LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 8 Convenzione EDU

Pagina 12 di 31

Avviso orale: cellulare sempre ammesso
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna di un soggetto accusato di aver violato le prescrizioni di un avviso orale. L'imputato era stato trovato in possesso di un telefono cellulare nonostante il divieto del Questore. Tuttavia, a seguito della sentenza n. 2/2023 della Corte Costituzionale, tale divieto è stato dichiarato illegittimo. Di conseguenza, la condotta non integra più il reato contestato, portando all'assoluzione piena perché il fatto non sussiste.
Continua »
Demolizione immobile abusivo: i limiti della sanatoria
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione immobile abusivo relativo alla trasformazione di un sottotetto in mansarda abitabile. Nonostante la ricorrente avesse ottenuto un permesso di costruire in sanatoria dal Comune, i giudici hanno rilevato l'assenza dell'autorizzazione sismica preventiva, elemento che invalida il requisito della doppia conformità necessario per la regolarizzazione. La sentenza ribadisce inoltre che il diritto all'abitazione non è assoluto e non può impedire la demolizione se non supportato da prove documentali specifiche sulla sproporzione del provvedimento rispetto alle condizioni economiche e abitative del soggetto interessato.
Continua »
Ordine di demolizione: ricorso e proprietà comunale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso contro un ordine di demolizione relativo a un immobile già acquisito al patrimonio comunale. Poiché l'ente locale non ha deliberato il mantenimento dell'opera per prevalenti interessi pubblici, i condannati non hanno più alcun interesse giuridico a richiedere la revoca o la sospensione dell'abbattimento. La sentenza ribadisce che, una volta avvenuta l'acquisizione gratuita, la demolizione rappresenta l'unico esito obbligato del procedimento sanzionatorio, rendendo irrilevanti le contestazioni basate sul diritto al domicilio o su nuove varianti urbanistiche.
Continua »
Mandato di arresto europeo e residenza in Italia
La Corte di Cassazione ha confermato la consegna di un cittadino straniero alle autorità del suo Paese d'origine in esecuzione di un Mandato di arresto europeo. Il ricorrente, condannato per furto e guida con documenti falsi, chiedeva di scontare la pena in Italia invocando il radicamento territoriale. Tuttavia, la Corte ha rilevato l'assenza del requisito della stabile dimora quinquennale, poiché l'interessato risultava irreperibile per lunghi periodi e i legami familiari in Italia erano solo recenti. La decisione ribadisce che il rifiuto della consegna richiede una prova rigorosa della permanenza effettiva e continuativa nello Stato.
Continua »
Unione civile: la convivenza conta per l’assegno
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che, in caso di scioglimento di un'**unione civile**, il giudice deve considerare anche il periodo di convivenza di fatto precedente alla formalizzazione del legame. La controversia riguardava una donna che aveva rinunciato a opportunità lavorative per trasferirsi dalla compagna prima del 2016. La Corte ha chiarito che la durata del rapporto non si limita al solo vincolo formale, ma include la stabilità affettiva pregressa, garantendo così la funzione compensativa dell'assegno e rispettando i principi di non discriminazione sanciti dalla CEDU.
Continua »
41-bis: colloqui telefonici tra familiari detenuti
La Corte di Cassazione ha confermato il legittimo diniego ai colloqui telefonici tra due fratelli, entrambi sottoposti al regime del 41-bis. La decisione si fonda sulla necessità di prevenire comunicazioni tra esponenti apicali di organizzazioni criminali, specialmente quando sussistono aggravanti mafiose pendenti. Sebbene il diritto ai legami familiari sia tutelato, le esigenze di sicurezza nazionale e la prevenzione di messaggi verso l'esterno giustificano restrizioni proporzionate, validate dal controllo giurisdizionale.
