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Art. 8 Convenzione EDU

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Critica politica: non è diffamazione se è rilevante
Una giornalista e il suo direttore, condannati per diffamazione a causa di un articolo su nomine nella TV pubblica, vengono assolti in via definitiva dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che l'articolo rientrava nel legittimo esercizio del diritto di critica politica, un tema di grande interesse pubblico, annullando la sentenza perché il fatto non costituisce reato.
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Impugnazione sequestro probatorio: limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che convalidava un sequestro di sostanze stupefacenti. La sentenza chiarisce che l'impugnazione sequestro probatorio non permette una censura autonoma della precedente perquisizione, il cui esame è consentito solo come valutazione strumentale alla legittimità del sequestro stesso, in base al principio di tassatività dei mezzi di impugnazione.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo acquistato da terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura reale, segue il bene e si applica a chiunque ne sia proprietario, indipendentemente dal suo coinvolgimento nell'abuso. Inoltre, il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, che in questo caso è stato ritenuto ottenuto in modo fraudolento per aggirare i limiti volumetrici. Il principio di proporzionalità non può giustificare la revoca definitiva della demolizione.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. Il caso riguardava un fabbricato frazionato in più unità, per le quali erano state presentate domande di condono fittizie da promissari acquirenti per aggirare i limiti volumetrici. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria di natura reale, che segue l'immobile e non la persona, e non può essere paralizzata da condoni illegittimi o dal principio di proporzionalità invocato da terzi acquirenti, la cui tutela risiede in azioni civili contro il venditore.
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Sequestro probatorio: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro probatorio a carico di un pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla violazione del principio di proporzionalità e sulla mancanza di una motivazione adeguata. Secondo la Corte, non è ammissibile un sequestro 'onnivoro' di dati informatici senza specificare le ragioni, i criteri di selezione e la pertinenza con i reati ipotizzati. La sentenza ribadisce la necessità di un controllo rigoroso da parte del giudice per tutelare i diritti fondamentali alla riservatezza.
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Frazionamento condono edilizio: limiti e conseguenze
La proprietaria di un immobile ottiene la revoca di un ordine di demolizione basandosi su un permesso di costruire in sanatoria. La Corte di Cassazione annulla tale provvedimento, giudicando la sanatoria illegittima a causa di un artificioso frazionamento del condono edilizio. La Corte ha stabilito che la presentazione di molteplici istanze per un unico edificio mirava a eludere i limiti volumetrici di legge. Viene inoltre chiarito che l'acquirente di un immobile abusivo non può invocare la buona fede, avendo il dovere di verificarne la conformità urbanistica.
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Chat criptate: onere della prova spetta alla difesa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La difesa contestava l'utilizzabilità delle chat criptate e l'identificazione dell'indagato. La Corte ha stabilito che l'onere di provare l'illegittimità dell'acquisizione delle chat spetta alla difesa e ha confermato la corretta identificazione basata su altri elementi, come il riconoscimento vocale.
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Espulsione sanzione alternativa: quando è legittima?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità di un provvedimento di espulsione sanzione alternativa. Un cittadino straniero, condannato a una pena residua inferiore a due anni, ha impugnato il decreto di espulsione sostenendo la presenza di legami familiari in Italia e la non considerazione della sua assenza di pericolosità sociale. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la pericolosità sociale non è un presupposto per questa misura. La decisione si basa invece su un bilanciamento di interessi, in cui i deboli legami familiari del ricorrente in Italia non sono stati ritenuti prevalenti rispetto ai requisiti di legge per l'espulsione, finalizzata a ridurre il sovraffollamento carcerario.
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Ordine di demolizione: validità e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che un ordine di demolizione derivante da una sentenza penale non è indeterminato se non riporta i dati catastali, poiché l'identificazione avviene nel processo. Inoltre, il principio di proporzionalità non può essere invocato per bloccare la demolizione quando il condannato ha avuto decenni (in questo caso dal 1992) per trovare una soluzione abitativa alternativa, dimostrando così la propria inerzia.
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Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.). La difesa contestava l'utilizzabilità delle chat criptate ottenute tramite Ordine di Indagine Europeo. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'acquisizione di tali prove, basandosi sul principio di presunzione di legittimità degli atti compiuti all'estero e sulla necessità di una valutazione complessiva degli indizi. La sentenza solidifica l'orientamento giurisprudenziale favorevole all'uso di comunicazioni criptate nei procedimenti penali.
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Espulsione dello straniero: la pericolosità sociale
Un cittadino straniero, con un lungo curriculum criminale e una recente condanna per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso contro il suo ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La Corte ha stabilito che la valutazione della persistente pericolosità sociale del soggetto, basata sulla sua storia criminale, sulla mancanza di ravvedimento, sulla debolezza dei legami familiari e sull'assenza di integrazione sociale, giustificava pienamente la misura dell'espulsione dello straniero, ritenendola proporzionata rispetto all'interesse pubblico alla sicurezza.
