LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 8 Convenzione EDU

Pagina 14 di 31

Espulsione straniero: la convivenza è un ostacolo?
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione contro una cittadina straniera, stabilendo che la sua stabile convivenza con un cittadino italiano doveva essere attentamente valutata. Secondo la Corte, anche in assenza di un matrimonio formale, il giudice deve esaminare caso per caso la natura e l'effettività dei legami familiari e sociali dello straniero in Italia prima di disporre l'espulsione straniero, in conformità con il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Continua »
Protezione speciale: Unilav prova il lavoro
Un cittadino straniero si vede negata la protezione speciale perché il Tribunale ritiene la sua integrazione debole, svalutando le comunicazioni di assunzione (Unilav) senza le relative buste paga. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che per la protezione speciale l'Unilav è una prova sufficiente del rapporto di lavoro, avendo un valore probatorio preminente in quanto dichiarazione ufficiale. La causa è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
Continua »
Ascolto del minore: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24626/2023, ha rigettato il ricorso di un padre dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale. Il caso verteva sulla mancata audizione della figlia minore. La Corte ha chiarito che l'ascolto del minore infradodicenne non è un obbligo assoluto. Il giudice può motivatamente ometterlo se contrario all'interesse del bambino, ad esempio per evitare traumi, senza dover preventivamente valutare la sua capacità di discernimento.
Continua »
Protezione internazionale MGF: la Cassazione decide
Una richiedente asilo si è vista negare la protezione nonostante avesse documentato di aver subito una mutilazione genitale femminile (MGF) e altre violenze. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la protezione internazionale MGF deve essere riconosciuta come una forma di persecuzione. La Corte ha inoltre sottolineato che il giudice ha il dovere di indagare attivamente sulle condizioni del paese d'origine e non può rigettare la domanda solo per una presunta scarsa credibilità del racconto, soprattutto in presenza di prove mediche.
Continua »
Protezione umanitaria: integrazione e comparazione
Un cittadino del Bangladesh ha ottenuto la protezione umanitaria dalla Corte d'Appello grazie alla sua integrazione sociale e lavorativa in Italia. Il Ministero dell'Interno ha impugnato la decisione, sostenendo la necessità di una comparazione con la situazione nel paese di origine. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per la concessione della protezione umanitaria, un elevato livello di integrazione può giustificare la tutela, secondo un principio di proporzionalità inversa, anche senza una vulnerabilità estrema nel paese d'origine.
Continua »
Protezione speciale: integrazione lavorativa decisiva
Un cittadino del Bangladesh si è visto negare la protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il tribunale di merito aveva erroneamente ignorato le prove complete della sua integrazione lavorativa. Il caso evidenzia come una valutazione approfondita dell'inserimento sociale sia fondamentale per la concessione della protezione speciale.
Continua »
Inutilizzabilità derivata: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza 24492/2023, ha rigettato i ricorsi di diversi imputati condannati per omicidio e associazione mafiosa. Il tema centrale è stato il rigetto dell'eccezione di inutilizzabilità derivata delle intercettazioni. La Corte ha stabilito che l'acquisizione di un numero di telefono da parte della polizia giudiziaria, anche se avvenuta in modo irrituale, non rende inutilizzabili le successive intercettazioni legalmente autorizzate, poiché nel sistema italiano non vige il principio generale del 'frutto dell'albero avvelenato'.
Continua »
Ordine di demolizione: quando è sproporzionato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La ricorrente, condannata per la costruzione e il completamento di un edificio, sosteneva la violazione del principio di proporzionalità. La Corte ha respinto l'argomentazione, sottolineando che la stessa ricorrente aveva richiesto l'autodemolizione, contraddicendo la sua tesi. Inoltre, ha avuto anni per trovare un'alternativa abitativa, rendendo l'esecuzione della demolizione una misura necessaria per ripristinare la legalità.
Continua »
Risarcimento danno privacy: l’errore non scusa
Un ente pubblico viene condannato per aver pubblicato online per errore dati relativi al pignoramento dello stipendio di una dipendente. La Corte di Cassazione conferma la condanna, specificando che per il risarcimento danno privacy è necessaria una lesione seria e concreta del diritto alla riservatezza. L'errore umano del dipendente non esonera dalla responsabilità il titolare del trattamento, il quale può liberarsi solo fornendo la prova, molto rigorosa, che l'evento dannoso non gli sia in alcun modo imputabile.
Continua »
Diritto dei nonni: l’interesse del minore prevale
In un caso di forte conflittualità familiare, i nonni e lo zio paterni si erano rivolti al tribunale per vedere i nipoti minori, ostacolati dai genitori. La Corte d'Appello aveva concesso gli incontri basandosi sulla mera assenza di pregiudizio per i bambini. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2881/2023, ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il 'diritto dei nonni' non è incondizionato, ma subordinato al 'superiore interesse del minore'. Il giudice non deve solo escludere un danno, ma deve accertare in positivo il concreto beneficio che il rapporto porterebbe alla crescita del bambino, tenendo conto del contesto conflittuale e della volontà del minore stesso.
