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Art. 8 Convenzione EDU

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Sequestro cellulare: limiti e restituzione dei dati
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro cellulare, giudicandolo illegittimo perché eccessivamente esteso e privo di adeguata motivazione. La sentenza stabilisce che, anche dopo la restituzione del dispositivo, l'interessato ha diritto a contestare la detenzione di una copia forense integrale dei suoi dati. Il sequestro di dati informatici deve rispettare il principio di proporzionalità, limitando l'acquisizione alle sole informazioni pertinenti all'indagine o specificando chiaramente i criteri di selezione, cosa non avvenuta nel caso di specie. Di conseguenza, è stata ordinata l'immediata restituzione della copia dei dati.
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Querela del singolo condomino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violazione di domicilio a carico di un soggetto introdottosi nell'autorimessa di un condominio. La sentenza stabilisce che la querela del singolo condomino è pienamente valida per perseguire reati commessi nelle parti comuni, poiché ogni condomino è persona offesa e titolare del diritto di tutelare il bene comune. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle pene sostitutive basato sui precedenti penali dell'imputato.
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Ordine Indagine Europeo: Prove Estere e Difesa
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato in custodia cautelare per favoreggiamento, la cui accusa si basava su chat criptate ottenute dalla Francia tramite un Ordine Indagine Europeo. La difesa contestava la legittimità dell'acquisizione originaria delle prove e la violazione del diritto di difesa. La Corte ha ribadito la piena utilizzabilità delle prove, fondandosi sul principio della presunzione di legittimità degli atti giudiziari esteri e sul fatto che spetta alla difesa l'onere di provare una concreta violazione dei diritti fondamentali, non essendo sufficiente una generica contestazione.
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Rimedio ex art. 628-bis cpp: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al nuovo rimedio ex art. 628-bis cpp. Un condannato all'ergastolo, a seguito di una pronuncia della Corte EDU che riconosceva la violazione del suo diritto alla corrispondenza (art. 8 e 13 CEDU), ha chiesto la revisione della sua pena. Sosteneva che tale violazione gli avesse impedito di accedere al rito abbreviato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che non è sufficiente una violazione convenzionale per ottenere una revisione. È necessario dimostrare una "incidenza effettiva e concreta" della violazione sull'esito del processo, un nesso causale che il ricorrente non è riuscito a provare in modo specifico.
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Espulsione straniero: legami familiari e decisione
Un cittadino straniero, condannato e destinatario di un'ordinanza di espulsione come misura alternativa alla detenzione, ha impugnato il provvedimento sostenendo la violazione del suo diritto all'unità familiare, data la presenza di un padre di nazionalità italiana. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la semplice esistenza di un vincolo di parentela non è sufficiente a bloccare l'espulsione straniero. È indispensabile dimostrare l'effettività del legame, che nel caso di specie mancava, non essendo mai stati provati contatti o relazioni significative. La Corte ha quindi confermato la legittimità dell'espulsione, sottolineando l'assenza di un reale inserimento sociale e familiare del ricorrente in Italia.
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Ordine di demolizione: legittimità e terzi acquirenti
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che aveva revocato un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Suprema Corte stabilisce che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, specie se ottenuto con un frazionamento fraudolento delle domande per eludere i limiti volumetrici. L'ordine di demolizione, avendo natura reale e ripristinatoria, si applica anche al terzo acquirente, indipendentemente dalla sua buona fede.
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Ordine di demolizione: legittimità e terzi acquirenti
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice che aveva revocato un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura "reale", cioè segue l'immobile anche se venduto a terzi, e che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del condono edilizio presentato. In questo caso, il condono è stato ritenuto illegittimo perché basato su un frazionamento artificioso dell'edificio finalizzato a eludere i limiti volumetrici di legge, rendendo la revoca della demolizione infondata.
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Licenziamento disciplinare: quando è sproporzionato?
La Corte di Cassazione conferma la decisione di illegittimità di un licenziamento disciplinare inflitto a un dipendente di banca. Il caso riguardava infedeli dichiarazioni su rimborsi chilometrici e la percezione indebita di un'indennità per il domicilio. La Corte ha ritenuto la sanzione espulsiva sproporzionata rispetto alla reale gravità dei fatti, evidenziando come episodi circoscritti e di modesta entità, a fronte di una lunga carriera senza rilievi, non giustifichino la massima sanzione.
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Deposito incontrollato di rifiuti: la Cassazione decide
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per deposito incontrollato di rifiuti. Confermato che la responsabilità del legale rappresentante sussiste anche per omessa vigilanza sui dipendenti e che le prove raccolte, anche con ingresso non autorizzato, sono valide. Rigettata l'applicazione della particolare tenuità del fatto per la gravità della condotta.