Continua »
Legami familiari e stop all’espulsione stranieri
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione emesso contro un cittadino straniero, evidenziando l'omessa valutazione dei legami familiari consolidati in Italia. Il ricorrente aveva documentato una convivenza di fatto con una cittadina italiana, formalizzata ai sensi della Legge 76/2016. Il Giudice di Pace aveva erroneamente ritenuto che solo il matrimonio o la parentela entro il secondo grado potessero bloccare l'espulsione. La Suprema Corte ha invece chiarito che la nozione di famiglia, protetta dall'Art. 8 CEDU, include le unioni civili e le convivenze stabili, rendendo tali legami familiari un fattore determinante per la permanenza nel territorio nazionale.
Continua »
Continuità affettiva: limiti e diritti dei terzi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento del diritto alla continuità affettiva con un minore di cui si era preso cura 'di fatto'. Il ricorrente aveva ospitato il bambino durante periodi di crisi della famiglia adottiva, ma la madre aveva successivamente interrotto i rapporti. La Suprema Corte ha chiarito che la legge n. 173/2015 tutela il diritto del minore e non conferisce ai terzi, privi di un formale provvedimento di affidamento, il potere di agire direttamente in giudizio per ottenere il diritto di visita. La tutela di tali legami è affidata esclusivamente alla sollecitazione del Pubblico Ministero.
Continua »
Abuso edilizio: quando la demolizione è legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un ordine di demolizione relativo a un immobile oggetto di abuso edilizio. Il ricorrente aveva richiesto la revoca del provvedimento invocando il principio di proporzionalità, sostenendo che l'immobile fosse la sua unica abitazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché il soggetto non ha fornito prove concrete circa la sua indigenza o l'impossibilità di reperire un altro alloggio, limitandosi a contestazioni generiche senza documentare la propria situazione economica e patrimoniale.
Continua »
Pericolosità sociale e revoca dell’espulsione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione basato sulla presunta pericolosità sociale. Il ricorrente era stato condannato in passato per reati legati agli stupefacenti, ma la Suprema Corte ha stabilito che il giudizio sulla pericolosità sociale non può fondarsi esclusivamente su precedenti penali o sulla mancanza di lavoro. La decisione sottolinea che tale valutazione deve essere concreta, attuale e deve tenere conto dell'inserimento sociale e dei legami familiari dell'interessato, annullando il provvedimento del Giudice di Pace per carenza di motivazione.
Continua »
Demolizione manufatto abusivo: guida al condono
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione manufatto abusivo ereditato dalla ricorrente, respingendo la richiesta di sospensione basata su un'istanza di condono pendente. La Corte ha chiarito che, trattandosi di un abuso non minore situato in zona vincolata, la sanatoria prevista dalla L. 326/2003 non è applicabile. Inoltre, le doglianze relative alla situazione economica e personale sono state ritenute generiche e già oggetto di precedenti valutazioni definitive, rendendo il ricorso inammissibile.
Continua »
Ordine di demolizione e tutela della salute del minore
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione di un immobile abusivo, respingendo il ricorso di un cittadino che invocava la tutela della salute del figlio minore affetto da gravi patologie. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è legittimo se il diritto alla salute può essere garantito in una diversa abitazione idonea. Il provvedimento sottolinea che il lungo tempo trascorso dal giudicato (oltre 17 anni) è imputabile al ricorrente, il quale disponeva inoltre di risorse economiche sufficienti per trovare una soluzione abitativa alternativa e salubre per il proprio nucleo familiare.
Continua »
Responsabilità medica ginecologica: il risarcimento
Il Tribunale ha accertato la responsabilità medica ginecologica di una specialista che non ha prescritto accertamenti necessari a fronte di esami delle urine anomali. Tale omissione ha causato un'infezione non trattata, portando al parto prematuro e alla morte del neonato. Il giudice ha riconosciuto il danno da perdita del rapporto parentale applicando le tabelle milanesi.
Continua »
Espulsione dello straniero: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti e la conseguente misura dell'espulsione dello straniero. Il ricorrente contestava il diniego delle attenuanti generiche e della collaborazione attiva, ma i giudici hanno ritenuto le sue dichiarazioni troppo generiche per essere utili alle indagini. La pericolosità sociale, presupposto per l'espulsione dello straniero, è stata confermata dai precedenti penali, dall'uso di identità fittizie e dal possesso di armi, nonostante la presenza di un permesso di soggiorno.
