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Art. 8 Convenzione EDU

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Adozione mite: la Cassazione salva il legame coi nonni
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di adottabilità, sottolineando l'importanza del legame con i nonni e criticando le valutazioni superficiali dei servizi sociali. Il caso riguarda una nonna che si opponeva all'adozione del nipote, i cui genitori erano tossicodipendenti. La Corte ha stabilito che prima di dichiarare l'adottabilità, misura considerata *extrema ratio*, è necessario un attento e attuale monitoraggio della capacità dei parenti, come la nonna, di accudire il minore, anche con il supporto di interventi esterni, valutando anche l'ipotesi di un'adozione mite.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45425/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due privati contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. I ricorrenti avevano invocato il principio di proporzionalità, date le loro precarie condizioni socio-economiche, e sollevato varie eccezioni procedurali. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e deve essere bilanciato con l'interesse pubblico alla tutela del territorio. Ha inoltre chiarito che l'ordine di demolizione non è una sanzione penale e quindi non è soggetto a prescrizione, ma una misura ripristinatoria dello stato dei luoghi, la cui esecuzione rimane a carico del responsabile dell'abuso anche dopo l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale.
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Mandato di Arresto Europeo: la Cassazione decide
Un cittadino nigeriano, residente in Italia, ha presentato ricorso contro la sua consegna alla Slovenia in base a un Mandato di Arresto Europeo per falsificazione di passaporto. L'imputato ha lamentato la violazione dei diritti di difesa e ha invocato il suo stabile radicamento in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che i giudici italiani non possono riesaminare le decisioni cautelari straniere e che la prova del radicamento territoriale deve essere specifica e non generica per poter bloccare la consegna.
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Mandato di Arresto Europeo: limiti e proporzionalità
Una cittadina croata, arrestata in Italia, ha contestato la sua consegna alla Germania in base a un mandato di arresto europeo per furto aggravato, sostenendo una violazione del principio di proporzionalità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'autorità italiana non può riesaminare le prove di colpevolezza. La Corte ha inoltre stabilito che un mandato basato su un provvedimento coercitivo per esigenze processuali è legittimo e proporzionato, a differenza di un mandato utilizzato per scopi puramente investigativi.
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Misure di sicurezza: espulsione sostituita con libertà
Un uomo, originariamente soggetto alla misura di sicurezza dell'espulsione, ha visto la sanzione sostituita con la libertà vigilata dal Tribunale di Sorveglianza. Ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo l'incompatibilità tra le due misure. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che il sistema delle misure di sicurezza è flessibile e consente modifiche basate sulla proporzionalità e sull'evoluzione della pericolosità sociale del soggetto. La sostituzione è stata ritenuta corretta in quanto bilanciava una residua pericolosità con il diritto alla vita familiare.
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Ricorso inammissibile: no Cassazione per ordini provvisori
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro l'ordinanza provvisoria di un Magistrato di Sorveglianza. Il provvedimento, che negava la detenzione domiciliare provvisoria, ha natura interinale e non è impugnabile direttamente in Cassazione, ma solo dopo la decisione definitiva del Tribunale di Sorveglianza.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e sanzioni pecuniarie
Una proprietaria di immobile ha impugnato un'ordinanza che negava la revoca di una demolizione. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro, in applicazione delle norme procedurali che sanzionano l'inammissibilità derivante da un atto di rinuncia.
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Prove dall’estero: la Cassazione su Sky Ecc e OIE
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45843/2024, ha rigettato il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti, confermando la piena utilizzabilità delle chat criptate ottenute dalla Francia. Il caso verteva sull'acquisizione di prove dall'estero tramite Ordine di Indagine Europeo (OIE). La Corte ha ribadito che tali prove, già in possesso dell'autorità estera, possono essere acquisite e utilizzate nel processo italiano secondo le regole sulla circolazione probatoria (art. 270 c.p.p.), applicando il principio del mutuo riconoscimento e la presunzione di rispetto dei diritti fondamentali da parte degli altri Stati membri.
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Incompatibilità del giudice: no nell’esecuzione penale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sgombero di un immobile sequestrato in un procedimento di prevenzione. La ricorrente lamentava l'incompatibilità del giudice che, dopo aver emesso il provvedimento iniziale, aveva deciso anche sull'opposizione. La Corte ha stabilito che l'incidente di esecuzione non costituisce una fase diversa del processo, ma un segmento dello stesso procedimento unitario, escludendo quindi l'incompatibilità. È stato anche respinto il motivo basato sulla violazione del diritto alla vita familiare (art. 8 CEDU), in quanto non è un diritto assoluto e la ricorrente non ha provato la necessità abitativa.