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Mandato d’arresto europeo e diritto di difesa: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello che autorizzava la consegna di un cittadino italiano alla Germania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La decisione è stata motivata dalla violazione del diritto di difesa, poiché alla difesa non era stato concesso un rinvio dell'udienza nonostante la tardiva ricezione degli atti necessari per preparare una difesa adeguata. La Suprema Corte ha ribadito che le garanzie procedurali previste dall'art. 127 c.p.p. si applicano pienamente anche nei procedimenti di consegna davanti alla Corte d'Appello.
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Colloqui detenuti 4-bis: no al regime più favorevole
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto condannato per reati ostativi (art. 4-bis Ord. pen.) che, a seguito della revoca del regime speciale del 41-bis, chiedeva di beneficiare di un regime di visite più favorevole. La Suprema Corte ha stabilito che la disciplina applicabile è quella, più restrittiva, prevista per i **colloqui detenuti 4-bis**, e non quella per i detenuti comuni. Il passaggio dal 41-bis al regime ordinario per reati ostativi non costituisce una 'regressione trattamentale' che giustifichi l'applicazione di norme pregresse più vantaggiose.
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Espulsione straniero: quando i legami familiari contano?
Un cittadino straniero, detenuto, ha impugnato il provvedimento di espulsione come misura alternativa alla detenzione, sostenendo che i suoi legami in Italia (un cugino) fossero più significativi di quelli nel suo Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'espulsione dello straniero. I giudici hanno ritenuto che la valutazione del Tribunale di Sorveglianza fosse corretta, poiché la presenza delle figlie nel Paese d'origine e la lontananza del grado di parentela con il cugino in Italia non configuravano una violazione del diritto alla vita privata e familiare del ricorrente.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla espulsione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di Pace che confermava un'espulsione, a causa di una motivazione apparente. Il giudice di merito aveva utilizzato una formula generica senza analizzare la specifica situazione personale e familiare dello straniero, violando il diritto a un provvedimento motivato. La Cassazione ha stabilito che il mancato esame del diritto alla vita privata e familiare rende la decisione nulla, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Informativa protezione internazionale: obbligo nullo
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento nei confronti di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata e provata informativa sulla protezione internazionale costituisce una violazione fondamentale che invalida l'atto. Secondo la Corte, l'obbligo dello Stato di informare adeguatamente il migrante sulla possibilità di richiedere asilo è inderogabile e non può essere superato dalla dichiarazione dello straniero di essere entrato in Italia per motivi di lavoro.
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Ordine di demolizione: vale anche per il terzo acquirente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di demolizione per un immobile abusivo si applica anche al terzo acquirente, anche se in buona fede. Il principio di proporzionalità non può essere invocato per bloccare la demolizione di una parte non essenziale dell'abitazione, come un terrazzo, poiché prevale l'esigenza di ripristinare la legalità urbanistica.
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Ordine di demolizione: legittimità e buona fede
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo. Il tribunale aveva basato la sua scelta su un condono edilizio successivo e sulla buona fede dell'acquirente finale. La Suprema Corte ha però stabilito che il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto verificare la legittimità del condono, ottenuto tramite un artificioso frazionamento dell'immobile, riaffermando che l'ordine di demolizione è un atto obbligatorio e non può essere eluso facilmente.
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Ordine di demolizione: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il caso riguardava un grande edificio frazionato artificiosamente per ottenere un condono edilizio. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è un atto dovuto e non può essere annullato invocando il principio di proporzionalità o la buona fede dell'acquirente, specialmente quando il titolo di sanatoria è palesemente illegittimo e basato su un frazionamento fraudolento volto a eludere i limiti volumetrici imposti dalla legge.
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Trasferimento detenuto: quando è legittimo?
Un detenuto in regime di alta sicurezza contesta il suo allontanamento dalla famiglia. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso sul trasferimento detenuto, ribadendo che la scelta dell'istituto spetta all'Amministrazione Penitenziaria per esigenze di ordine e sicurezza, a meno che non si violi un diritto soggettivo specifico.
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Immutabilità del giudice: nullità senza rinnovo
Una sentenza di primo grado, annullata in appello per un cambio nella composizione del collegio giudicante durante la discussione finale, viene esaminata dalla Cassazione. La Suprema Corte conferma che tale mutamento viola il principio di immutabilità del giudice, causando la nullità assoluta della decisione, poiché l'intero dibattimento, comprese le argomentazioni conclusive, deve svolgersi davanti agli stessi giudici che emettono la sentenza.
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Espulsione straniero: quando è legittima per reati?
Un cittadino straniero, condannato per spaccio di eroina, ha impugnato la sentenza che ne disponeva l'espulsione dal territorio nazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità della misura dell'espulsione straniero. Secondo la Corte, la pericolosità sociale dell'imputato era stata correttamente valutata sulla base della gravità del reato e dei precedenti. Inoltre, la difesa non ha fornito elementi concreti sui legami familiari o sociali dell'imputato, necessari per un bilanciamento tra la sicurezza pubblica e il suo interesse a rimanere in Italia.
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