Continua »
Sequestro probatorio: regole su dati e dispositivi
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della legittimità del **Sequestro probatorio** applicato a dispositivi informatici in un'indagine per corruzione. Il Tribunale del Riesame aveva inizialmente annullato il sequestro di smartphone e PC, ritenendo sproporzionato l'arco temporale dei dati acquisiti (cinque anni) rispetto al periodo dei reati contestati (due anni). La Suprema Corte ha ribaltato tale decisione, stabilendo che la motivazione fornita dal Pubblico Ministero tramite rinvio ad atti precedenti era sufficiente. La complessità del sistema illecito ipotizzato giustifica un'analisi estesa all'intero mandato amministrativo dell'indagato, rendendo la misura proporzionata agli obiettivi della prova.
Continua »
Sequestro cellulare: stop ai controlli a tappeto della Procura
La Corte di Cassazione affronta il tema del sequestro probatorio di dispositivi informatici. Un cittadino, vittima di minacce tramite un'app di messaggistica, subisce il sequestro di quattro telefoni. La difesa contesta l'eccessiva ampiezza del provvedimento. La Cassazione conferma la decisione del Tribunale del Riesame: il sequestro è valido, ma deve essere strettamente limitato ai soli dati pertinenti all'indagine, in questo caso i messaggi sull'app specifica. Viene così ribadito il principio di proporzionalità, che vieta sequestri 'a strascico' e indiscriminati dell'intero contenuto di smartphone e computer, proteggendo la privacy del cittadino da ingerenze non necessarie.
Continua »
Stalking tecnologico: condannato per controllo GPS, non per minacce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per stalking tecnologico nei confronti di un uomo che perseguitava l'ex partner tramite GPS e spyware. I giudici hanno stabilito che l'uso invasivo della tecnologia per monitorare costantemente i movimenti e la vita privata di una persona è sufficiente a integrare il reato di atti persecutori. Questa forma di controllo, anche senza minacce dirette o contatti fisici, è di per sé idonea a provocare un grave stato di ansia e paura nella vittima, costringendola a modificare le proprie abitudini. La sentenza chiarisce che la persecuzione digitale ha la stessa gravità di quella tradizionale.
Continua »
Ordine di Demolizione: No alla Sospensione per la Casa Abusiva
Una figlia si oppone all'ordine di demolizione di un immobile abusivo, costruito dalla madre e divenuto la sua unica abitazione. Sostiene che la misura sia sproporzionata. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso. I giudici hanno stabilito che l'ordine di demolizione immobile abusivo è legittimo e deve essere eseguito. La lunga consapevolezza dell'illecito da parte della figlia, informata da decenni, esclude la possibilità di invocare il principio di proporzionalità. Il diritto all'abitazione non può prevalere sulla necessità di ripristinare la legalità violata, soprattutto a fronte di una prolungata inerzia. La demolizione è confermata.
Continua »
Inutilizzabilità prove fiscali e tutele CEDU
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un legale rappresentante per evasione IVA derivante dall'uso indebito del regime del margine. La difesa sosteneva l'inutilizzabilità dei verbali di constatazione fiscale, invocando una recente sentenza della Corte EDU che censurava la normativa italiana sugli accessi ispettivi per violazione della privacy. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che le nuove garanzie introdotte dal legislatore nel 2025 non invalidano retroattivamente gli atti compiuti legittimamente sotto la disciplina previgente.
Continua »
Intercettazioni: il diritto alla distruzione dei dati
Un soggetto terzo, estraneo a un procedimento penale conclusosi con sentenza irrevocabile, ha impugnato il rigetto della richiesta di distruzione delle intercettazioni che lo riguardavano. Il ricorrente ha eccepito l'inutilizzabilità delle captazioni poiché eseguite oltre i termini massimi delle indagini preliminari e ha lamentato la lesione della propria privacy. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, rilevando che il giudice di merito non ha adeguatamente motivato la necessità di conservare i dati sensibili di un soggetto estraneo a fronte di un processo ormai definito, specialmente in presenza di dubbi sulla tempestività della proroga delle indagini.
Continua »