Continua »
Ammonimento ex art. 709-ter: è impugnabile?
In un caso di conflitto genitoriale, la Corte di Cassazione analizza la natura del provvedimento di ammonimento ex art. 709-ter c.p.c. La Suprema Corte stabilisce che, a differenza di precedenti orientamenti, l'ammonimento non ha natura meramente esortativa, ma afflittiva e sanzionatoria. Pertanto, possiede carattere decisorio e definitivo, rendendolo suscettibile di ricorso straordinario per cassazione. Nonostante l'ammissibilità del ricorso su questo principio, la Corte lo ha rigettato nel merito per altre ragioni.
Continua »
Successione figlio naturale: parità retroattiva
La Corte di Cassazione, con la sentenza 9066/2023, ha stabilito la piena applicazione retroattiva del principio di parità tra figli nati nel matrimonio e fuori. In una causa di successione figlio naturale apertasi nel 1944, la Corte ha rigettato la tesi che voleva applicare la vecchia normativa discriminatoria, affermando che le riforme del 2012-2013 hanno sanato una situazione di illegittimità pregressa, garantendo quote ereditarie uguali. Ha inoltre cassato con rinvio la decisione per ricalcolare la divisione includendo una donazione soggetta a collazione.
Continua »
Ordine di demolizione: legittimo anche per l’unica casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone contro un ordine di demolizione relativo a una sopraelevazione abusiva adibita a unica abitazione. I ricorrenti lamentavano la violazione del diritto alla casa e rischi per la stabilità dell'edificio. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e non può sanare un abuso edilizio, e che le doglianze sulla stabilità erano generiche e non provate, confermando la piena legittimità dell'ordine di demolizione.
Continua »
Ordine di demolizione: quando è legittimo e perché
Due soggetti hanno contestato un ordine di demolizione per un appartamento abusivo, sostenendo che fosse la loro unica abitazione e sede lavorativa, e che fosse pendente un ricorso amministrativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la pendenza di un appello amministrativo non sospende automaticamente la demolizione e che il diritto all'abitazione non può giustificare il mantenimento di un immobile costruito illegalmente.
Continua »
Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
Un proprietario di un immobile ha presentato ricorso contro un ordine di demolizione per una costruzione abusiva situata in un'area soggetta a vincolo paesaggistico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la demolizione. Le ragioni principali sono state la mancata presentazione della documentazione necessaria nei tempi previsti e l'aver sollevato nuovi motivi di ricorso solo in fase di legittimità.
Continua »
Notifica ricorso cassazione: l’errore che salva il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di errata notifica di un ricorso contro un provvedimento della Questura. Invece di dichiarare l'inammissibilità, la Corte ha qualificato l'errore come una nullità sanabile, ordinando la rinnovazione della notifica del ricorso cassazione presso l'Avvocatura Generale dello Stato. Questa decisione sottolinea un principio fondamentale volto a preservare il diritto di difesa, consentendo la correzione di vizi procedurali.
Continua »
Sequestro informatico: limiti e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando l'illegittimità di un sequestro informatico di massa su dispositivi come smartphone e PC. La sentenza stabilisce che il decreto di sequestro, per essere valido, non può limitarsi a indicare il tema d'indagine, ma deve specificare fin dall'inizio criteri selettivi e precisi per l'estrazione dei dati, al fine di rispettare il fondamentale principio di proporzionalità e tutelare il diritto alla riservatezza dell'indagato.
Continua »
Cumulo pene e reati ostativi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la detenzione domiciliare. La sentenza ribadisce che il principio del cumulo pene è inscindibile: la presenza di un reato ostativo nel cumulo impedisce l'accesso al beneficio, anche se la pena per tale reato è già stata scontata. La Corte ha inoltre confermato che la pericolosità sociale del soggetto rappresenta un ulteriore ostacolo alla concessione della misura.
Continua »
Accertamento bancario: presunzione e onere della prova
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. La sentenza ribadisce che le movimentazioni bancarie non giustificate costituiscono una presunzione legale di reddito imponibile. L'onere di fornire la prova contraria spetta esclusivamente al contribuente. L'accertamento bancario non viola la privacy, essendo una deroga giustificata da interessi fiscali superiori. Il ricorrente è stato anche sanzionato per abuso del processo.
Continua »
Ricorso inammissibile: nuovi documenti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un'ordinanza di demolizione di un immobile abusivo. Il ricorrente ha tentato di dimostrare la sua legittimazione a ricorrere producendo, per la prima volta in Cassazione, un documento comunale che annullava la precedente acquisizione del bene. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che non è possibile introdurre nuove prove in sede di legittimità e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »