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D.P.R. 115/2002

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Divisione immobiliare: regolarità catastale necessaria
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una domanda di divisione immobiliare tra ex coniugi a causa della presenza di difformità catastali e urbanistiche non sanate. La sentenza ribadisce che la conformità catastale oggettiva rappresenta una condizione dell'azione imprescindibile per procedere allo scioglimento della comunione, sia essa volontaria o giudiziale.
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Estinzione del processo: mancata riassunzione
La Corte d’Appello di Torino ha dichiarato l'estinzione del processo relativo a un contratto di mutuo. A seguito dell'interruzione del giudizio per il fallimento della parte appellante, nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione nei termini di legge, portando alla chiusura del caso ai sensi degli artt. 305 e 307 c.p.c.
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Sospensione feriale: quando non si applica
La Corte d’Appello di Torino ha dichiarato inammissibile un appello proposto oltre il termine semestrale, confermando che la sospensione feriale non si applica alle cause di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. Anche se l'opponente deduce un controcredito in compensazione, la natura urgente del procedimento prevale, rendendo l'impugnazione tardiva se notificata fuori termine.
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Risarcimento danno morale: quando spetta davvero
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento danno morale per un motociclista coinvolto in un sinistro. Nonostante il riconoscimento del danno biologico al 10%, la Corte ha stabilito che la sofferenza interiore deve essere provata specificamente e non può essere presunta automaticamente.
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Validità titolo di studio e personale ATA
La Corte d'Appello ha confermato il depennamento di un collaboratore scolastico dalle graduatorie a causa della mancata validità titolo di studio presentato. I giudici hanno stabilito che l'onere di provare il possesso del titolo ricade sul lavoratore e che la risoluzione del contratto per mancanza di requisiti non costituisce un licenziamento disciplinare.
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Risoluzione contratto compravendita: immobili abusivi
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la risoluzione contratto compravendita di un immobile affetto da gravi irregolarità edilizie. Nonostante la richiesta iniziale di adempimento, gli acquirenti hanno legittimamente ottenuto lo scioglimento del contratto. Tuttavia, la Corte ha annullato la condanna degli acquirenti al pagamento di indennità di occupazione e al ripristino dei luoghi, poiché tali domande erano state presentate dai venditori oltre i termini processuali stabiliti, dichiarandole inammissibili.
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Recesso socio srl: i limiti alla durata e al mobbing
La Corte d’Appello di Venezia ha respinto il reclamo di un socio che intendeva esercitare il recesso socio srl da una società a responsabilità limitata. Il ricorrente sosteneva che la scadenza della società fissata al 2050 fosse eccessiva e che le condotte di mobbing dei soci di maggioranza giustificassero l'uscita. La Corte ha chiarito che il termine del 2050 non equivale a tempo indeterminato e che, nelle SRL, il mobbing non è una causa di recesso prevista dalla legge.
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Calcolo TFR indennità estero: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo TFR indennità estero, confermando che voci come l'indennità carovita e l'alloggio sono parte della base pensionabile se corrisposte in via continuativa. La sentenza rigetta il ricorso di un datore di lavoro, sottolineando che solo deroghe esplicite nei contratti collettivi possono escludere tali somme dal trattamento di fine rapporto.
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Cessazione della materia del contendere e fisco
La Corte di Cassazione ha sancito la cessazione della materia del contendere in un giudizio tributario relativo a una cartella esattoriale. L'estinzione del processo è avvenuta a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, comportando la compensazione delle spese e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Interversione del possesso e usucapione
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di due soggetti che chiedevano l'usucapione della proprietà di una striscia di terreno su cui vantavano già una servitù di passaggio. I giudici hanno chiarito che, in assenza di una chiara interversione del possesso, le opere realizzate e l'uso del terreno sono considerati compatibili con il mero esercizio della servitù, impedendo l'acquisto della proprietà a titolo originario.
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Contributo unificato: regole e spese
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di una contribuente relativo all'omesso versamento del contributo unificato. L'ordinanza ribadisce la diretta capacità processuale delle segreterie in queste materie, la condanna alle spese per soccombenza e il dovere di redigere atti sintetici e specifici.
