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D.L. 201/2011 — Anno 2023

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Altri anni per D.L. 201/2011

Esenzione TARI Aree Produttive: Magazzino tassabile senza prova
Un'azienda ha contestato le bollette della tassa sui rifiuti (TARES e TARI), sostenendo che i magazzini dove si formano rifiuti speciali dovessero essere esclusi dal calcolo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio chiave per l'esenzione TARI aree produttive: non basta affermare di produrre rifiuti speciali. L'azienda deve dimostrare con prove specifiche, puntuali e rigorose che determinate superfici sono usate in modo continuativo e prevalente per generare tali rifiuti. In assenza di questa prova dettagliata, l'intera area del magazzino è considerata tassabile. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, che aveva concesso l'esenzione in modo generico.
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Esenzione IMU Sisma: Vince l’Azienda anche senza Certificato
Una società immobiliare si oppone a un avviso di accertamento IMU per un immobile danneggiato dal sisma del 2012. Il Comune pretendeva il pagamento perché la società non aveva richiesto un certificato formale di inagibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale a favore del contribuente: per ottenere l'esenzione IMU sisma, non è sempre necessaria un'ordinanza di sgombero o un certificato. È sufficiente che il contribuente abbia comunicato i danni al Comune, mettendolo in condizione di effettuare le verifiche. In base al principio di collaborazione e buona fede, l'inerzia del Comune nel certificare l'inagibilità non può danneggiare il cittadino. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, dando ragione alla società.
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Contributo di solidarietà: stop ai prelievi delle Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati. I giudici hanno stabilito che gli enti previdenziali privatizzati non possono ridurre trattamenti già determinati per esigenze di bilancio, poiché tale prelievo rientra nelle prestazioni patrimoniali riservate alla legge statale ex art. 23 Cost. La decisione ribadisce la tutela del principio del pro-rata e condanna l'ente alla restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Lavoratore esodato: decorrenza pensione e finestre
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore esodato che richiedeva la retrodatazione del proprio trattamento pensionistico. Il ricorrente sosteneva che, in virtù degli accordi di mobilità stipulati prima della riforma Fornero, avesse diritto alla decorrenza immediata della pensione senza lo slittamento previsto dalle finestre mobili. La Corte ha invece chiarito che il regime di salvaguardia comporta l'applicazione della disciplina previgente nella sua interezza, includendo quindi il differimento di dodici mesi stabilito dalle norme del 2010. Di conseguenza, la pensione del lavoratore esodato decorre correttamente solo dopo il periodo di attesa previsto dalla legge.
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Finestra mobile: regole per la pensione invalidi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo della finestra mobile si applica anche alle pensioni di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità pari o superiore all'80%. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, i giudici hanno chiarito che il differimento di dodici mesi previsto dalla legge del 2010 non è stato rimosso per questa specifica categoria di pensionati dalle riforme successive. La decisione conferma un orientamento consolidato che include queste prestazioni nel regime delle decorrenze differite.
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Finestre mobili: regole per la pensione d’invalidità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il meccanismo delle finestre mobili si applica anche alle pensioni di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità superiore all'80%. Nonostante le riforme del 2011 abbiano eliminato tale differimento per la generalità dei trattamenti, la Corte ha chiarito che per questa specifica categoria di soggetti svantaggiati la dilazione di dodici mesi rimane operativa. La decisione ribadisce che l'esclusione dalle finestre mobili riguarda solo i lavoratori i cui requisiti di età sono stati ridefiniti dalla legge Fornero, escludendo quindi i beneficiari del regime speciale per invalidi.
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Pensione anticipata: la Cassazione accoglie il ricorso
L'ordinanza n. 2440/2023 della Corte di Cassazione analizza la controversia relativa al riconoscimento della pensione anticipata a favore di alcuni lavoratori. L'ente previdenziale nazionale ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva dato ragione ai privati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto, cassando la decisione precedente e ribadendo la necessità di una rigorosa osservanza dei requisiti contributivi previsti dalla legge per l'accesso al trattamento pensionistico.
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Esenzione IMU: residenza diversa dei coniugi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente a cui era stata negata l esenzione IMU per l abitazione principale poiché il coniuge risiedeva in un altro Comune. I giudici, recependo l orientamento della Corte Costituzionale, hanno stabilito che il beneficio fiscale non può essere subordinato alla coabitazione dell intero nucleo familiare. La decisione chiarisce che l esenzione IMU spetta se il singolo possessore dimostra di avere nell immobile sia la residenza anagrafica che la dimora abituale, a prescindere dalle scelte abitative del coniuge.
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Esenzione IMU: doppia agevolazione per i coniugi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'Esenzione IMU a un contribuente poiché il coniuge risiedeva in un altro territorio comunale. La decisione si fonda sulla storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, che ha rimosso l'obbligo di residenza dell'intero nucleo familiare nello stesso immobile per accedere al beneficio fiscale. Di conseguenza, se il possessore dimostra di risiedere e dimorare abitualmente in un immobile, ha diritto all'agevolazione indipendentemente dalla residenza del coniuge.
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Rateizzazione: stop alla retroattività della norma
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che permetteva a una società cooperativa di mantenere il beneficio della rateizzazione nonostante un pagamento tardivo avvenuto nel 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la riforma del 2011, che consente di sanare i ritardi pagando entro la rata successiva, non ha effetti retroattivi. Poiché la decadenza si era già perfezionata sotto la vecchia normativa, il contribuente non può invocare il nuovo regime di favore.
