La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La condanna, basata su oltre 50 grammi di cocaina occultati in un'auto, è stata confermata perché una serie di indizi (quantità, modalità di confezionamento, occultamento) dimostravano in modo univoco la destinazione allo spaccio, escludendo l'uso personale. La Corte ha ribadito che il giudice può fondare il proprio convincimento su molteplici elementi di prova, senza necessità di una perizia tossicologica.
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