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D.L. 201/2011 — Anno 2023

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Altri anni per D.L. 201/2011

Deducibilità Costi Lavoro Interinale: Azienda Vince, Fisco Paga
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione sulla deducibilità costi lavoro interinale. Un'azienda aveva chiesto un rimborso IRES, sostenendo che l'IRAP pagata sui costi dei lavoratori somministrati fosse deducibile. L'Agenzia delle Entrate si era opposta. La Corte ha dato ragione all'azienda, stabilendo che i costi per il lavoro interinale rientrano a pieno titolo nelle 'spese per il personale'. Di conseguenza, l'IRAP versata su tali costi può essere dedotta dalla base imponibile IRES. La sentenza conferma un'interpretazione sostanziale del costo del lavoro, a prescindere dalla forma contrattuale. L'azienda ha quindi vinto la causa e ottenuto il diritto al rimborso.
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Vincolo pertinenziale IMU: il pozzo sul lotto sbagliato fa pagare
Una contribuente si oppone a degli avvisi di accertamento IMU, sostenendo che due terreni agricoli costituiscano pertinenza della sua abitazione principale. Il Comune contesta questa tesi, affermando che sui terreni in questione esiste solo un uliveto. La controversia ruota attorno alla localizzazione di alcuni manufatti (pozzo, forno) che proverebbero il legame funzionale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice precedente ha errato nel non verificare questo fatto decisivo. Non si può riconoscere il vincolo pertinenziale IMU se non si prova che le opere di servizio insistono esattamente sulle particelle oggetto di tassazione. La Corte ha quindi annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Esenzione IMU Coltivatore Diretto Pensionato: Stop della Cassazione
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'esenzione IMU per un coltivatore diretto pensionato. Un Comune aveva negato il beneficio fiscale a un contribuente, sostenendo che il suo reddito da pensione fosse prevalente rispetto a quello agricolo. Gli eredi del contribuente hanno fatto ricorso. La Suprema Corte, tuttavia, non ha emesso una decisione finale. Ha sospeso il giudizio con un'ordinanza interlocutoria, ritenendo la questione di particolare importanza e meritevole di una pronuncia chiarificatrice a livello nazionale. La spettanza dell'esenzione IMU per il coltivatore diretto pensionato resta quindi in attesa di una parola definitiva.
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Deducibilità IRAP dall’IRES: Rimborso Negato e Causa Rinviata
Un gruppo di società si è visto negare dall'Agenzia delle Entrate un rimborso IRES, richiesto a causa della mancata deduzione dell'IRAP versata. La questione sulla deducibilità IRAP dall'IRES è giunta in Cassazione. Tuttavia, i giudici non hanno deciso nel merito. Hanno emesso un'ordinanza interlocutoria, rilevando la presenza di un altro ricorso connesso. Per garantire coerenza ed economia processuale, la Corte ha disposto il rinvio della causa. Il caso verrà quindi trattato congiuntamente all'altro in una futura udienza, lasciando in sospeso la decisione sul rimborso.
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Riduzione IMU immobile inagibile: ospedale diroccato, tassa piena?
Un'Azienda Sanitaria si oppone a un avviso di accertamento IMU per un ex ospedale, sostenendo che l'edificio è inutilizzato e inagibile. I giudici tributari le riconoscono il diritto alla riduzione del 50% dell'imposta. Il Comune, però, non accetta la decisione e ricorre in Cassazione, insistendo per il pagamento dell'imposta intera. La Corte Suprema, preso atto che le parti hanno avviato trattative per un accordo, non emette una sentenza definitiva ma rinvia la decisione. Il caso solleva la questione centrale sulla corretta applicazione della riduzione IMU immobile inagibile, un tema di grande interesse per i proprietari di fabbricati in stato di degrado.
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Riduzione IMU immobile inagibile: scontro su ex ospedale, la Cassazione rinvia
Un'Azienda Sanitaria si è vista negare da un Comune la riduzione IMU immobile inagibile del 50% per un ex ospedale non utilizzato. I giudici tributari avevano inizialmente dato ragione all'Azienda, riconoscendo lo stato di inagibilità. Il Comune ha però impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte, tuttavia, non ha emesso un verdetto finale. Ha preso atto che le parti stavano trattando per un accordo e ha rinviato la causa, sospendendo di fatto il giudizio per consentire il perfezionamento della transazione. La questione sulla legittimità della riduzione IMU resta quindi in sospeso.
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Soggettività passiva IMU: paga l’ex in casa, non il proprietario
La Corte di Cassazione chiarisce la soggettività passiva IMU casa coniugale. A seguito della separazione, un immobile di proprietà di un coniuge viene assegnato all'altro. Dopo la morte del proprietario, i suoi eredi ricevono un avviso di accertamento IMU. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'assegnazione della casa da parte del giudice crea un diritto di abitazione in capo al coniuge assegnatario. Di conseguenza, è quest'ultimo l'unico soggetto tenuto a pagare l'IMU sull'intero immobile, anche se non ne è proprietario. Il proprietario (e per lui i suoi eredi) è completamente liberato dall'obbligo di pagamento. Gli eredi vincono quindi il ricorso e l'avviso di accertamento viene annullato.