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Controllo giudiziario: la Cassazione annulla diniego
La Corte di Cassazione ha annullato il decreto della Corte d'Appello che negava a un'impresa l'applicazione del controllo giudiziario. La decisione è stata motivata da vizi di motivazione, in particolare per non aver correttamente valutato precedenti sentenze favorevoli all'imprenditore, inclusa una che escludeva l'aggravante di agevolazione mafiosa. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve esaminare i punti della decisione impugnata e non limitarsi alle argomentazioni difensive, garantendo una valutazione completa e non contraddittoria.
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Ordine di demolizione: illegittimo il condono frazionato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La revoca era basata su un permesso in sanatoria (condono) ottenuto tramite un frazionamento artificioso dell'edificio in più unità, con istanze presentate da finti promissari acquirenti per eludere i limiti volumetrici di legge. La Suprema Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione, avendo natura reale e ripristinatoria, non può essere annullato da un condono palesemente illegittimo. Il giudice dell'esecuzione ha il potere e il dovere di verificare la legittimità sostanziale del titolo in sanatoria, inclusa la genuinità delle istanze e il rispetto dei limiti normativi, non potendosi fermare a un controllo meramente formale.
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Accertamento bancario: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11534/2025, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un accertamento bancario. La Corte ha ribadito che i versamenti su conto corrente si presumono reddito, e spetta al contribuente fornire una prova contraria rigorosa e credibile. Dichiarazioni di terzi generiche e non riscontrabili non sono sufficienti. È stato inoltre confermato che la violazione del contraddittorio preventivo invalida l'atto solo se il contribuente dimostra, con una 'prova di resistenza', quali argomenti concreti avrebbe potuto far valere.
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Impresa familiare convivente: la svolta storica
Una donna che ha lavorato per anni nell'azienda agricola del suo partner si è vista negare i diritti previsti per l'impresa familiare convivente perché non erano sposati. A seguito di un intervento decisivo della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la norma restrittiva, la Corte di Cassazione ha annullato le decisioni precedenti. Il caso torna ora alla Corte d'Appello, che dovrà riconoscere alla convivente lo status di 'familiare', stabilendo un precedente fondamentale per le coppie di fatto.
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Accesso Fiscale: serve il giudice? La Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un ricorso riguardante un accertamento fiscale. Il caso verte sulla legittimità di un accesso fiscale nei locali di un'azienda, autorizzato solo da un organo amministrativo e non da un giudice. La Corte ha ritenuto necessario attendere le osservazioni delle parti sulla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), che ha messo in discussione la conformità della normativa italiana in materia di accesso fiscale con i diritti fondamentali.
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Doppia conformità: no sanatoria per abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un ordine di demolizione per un grave abuso edilizio. La Corte ha ribadito la necessità del requisito della doppia conformità, ovvero la conformità dell'opera alle norme urbanistiche sia al momento della sua realizzazione che al momento della richiesta di sanatoria. È stata inoltre esclusa l'applicazione retroattiva del cosiddetto "decreto salva-casa", poiché la nuova normativa non può sanare abusi realizzati in totale assenza di titolo autorizzativo.
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Notifica Ricorso Espulsione: la Guida della Cassazione
In un caso di impugnazione di un decreto di espulsione, la Corte di Cassazione ha affrontato una questione preliminare cruciale sulla notifica ricorso espulsione. Stabilisce che se nelle fasi di merito la Prefettura non era rappresentata dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso deve essere notificato direttamente all'ufficio del Prefetto. Una notifica errata all'Avvocatura è considerata nulla, ma sanabile, e la Corte ha disposto il rinnovo della notificazione, rinviando la decisione sul merito.
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Permesso di soggiorno fratello: coabitazione essenziale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione, stabilendo un principio fondamentale: per ottenere il permesso di soggiorno per il fratello di un cittadino italiano, è indispensabile dimostrare una coabitazione effettiva e stabile. Il semplice legame di parentela, anche se volto a sostenere il nucleo familiare, non è sufficiente a impedire l'allontanamento dal territorio nazionale se manca la prova della convivenza sotto lo stesso tetto.
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Domanda di asilo: competenza del giudice di pace
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12443/2025, ha chiarito la procedura di convalida del trattenimento di un cittadino straniero che presenta una domanda di asilo. La Corte ha stabilito che il Giudice di Pace rimane competente a convalidare il trattenimento iniziale basato sull'irregolarità del soggiorno. La successiva domanda di asilo non annulla questo provvedimento, ma avvia un nuovo procedimento per un diverso titolo di trattenimento, la cui convalida spetta al Tribunale ordinario.
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