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Art. 660 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 660 Codice Penale

Corruzione di minorenni: condanna ferma anche senza file audio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di corruzione di minorenni ai danni della figlia adottiva. L'imputato compiva atti autoerotici e guardava video pornografici nelle stanze comuni di casa, rivolgendo esplicite proposte sessuali alla minore. La difesa sosteneva la non credibilità della ragazza e lamentava la perdita della registrazione audio delle avances. I giudici hanno stabilito che la deposizione della persona offesa è pienamente attendibile e confermata da testimoni terzi che avevano ascoltato la registrazione. La Suprema Corte ha ribadito che il dolo specifico si evince sia dalla scelta degli spazi condivisi sia dalle avances verbali. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Molestie al vicino: condanna per insulti e lancio di escrementi
Un uomo è stato condannato per aver ripetutamente infastidito la sua vicina con insulti, pedinamenti, minacce e lanciando escrementi di volatili nella sua proprietà. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di molestie al vicino di casa. I giudici hanno stabilito che la condotta, per la sua insistenza e per il grave turbamento emotivo causato alla vittima, non poteva essere considerata di 'particolare tenuità'. La sentenza sottolinea che anche comportamenti apparentemente minori, se ripetuti e fastidiosi, integrano un reato e non possono essere archiviati come semplici liti di vicinato.
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Rumori molesti: la condanna penale e la querela
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di rumori molesti (art. 659 c.p.) nei confronti di un soggetto che disturbava i vicini percuotendo pareti e pavimenti. La difesa invocava l'improcedibilità per mancanza di querela a seguito della Riforma Cartabia. Gli Ermellini hanno però stabilito che la costituzione di parte civile equivale a una valida manifestazione della volontà punitiva. Inoltre, trattandosi di un reato di pericolo presunto, non è necessario dimostrare il disturbo effettivo di ogni singolo abitante, essendo sufficiente l'idoneità della condotta a disturbare un numero indeterminato di persone.
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Violenza sessuale tentata: l’autoerotismo è reato?
Un uomo compie atti di autoerotismo davanti a una minore. La Cassazione chiarisce che non è violenza sessuale consumata per assenza di contatto, ma configura violenza sessuale tentata. Il reato è dichiarato prescritto, ma vengono confermati gli effetti civili e il risarcimento del danno alla vittima.
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DASPO aggravato: quando è legittima la convalida?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un DASPO aggravato nei confronti di un tifoso con precedenti specifici. La decisione si fonda sulla sua comprovata pericolosità sociale, derivante da un recente episodio di scontro con tifosi avversari, a prescindere dalla precisa qualificazione giuridica del reato contestato. La Corte ha ritenuto adeguata la valutazione del giudice sulla necessità e urgenza della misura, respingendo le censure generiche del ricorrente.
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