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Recesso socio srl: i limiti alla durata e al mobbing

La Corte d’Appello di Venezia ha respinto il reclamo di un socio che intendeva esercitare il recesso socio srl da una società a responsabilità limitata. Il ricorrente sosteneva che la scadenza della società fissata al 2050 fosse eccessiva e che le condotte di mobbing dei soci di maggioranza giustificassero l’uscita. La Corte ha chiarito che il termine del 2050 non equivale a tempo indeterminato e che, nelle SRL, il mobbing non è una causa di recesso prevista dalla legge.

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Pubblicato il 26 febbraio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

Recesso socio srl: quando la durata della società impedisce l’uscita

Il tema del recesso socio srl rappresenta uno degli aspetti più delicati del diritto societario, in quanto bilancia l’autonomia del singolo con la stabilità del capitale sociale. Recentemente, la Corte d’Appello di Venezia è intervenuta per chiarire i confini di questo diritto, analizzando se una scadenza della società fissata al 2050 possa essere considerata eccessiva e se condotte di mobbing possano legittimare l’uscita anticipata del socio.

Il caso: durata statutaria e preteso mobbing nel recesso socio srl

La vicenda trae origine dal ricorso di un socio che, intendendo abbandonare la compagine sociale di una SRL, aveva richiesto la nomina di un esperto per la valutazione della propria quota. Il socio lamentava due motivi principali: l’equiparazione della durata della società (fissata al 31.12.2050) a un tempo indeterminato e la sussistenza di condotte di mobbing doloso da parte dei soci di maggioranza.

In primo grado, il Tribunale aveva rigettato la richiesta, rilevando che nelle società a responsabilità limitata le cause di recesso sono tassative e che il termine del 2050 risultava compatibile con il progetto imprenditoriale. Il socio ha dunque proposto reclamo dinanzi alla Corte d’Appello, ribadendo le proprie tesi sulla violazione dei diritti del socio di minoranza.

La distinzione tra società di persone e recesso socio srl

Un punto centrale della decisione riguarda la natura della società. La Corte ha sottolineato che nelle società a responsabilità limitata, a differenza delle società di persone, le cause di recesso sono esclusivamente quelle previste dall’art. 2473 c.c. o dallo statuto. Poiché lo statuto in questione si limitava a rinviare al Codice Civile, non era possibile invocare il mobbing come causa autonoma di uscita.

Inoltre, la Corte ha respinto l’analogia con le società di persone per quanto riguarda il recesso libero. Nelle SRL, la tutela dei creditori è prevalente e richiede che le ipotesi di disinvestimento del patrimonio sociale siano chiare, predeterminate e facilmente conoscibili dai terzi che contrattano con l’ente.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte d’Appello si fondano sulla rigorosa interpretazione della durata della società. Secondo i giudici, una scadenza fissata al 2050 (pari a circa 30 anni dalla trasformazione della società in SRL) non può essere considerata eccessiva o irrazionale. La giurisprudenza di legittimità ha infatti chiarito che l’aspettativa di vita del socio non è un parametro valido per determinare la legittimità del termine statutario.

In merito al mobbing, la Corte ha rilevato che tale fattispecie non è inclusa tra le ipotesi legali di recesso. Anche l’eventuale inerzia dei soci di maggioranza nel convocare l’assemblea dopo la comunicazione di recesso non è stata ritenuta idonea a consolidare un diritto che, alla base, era inesistente per mancanza dei presupposti normativi.

Le conclusioni

Le conclusioni della Corte d’Appello portano al rigetto integrale del reclamo. Il diritto al recesso socio srl ad nutum è limitato ai casi in cui la società sia costituita a tempo indeterminato, situazione non ravvisabile quando è presente un termine finale certo e non manifestamente assurdo. Il socio è stato condannato alla rifusione delle spese di lite in favore della società e degli altri soci, confermando che la via del recesso non può essere utilizzata come strumento per risolvere conflitti interpersonali o soggettivi al di fuori del perimetro legale.

La durata di una società fino al 2050 consente il recesso libero del socio?
No, la Corte ha stabilito che un termine di durata di 30 anni è compatibile con il progetto imprenditoriale e non può essere equiparato a una durata indeterminata, pertanto non permette il recesso ad nutum.
Il mobbing tra soci è una causa valida per recedere da una SRL?
No, nelle società a responsabilità limitata le cause di recesso sono tassative e previste dall’art. 2473 c.c. o dallo statuto; il mobbing non rientra tra queste ipotesi legali.Chi è il soggetto che deve pagare la quota al socio recedente?
L’unico soggetto obbligato al pagamento della quota è la società stessa, motivo per cui i singoli soci non hanno legittimazione passiva nelle cause riguardanti la liquidazione della quota del socio uscente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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