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IMU Casa Coniugale Assegnata: Proprietario Paga per il 2012
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'IMU casa coniugale assegnata per l'annualità 2012. Gli eredi del proprietario di un immobile, concesso in uso gratuito e poi assegnato all'ex coniuge in sede di separazione, avevano ricevuto un avviso di accertamento IMU. Sostenevano che a pagare dovesse essere l'ex coniuge assegnatario. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: la legge che trasferisce l'obbligo di pagamento IMU dal proprietario al coniuge assegnatario è entrata in vigore nel 2012 e non ha effetto retroattivo. Di conseguenza, per l'anno 2012, il soggetto tenuto al pagamento resta il proprietario dell'immobile, non chi ci vive in virtù dell'assegnazione. Gli eredi sono stati quindi condannati a pagare l'imposta.
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IMU inagibili: l’autocertificazione non ferma i controlli del Comune
Una società chiede la riduzione IMU per immobili inagibili presentando una semplice autocertificazione. Il Comune nega il beneficio, sostenendo che il proprio regolamento richiede procedure più stringenti e che una verifica tecnica ha smentito lo stato di inagibilità. La Corte di Cassazione dà ragione al Comune. Stabilisce che l'autocertificazione non impedisce all'ente di effettuare controlli per verificare la reale condizione dell'immobile. I giudici dei gradi precedenti avevano sbagliato a ignorare la perizia tecnica del Comune, un fatto decisivo per la controversia. La sentenza chiarisce quindi i limiti del valore probatorio dell'autocertificazione nella richiesta di riduzione IMU immobili inagibili.
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Cumulabilità agevolazioni IMU: Storico e Inagibile, sconto al 75%
Una società proprietaria di un immobile di interesse storico e allo stesso tempo inagibile si è vista negare dal Comune la possibilità di sommare le due relative riduzioni IMU. La Corte di Cassazione ha invece stabilito un importante principio sulla cumulabilità agevolazioni IMU. I giudici hanno chiarito che le due riduzioni del 50% sono compatibili perché perseguono finalità diverse: una compensa gli oneri di manutenzione dei beni storici, l'altra riconosce la ridotta capacità contributiva di un bene inutilizzabile. Di conseguenza, la base imponibile va prima dimezzata per il valore storico e poi ulteriormente dimezzata per l'inagibilità, con un abbattimento totale del 75%. La società ha quindi vinto la causa.
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Appalto Rifiuti: il compenso è questione civile, non del TAR
Una società di gestione rifiuti contesta il compenso previsto da un Comune, che aveva rifiutato il suo piano finanziario approvandone uno differente. La società si rivolge al giudice amministrativo, ma la Corte di Cassazione chiarisce la corretta ripartizione della giurisdizione. La controversia non riguarda l'esercizio di un potere pubblico, ma la richiesta di un adeguamento del compenso contrattuale. Si tratta di una questione patrimoniale tra le parti, che rientra nella competenza del giudice ordinario civile. La delibera comunale è solo la conseguenza del disaccordo contrattuale e non un atto di potere autoritativo.
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Esenzione ICI abitazione principale: coniugi divisi, Cassazione dubita
Un Comune ha negato a una contribuente l'Esenzione ICI abitazione principale perché il coniuge risiedeva in un altro immobile. La Corte di Cassazione, pur riconoscendo che la legge sull'ICI richiedeva la residenza dell'intero nucleo familiare, ha preso atto di una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha eliminato questo requisito per l'IMU, un'imposta simile. A causa della rilevanza della questione e per evitare contrasti, la Corte non ha emesso una sentenza definitiva. Ha invece sospeso il giudizio e ha trasmesso il caso alle Sezioni Unite, il suo organo più autorevole, per stabilire una volta per tutte se il nuovo principio vale anche per l'ICI. Di conseguenza, l'esito della causa è sospeso.
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Esenzione ICI abitazione principale: coniugi con residenze diverse?
Un Contribuente si è visto negare l'esenzione ICI abitazione principale perché il coniuge risiedeva in un altro Comune. La Corte di Cassazione, analizzando il caso, ha preso atto di una recente e rivoluzionaria sentenza della Corte Costituzionale in materia di IMU (imposta simile all'ICI). Questa sentenza ha stabilito che per l'esenzione conta solo la residenza del proprietario, non quella dell'intero nucleo familiare. Data l'enorme importanza della questione e la necessità di allineare la vecchia normativa ICI ai nuovi principi costituzionali, la Corte ha deciso di non emettere un verdetto finale. Ha invece sospeso il giudizio e rimesso la causa alle Sezioni Unite, il suo massimo organo, per ottenere una pronuncia definitiva e vincolante.
