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Art. 64 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 64 Codice di Procedura Civile

Rideterminazione del valore del terreno: possesso e stima
L'Agenzia delle Entrate contestava a un venditore la mancata dichiarazione della plusvalenza su un'area edificabile. L'ente disconosceva la rideterminazione del valore del terreno per due motivi: il proprietario aveva consegnato le chiavi all'acquirente prima del 1° gennaio 2010 e non aveva indicato la stima peritale nel rogito. I giudici tributari di merito davano ragione al Fisco. La Corte di Cassazione ribalta l'esito: il trasferimento della materiale detenzione non fa perdere la qualifica di possessore se il rogito resta vincolato a una condizione sospensiva urbanistica. Conta il diritto di proprietà e non la consegna materiale. Inoltre, la legge non impone di allegare o citare la perizia direttamente nel contratto, purché il giuramento avvenga entro i termini di legge.
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Rivalutazione terreni: valida anche se la perizia segue la vendita
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente la rivalutazione terreni edificabili eseguita tramite perizia giurata asseverata dopo la vendita del bene. L'ufficio sosteneva che l'agevolazione fiscale non fosse applicabile se il valore rideterminato non risultava già nell'atto notarile di cessione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la legge non impone la redazione della perizia prima del rogito, purché avvenga entro i termini di legge. La decisione conferma che le circolari amministrative non possono limitare diritti previsti dalla norma primaria, garantendo al contribuente la possibilità di abbattere la plusvalenza tassabile anche se la stima è successiva alla cessione del terreno.
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Rivalutazione quote: errore minimo non invalida l’atto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17768/2023, ha stabilito che un errore di modesta entità nel versamento dell'imposta sostitutiva per la rivalutazione quote societarie, commesso in buona fede dal contribuente, non comporta l'invalidità dell'intera operazione. In questo caso, un contribuente aveva versato oltre il 90% dell'imposta dovuta, omettendo una piccola parte per un errore di calcolo. L'Agenzia delle Entrate riteneva nulla la rivalutazione, ma la Corte ha dato ragione al contribuente, affermando che egli è tenuto solo a saldare la differenza residua con interessi e sanzioni, in applicazione del principio di collaborazione e buona fede.
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Rivalutazione terreni: obbligo fiscale irreversibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29597/2024, ha stabilito che l'adesione all'opzione di rivalutazione terreni è una scelta fiscale che si perfeziona con il versamento della prima rata dell'imposta sostitutiva. L'obbligazione tributaria diventa così irreversibile e il contribuente non può chiederne il rimborso o sospendere i pagamenti, neanche se la vendita del terreno, motivo originario della rivalutazione, non si concretizza per cause esterne. La motivazione soggettiva del contribuente è irrilevante ai fini del perfezionamento dell'agevolazione.
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Perizia giurata di stima: i limiti temporali massimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4735/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo la perizia giurata di stima per la rideterminazione del valore dei terreni. Il caso riguardava una contribuente che, a seguito di un avviso di accertamento per plusvalenze su una vendita immobiliare, aveva presentato una perizia redatta e asseverata solo dopo la notifica dell'atto fiscale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, sebbene la perizia possa essere successiva all'atto di vendita, non può in alcun caso essere effettuata dopo la notifica dell'avviso di accertamento, poiché ciò contrasterebbe con la finalità del regime opzionale e i termini previsti dalla legge.
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