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IMU abitazione principale: esenzione coniugi distanti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'agevolazione IMU abitazione principale a un contribuente poiché il coniuge risiedeva in un altro territorio. In linea con la sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, i giudici hanno stabilito che l'esenzione spetta se il possessore dell'immobile vi dimora abitualmente e vi risiede anagraficamente, indipendentemente dalla residenza del resto del nucleo familiare. La decisione conferma che il requisito della residenza comune della famiglia è costituzionalmente illegittimo.
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TARI: quando la motivazione della sentenza è nulla
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente relativo al pagamento della TARI per un immobile in area interportuale. Il ricorrente lamentava l'assenza del servizio di raccolta rifiuti e il difetto di motivazione della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene il giudicato su altre annualità non sia automaticamente vincolante per la natura periodica del tributo, il giudice di merito non può limitarsi a una motivazione apparente. La decisione impugnata è stata cassata perché non ha analizzato le prove concrete fornite dal contribuente circa l'effettivo svolgimento del servizio, limitandosi ad affermazioni generiche.
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Abitazione principale: esenzione IMU coniugi distanti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'esenzione per l'abitazione principale a un contribuente la cui moglie risiedeva in un altro ente locale. La decisione recepisce l'orientamento della Corte Costituzionale (sentenza 209/2022), stabilendo che il beneficio fiscale spetta al possessore dell'immobile che vi risiede e dimora effettivamente, a prescindere dalla residenza degli altri membri del nucleo familiare. Non è più necessario dimostrare la frattura del rapporto coniugale per ottenere l'agevolazione su immobili siti in comuni diversi.
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Ruralità e ICI: guida all’esenzione retroattiva
La Corte di Cassazione ha chiarito che il riconoscimento della ruralità di un immobile ai fini dell'esenzione ICI richiede una procedura specifica e non automatica. Una società agricola aveva ottenuto il cambio di categoria catastale in D/10 nel 2010, ma pretendeva l'esenzione anche per le annualità 2008 e 2009. I giudici hanno stabilito che, per ottenere l'effetto retroattivo fino a cinque anni, è indispensabile presentare la specifica autocertificazione prevista dal D.L. 70/2011 e ottenere la relativa annotazione negli atti catastali. Senza questi adempimenti formali, l'agevolazione opera esclusivamente per il futuro, confermando la legittimità degli avvisi di accertamento emessi dal Comune.
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Pensione di vecchiaia anticipata e finestre mobili
La Corte di Cassazione ha chiarito l'applicazione delle cosiddette finestre mobili alla pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori con invalidità pari o superiore all'80%. Il caso nasce dal ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione di merito che escludeva lo slittamento di dodici mesi per questa specifica categoria. Gli Ermellini hanno stabilito che il differimento previsto dalla legge si applica indistintamente a tutti i casi di pensionamento di vecchiaia, inclusi quelli regolati da ordinamenti specifici per soggetti invalidi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame basato su questo principio.
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Riduzione IMU inagibilità: i requisiti per lo sconto
Una società ha richiesto la riduzione IMU inagibilità al 50% per un immobile oggetto di lavori di ampliamento, sostenendo che il Comune fosse già a conoscenza dello stato del bene tramite la richiesta del permesso di costruire. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la semplice presenza di un cantiere non prova automaticamente il degrado necessario per l'agevolazione. La decisione sottolinea che l'inagibilità deve derivare da una fatiscenza non superabile con la manutenzione ordinaria e che tale accertamento di fatto non è sindacabile in sede di legittimità.
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TARSU: territorialità e onere prova esenzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la TARSU relativa all'anno 2011 non si applica il principio della prevalenza territoriale, ma quello della territorialità rigorosa. Ogni Comune può tassare esclusivamente la porzione di immobile situata entro i propri confini, indipendentemente dalla destinazione unitaria del complesso aziendale. Inoltre, la Corte ha ribadito che le esenzioni per aree improduttive di rifiuti non operano automaticamente: il contribuente ha l'onere di dichiararle e provarle specificamente nella denuncia fiscale.
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Residenza anagrafica e IMU: guida all’esenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU sull'abitazione principale è indispensabile il requisito della residenza anagrafica. Nel caso esaminato, una contribuente aveva richiesto l'agevolazione per un immobile dove dimorava stabilmente, mantenendo però l'iscrizione anagrafica in un altro comune. Nonostante le peculiarità territoriali dell'immobile, i giudici hanno chiarito che la mancanza dell'iscrizione formale preclude il diritto al beneficio fiscale. La decisione conferma la natura restrittiva delle norme agevolative in materia tributaria, escludendo che la sola dimora di fatto possa sostituire l'adempimento amministrativo richiesto dalla legge.
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Rinuncia all’azione e rimborso IRPEG: la decisione
Una società editoriale ha impugnato il diniego di rimborso IRPEG per l'anno 2003, basato sulla deducibilità dell'IRAP. Dopo un parziale accoglimento in appello, la causa è giunta in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato una formale Rinuncia all'azione e alla pretesa sostanziale. La Suprema Corte ha stabilito che tale rinuncia determina la cessazione della materia del contendere, rendendo superflua l'accettazione della controparte per l'estinzione del giudizio.
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Esenzione IMU: residenza anagrafica obbligatoria
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un Comune contro un contribuente che richiedeva l'esenzione IMU per un immobile in cui dimorava stabilmente ma non aveva la residenza anagrafica. Nonostante la particolarità del caso, in cui l'accesso all'edificio ricadeva in un Comune diverso, la Corte ha stabilito che l'esenzione IMU spetta solo se coesistono dimora abituale e residenza formale. La mancanza del dato anagrafico impedisce la qualificazione dell'immobile come abitazione principale, rendendo legittimo l'avviso di accertamento emesso dall'ente locale.
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