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Riduzione IMU fabbricati inagibili: no sconto per manutenzione
La Corte di Cassazione ha negato la riduzione IMU fabbricati inagibili a dei proprietari che avevano eseguito lavori di manutenzione, seppur significativi, sul loro immobile. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: lo sconto fiscale del 50% spetta solo quando il degrado dell'edificio è così grave da richiedere un intervento di 'risanamento conservativo', ovvero un restauro complessivo. Semplici opere di manutenzione, come il ripristino di impianti o la riparazione parziale del tetto, non sono sufficienti per ottenere l'agevolazione, perché non indicano uno stato di fatiscenza strutturale irrecuperabile con normali interventi. La vittoria è andata al Comune, che aveva correttamente negato lo sconto.
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Tassazione Aree Portuali: il Comune riscuote se l’Autorità non c’è
Una società che gestisce ormeggi per imbarcazioni ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARES), sostenendo che la competenza fosse dell'Autorità Portuale. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla tassazione aree portuali: in assenza di una Autorità Portuale formalmente istituita in un determinato porto, la competenza per la gestione dei rifiuti e il conseguente potere di imporre la tassa ritornano al Comune. Di conseguenza, la Corte ha dato ragione al Comune, stabilendo che la società concessionaria è tenuta a pagare il tributo per le aree destinate all'ormeggio.
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Esenzione Tassa Rifiuti: l’Azienda non paga ma la Cassazione impone la quota fissa
Un'azienda di imbottigliamento, sostenendo di produrre solo rifiuti speciali (imballaggi secondari e terziari) e di smaltirli in autonomia, si opponeva a un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARES). La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sull'esenzione tassa rifiuti aree produttive. L'esenzione non può mai essere totale. La 'quota fissa' del tributo, che copre i costi generali del servizio, è sempre dovuta per l'intera superficie dell'opificio. L'esenzione può riguardare solo la 'quota variabile' della tassa e unicamente per le specifiche porzioni di superficie dove l'azienda dimostra di produrre 'esclusivamente' rifiuti speciali non assimilati a quelli urbani. L'onere di fornire questa prova dettagliata spetta all'azienda stessa. La sentenza precedente, che concedeva un'esenzione totale, è stata quindi annullata.
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Pensione anticipata per invalidità: diritto confermato, attesa imposta
Un lavoratore con un'invalidità dell'86% si era visto riconoscere il diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità senza l'applicazione del differimento di 12 mesi nel pagamento. L'Ente Previdenziale ha fatto ricorso, sostenendo che tale 'slittamento' dovesse applicarsi. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio importante: la norma che impone il differimento dei pagamenti pensionistici è di carattere generale e si applica a tutti, inclusi i titolari di pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, poiché questa categoria non rientra nelle specifiche eccezioni previste dalla legge. La precedente sentenza è stata quindi annullata.
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Castello per matrimoni: niente esenzione IMU immobili storici
Una società proprietaria di un castello di pregio storico chiedeva l'esenzione IMU immobili storici totale. All'interno dell'edificio, però, venivano organizzate attività commerciali come banchetti e matrimoni. La Corte di Cassazione ha negato l'esenzione totale, chiarendo che non è sufficiente il solo valore culturale del bene. Per ottenere il beneficio, l'immobile deve essere utilizzato esclusivamente per attività non commerciali da un ente che abbia la stessa natura. La Corte ha quindi confermato la decisione che riconosceva alla società solo la riduzione del 50% della base imponibile, prevista per tutti gli immobili di interesse storico, ma non l'esenzione completa. La società ha perso la causa.
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Multa Antitrust: valida anche con 2 membri, sanzione confermata
Un'azienda del settore elicotteristico, multata per oltre 2 milioni di euro dall'Autorità Antitrust per intese anticoncorrenziali, ha contestato la sanzione. Il motivo era un presunto vizio di forma: la decisione era stata presa da un collegio di soli due membri, anziché tre. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha respinto il ricorso, stabilendo la piena validità della delibera AGCM. I giudici hanno chiarito che, per gli organi amministrativi come l'Antitrust, la legge prevede la possibilità di operare con un numero ridotto di componenti in caso di assenza o impedimento del presidente. La maxi-sanzione è stata quindi confermata.
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Contratto d’Affitto Batte Danni Sisma: Esenzione IMU Negata
Una società immobiliare si è vista negare l'esenzione IMU sisma per l'anno 2015, nonostante i suoi fabbricati si trovassero in una zona colpita dal terremoto del 2012. La richiesta è stata respinta perché la stessa società aveva stipulato un contratto di affitto a fine 2014, dichiarando che gli immobili erano in 'perfette condizioni'. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale contratto costituisce una prova sufficiente (presunzione) della piena agibilità dei fabbricati, facendo venir meno il presupposto per l'esenzione. La società, non avendo fornito prove contrarie, ha perso il ricorso e dovrà pagare l'imposta.
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