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Chiarezza e sinteticità: ricorso inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione per la palese violazione del principio di chiarezza e sinteticità degli atti processuali. La parte ricorrente aveva redatto un atto di oltre trecento pagine, ricolmo di disquisizioni storiche e dogmatiche non pertinenti, rendendo impossibile per i giudici l'individuazione delle specifiche censure mosse alla sentenza impugnata, riguardante un invito di pagamento per contributo unificato.
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Associazione in partecipazione simulata: quando è lavoro
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la decisione di primo grado, stabilendo che un contratto di associazione in partecipazione tra una società e due lavoratrici era, in realtà, simulato per nascondere un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha identificato vari indici di subordinazione, come l'assenza di rischio d'impresa per le lavoratrici, la natura delle mansioni svolte e la ricezione di direttive. Di conseguenza, l'appello della società è stato respinto, confermando l'obbligo di versare i contributi previdenziali per lavoro dipendente.
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Distacco illecito: la conferma della sanzione in appello
Una società di autotrasporti impugna una sentenza che conferma le sanzioni per distacco illecito di lavoratori e per comunicazione di assunzione tardiva. La Corte d'Appello ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'operazione non costituiva un distacco legittimo basato su un interesse specifico del datore di lavoro distaccante, bensì una somministrazione illecita di manodopera a scopo di lucro. La Corte ha inoltre confermato la sanzione per la comunicazione tardiva, provata dal fatto che il lavoratore era stato trovato al lavoro prima della data di inizio dichiarata.
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Notifica PEC PA: costituzione tardiva e preclusioni
Un ente previdenziale si oppone a una sentenza che ha annullato una sua ordinanza-ingiunzione. Il motivo dell'annullamento in primo grado è stata la costituzione tardiva dell'ente, causata da una presunta irregolarità della notifica PEC PA. La Corte d'Appello conferma la decisione: la notifica all'indirizzo del registro IPA era valida, data l'assenza di un domicilio digitale nel RegIndE. Di conseguenza, la costituzione tardiva ha comportato la preclusione dal depositare prove, rendendo impossibile per l'ente dimostrare il proprio credito.
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Garanzia per vizi: quando il venditore non risponde
Un'azienda acquista delle cerniere zincate per assemblare cestini da esterno, ma queste si ossidano. La Corte d'Appello ha stabilito che la garanzia per vizi non opera, perché il compratore non ha provato che il venditore fosse a conoscenza dello specifico e più gravoso uso esterno del prodotto. La Corte ha chiarito che la garanzia copre l'inidoneità all'uso 'normale' del bene, non a quello particolare non comunicato in fase di acquisto, confermando così la condanna al pagamento delle fatture per un secondo ordine di cerniere più resistenti.
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Compensatio lucri cum damno: deducibile l’indennizzo
La Corte di Cassazione conferma che l'indennizzo assicurativo percepito dal danneggiato deve essere sempre detratto dal risarcimento dovuto dal responsabile. Questo principio, noto come compensatio lucri cum damno, non è soggetto a preclusioni processuali. La prova del pagamento può quindi essere introdotta anche nel giudizio di appello, poiché il risarcimento non deve mai trasformarsi in una fonte di guadagno per la vittima.
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Contratto autonomo di garanzia: l’onere della prova
Una società appaltatrice contesta l'escussione di un contratto autonomo di garanzia da parte di un ente pubblico per presunti vizi nei lavori stradali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che spetta al debitore (l'appaltatore) che solleva l'eccezione di dolo (exceptio doli) provare la natura abusiva della richiesta di pagamento del creditore, invertendo l'onere della prova rispetto alla fideiussione.
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Frazionamento del credito e pensione: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sul tema del frazionamento del credito, chiarendo i limiti del giudicato in materia di pensioni integrative. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto bancario che contestava la richiesta di adeguamento pensionistico di una vedova per un periodo non coperto da una precedente sentenza. Accolto, invece, il ricorso incidentale della pensionata per l'omessa pronuncia su interessi e rivalutazione. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Inquadramento previdenziale impresa: onere della prova
Una società del settore alimentare ha impugnato la sua riclassificazione da artigiana a industriale operata dall'INPS, che contestava il superamento dei limiti dimensionali e la mancanza di partecipazione personale dei soci. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere di provare la sussistenza dei requisiti per l'inquadramento previdenziale impresa artigiana spetta alla società stessa. L'iscrizione all'albo ha valore solo indiziario e non vincola l'ente previdenziale, che valuta la natura sostanziale dell'attività.
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