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Vincoli familiari espulsione: la sostanza vince forma
Un cittadino straniero, destinatario di un decreto di espulsione per permesso di soggiorno scaduto, ha impugnato il provvedimento facendo valere i suoi legami familiari e sociali in Italia. Il Giudice di Pace aveva respinto il ricorso per la mancanza di un certificato di matrimonio formalmente autenticato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale sui vincoli familiari nell'espulsione: il giudice deve valutare l'effettiva esistenza di un legame affettivo e di una comunanza di vita, a prescindere dalla validità formale dei documenti. La sostanza del rapporto prevale sulla forma, imponendo una valutazione completa della situazione personale e dell'integrazione sociale dello straniero.
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Curatore speciale: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso di adozione 'mite', la Corte di Cassazione ha rilevato la mancata nomina di un curatore speciale per il minore, figura essenziale in presenza di un conflitto di interessi con i genitori. Questo vizio procedurale ha portato la Corte a sollevare una questione di massima importanza. A causa di un contrasto giurisprudenziale interno su quale giudice (primo grado o appello) debba riconsiderare il caso dopo la cassazione, la Prima Sezione Civile ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto uniforme.
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Condono edilizio: la Cassazione e le istanze separate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. I ricorrenti avevano presentato istanze separate di condono edilizio per singole porzioni di un unico immobile abusivo, nel tentativo di eludere i limiti volumetrici previsti dalla legge. La Corte ha stabilito che tale pratica costituisce un'elusione fraudolenta e ha ribadito che la legittimazione a richiedere la sanatoria spetta solo a chi detiene un interesse giuridicamente qualificato sull'immobile, non un mero interesse di fatto.
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Incidente di esecuzione: inammissibile il ricorso vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un'ordinanza di demolizione. Il motivo è che la violazione del principio di proporzionalità, legata alle condizioni di salute, non era stata adeguatamente sollevata e provata durante l'incidente di esecuzione di primo grado. La Corte ha ribadito che nel giudizio di legittimità non si possono introdurre nuove questioni di fatto.
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Acquisizione codice IMEI: Cassazione conferma legalità
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di diversi imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il punto legale cruciale riguarda l'acquisizione del codice IMEI dei telefoni cellulari. La Corte ha confermato che questa attività, finalizzata a identificare il dispositivo e non le comunicazioni, non richiede una preventiva autorizzazione giudiziaria, rendendo legittime le intercettazioni successive. È stata inoltre confermata l'esistenza di una strutturata organizzazione criminale sulla base delle prove raccolte.
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Diritto di cronaca: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta diffamazione a mezzo stampa, originato da articoli pubblicati su un noto quotidiano. Il ricorrente, dopo aver visto la sua richiesta di risarcimento respinta in Appello, ha adito la Suprema Corte. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge. La decisione sottolinea come il dibattito sui limiti del diritto di cronaca non possa trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito.
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Gravi indizi di colpevolezza: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un omicidio risalente al 2000. La decisione si fonda sulla valutazione errata dei gravi indizi di colpevolezza, in particolare sulla testimonianza chiave della figlia della vittima, ritenuta dalla Corte non adeguatamente vagliata e riscontrata dal Tribunale del riesame. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Controlli difensivi: quando sono legittimi? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento di una dipendente di un'azienda di moda, accusata di furto. La decisione si basa sull'inutilizzabilità delle prove raccolte tramite controlli difensivi, quali video di sorveglianza e indagini private di un collega, attivati in assenza di un 'fondato sospetto'. La Corte ha ribadito che spetta al datore di lavoro l'onere di provare la legittimità di tali controlli e la giusta causa del licenziamento, onere non assolto nel caso di specie.
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Concorso spaccio stupefacenti: la guida e il silenzio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per concorso in spaccio di stupefacenti. La sua condotta di guida durante un inseguimento, il fermarsi solo dopo che il complice si era liberato della droga e il rifiuto di fornire il PIN del cellulare sono stati ritenuti indizi sufficienti a provare la sua piena partecipazione al reato. La Corte ha ribadito che non può riesaminare i fatti e che la disparità di trattamento con un correo giudicato separatamente non costituisce, di per sé, un vizio di motivazione.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata decisiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un decreto di espulsione straniero. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare la situazione personale, familiare e sociale del cittadino straniero in Italia, anche in pendenza di un ricorso per protezione speciale. L'omessa valutazione di questi elementi, come i legami familiari e il radicamento sociale, rende illegittimo il provvedimento, che deve essere riesaminato alla luce del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
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Decreto di espulsione nullo senza informativa
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione emesso nei confronti di un cittadino straniero entrato irregolarmente in Italia. La decisione si fonda sulla mancata fornitura, da parte delle autorità, della prescritta e completa informativa sul diritto di presentare domanda di protezione internazionale. Secondo la Corte, questa omissione costituisce un vizio insanabile che comporta la nullità del provvedimento espulsivo, a prescindere dal fatto che l'interessato avesse o meno manifestato l'intenzione di chiedere asilo.
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