia alcuni immobili invenduti, i cosiddetti “immobili-merce”, sia tre unità immobiliari che, in realtà, non erano più di sua proprietà. Infatti, alla fine del 2012, la società aveva completato un’operazione di scissione parziale, trasferendo proprio quei tre immobili a una nuova società beneficiaria. La società costruttrice decideva quindi di impugnare l’atto, sostenendo di non dover pagare l’IMU né sugli immobili invenduti, né tantomeno su quelli ormai ceduti.

La questione degli “immobili-merce”: nessuna esenzione per il 2013

Sul primo punto, relativo agli immobili destinati alla vendita, la Corte di Cassazione ha dato torto all’azienda. I giudici hanno ricordato che l’esenzione IMU per gli “immobili-merce” è stata introdotta solo a partire dal 1° gennaio 2014. La legge non ha efficacia retroattiva. Di conseguenza, per l’annualità 2013, l’imposta era pienamente dovuta. La Corte ha ribadito che il semplice possesso di un immobile rappresenta un indice di capacità economica e giustifica il prelievo fiscale, anche se il bene non produce un reddito immediato.

Il principio chiave sulla scissione societaria e IMU

La decisione ha avuto un esito completamente diverso riguardo ai tre immobili trasferiti tramite la scissione. Su questo punto, la Corte ha accolto le ragioni della società. Il principio di diritto sancito è chiaro: in caso di scissione societaria e IMU, il soggetto obbligato al pagamento dell’imposta è la società che acquisisce la proprietà dell’immobile (la società beneficiaria). L’obbligo di pagamento per la società originaria cessa nel momento in cui l’operazione di scissione diventa efficace. Pertanto, il Comune non poteva pretendere il pagamento dall’azienda che aveva ceduto i beni.

Le motivazioni: il Comune ha già accesso ai dati

La parte più innovativa della sentenza riguarda l’onere di comunicazione. Il Comune sosteneva che la società avrebbe dovuto comunicare la variazione di proprietà. La Cassazione ha respinto questa tesi. I giudici hanno spiegato che, grazie al Modello Unico Informatico (MUI), i notai trasmettono telematicamente tutte le informazioni relative a operazioni come compravendite, fusioni e scissioni direttamente agli uffici competenti, incluso il Catasto. I Comuni hanno pieno accesso a queste banche dati. Di conseguenza, l’ente era già nelle condizioni di conoscere il nuovo proprietario degli immobili e non poteva pretendere una comunicazione aggiuntiva da parte del contribuente. Imporre un tale obbligo sarebbe una duplicazione inutile.

Le conclusioni: la Società vince sulla questione della scissione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per la parte relativa agli immobili-merce ma ha accolto quello sulla scissione societaria e IMU. La sentenza impugnata è stata cassata (cioè annullata) e il caso è stato rinviato a un altro giudice tributario per una nuova valutazione basata sui principi stabiliti. In pratica, l’avviso di accertamento dovrà essere ricalcolato escludendo l’IMU per i tre immobili trasferiti. La società costruttrice ha quindi vinto la sua battaglia su questo specifico e rilevante punto.

Dopo una scissione, chi deve pagare l’IMU sugli immobili trasferiti?
L’IMU deve essere pagata dalla società che ha ricevuto gli immobili (la beneficiaria), a partire dalla data in cui l’operazione di scissione è diventata efficace.

Devo comunicare al Comune il trasferimento di un immobile avvenuto tramite scissione societaria?
Secondo questa sentenza della Cassazione, non è necessario, perché il Comune può ottenere tutte le informazioni necessarie tramite le procedure telematiche (Modello Unico Informatico) gestite dai notai.

Gli immobili invenduti di un’impresa costruttrice pagano l’IMU?
Sì, per l’annualità 2013 l’IMU era dovuta. L’esenzione per i cosiddetti ‘immobili-merce’ è stata introdotta solo a partire dal 1° gennaio 2014 e non ha valore retroattivo.

Termini giuridici

Scissione societaria
L'operazione con cui una società trasferisce una parte del suo patrimonio a una o più altre società, che possono essere già esistenti o di nuova costituzione.
Immobili-merce
Beni immobili costruiti e posseduti da un'impresa edile con lo scopo di essere venduti, rappresentando quindi le sue rimanenze di magazzino.
Modello Unico Informatico (MUI)
Una procedura telematica usata dai notai per comunicare contemporaneamente a più uffici pubblici (Catasto, Registri Immobiliari) gli effetti di un atto, come una compravendita o una scissione.
Accertamento tributario
L'atto con cui l'amministrazione finanziaria (come un Comune o l'Agenzia delle Entrate) determina l'imposta dovuta da un contribuente e ne richiede il pagamento.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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