La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della determinazione del valore delle aree fabbricabili ai fini IMU. Una società immobiliare ha contestato gli avvisi di accertamento emessi da un Comune, lamentando l'errata applicazione dei criteri legali di stima. Mentre i primi due motivi di ricorso sono stati respinti per difetti procedurali legati alla doppia ratio decidendi della sentenza di appello, il terzo motivo è stato accolto. La Suprema Corte ha ribadito che, per calcolare il valore venale delle aree fabbricabili, il giudice non può limitarsi a considerare solo alcuni parametri, come l'indice di edificabilità, ma deve applicare integralmente tutti i criteri tassativi previsti dall'art. 5 del d.lgs. 504/1992.
Continua »