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Art. 660 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 660 Codice Penale

Differenza tra rapina e furto con strappo: il caso del telefono
La Corte di Cassazione ha chiarito la differenza tra rapina e furto con strappo nel caso di un uomo che ha sottratto con forza il cellulare alla compagna, torcendole il polso per vincere la sua resistenza. I giudici hanno confermato la condanna per rapina, poiché l'azione violenta si è estesa intenzionalmente alla persona e non solo all'oggetto. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso sulla rideterminazione della pena: il giudice di merito aveva applicato uno sconto per il rito abbreviato inferiore al terzo previsto dalla legge. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per un reato minore ormai caduto in prescrizione e ha ridotto la pena finale a un anno e quattro mesi di reclusione.
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Molestia e danneggiamento: la guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di molestia e danneggiamento aggravato nei confronti di un uomo che, per oltre due anni, ha perseguitato il titolare di un esercizio commerciale. La condotta, manifestatasi attraverso insulti, sputi e il danneggiamento di una porta a vetri, è stata qualificata come reato abituale di molestia. I giudici hanno stabilito che l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede sussiste anche se il proprietario è presente nel locale, qualora l'impegno lavorativo gli impedisca di esercitare una vigilanza costante e diretta sul bene esterno.
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Tentativo di estorsione: minacce per un parcheggio
Il caso analizza un tentativo di estorsione compiuto da un automobilista multato per sosta irregolare. L'uomo ha minacciato il cittadino che aveva segnalato l'infrazione, pretendendo il rimborso della sanzione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la resistenza della vittima esclude la desistenza volontaria e che la volontà ritorsiva dell'atto ne dimostra la gravità, impedendo l'applicazione di attenuanti per lieve entità.
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