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Art. 64 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 64 Codice di Procedura Civile

Responsabilità professionista delegato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31423/2025, definisce la responsabilità del professionista delegato nelle vendite giudiziarie. Un aggiudicatario aveva citato in giudizio un notaio per non aver indicato nell'avviso di vendita una trascrizione pregiudizievole, causa della successiva revoca del trasferimento. La Suprema Corte ha stabilito che il professionista delegato agisce come ausiliario del giudice e risponde per responsabilità extracontrattuale ai sensi dell'art. 2043 c.c. Tuttavia, nel caso specifico, il notaio non è stato ritenuto colpevole, poiché l'avviso di vendita era conforme alla legge (art. 570 c.p.c.) e rimandava alla perizia, dove la trascrizione era menzionata. Viene così ribadito l'onere di diligenza dell'offerente nel consultare tutta la documentazione.
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Responsabilità CTU: tardiva la domanda in riassunzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile un ricorso riguardante la responsabilità di un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU). Il ricorrente aveva introdotto tardivamente una domanda per 'responsabilità da contatto sociale' durante il processo, dopo aver inizialmente agito solo per responsabilità extracontrattuale. La Corte ha stabilito che tale modifica doveva essere effettuata nell'atto di riassunzione del giudizio e non in una memoria successiva, confermando l'inammissibilità della domanda. Anche la richiesta originaria di responsabilità extracontrattuale è stata respinta per carenza di prove sulla colpa del CTU.
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Responsabilità consulente tecnico: quando è esclusa?
Un uomo, condannato per estorsione sulla base di una perizia fonica e poi assolto in appello grazie a una nuova perizia di esito opposto, ha citato per danni i consulenti tecnici. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, escludendo la responsabilità del consulente tecnico. La Corte ha stabilito che non sussisteva alcuna colpa, neanche lieve, nel loro operato e che la loro perizia non era l'unica causa della condanna, essendoci altri elementi probatori a carico dell'imputato.
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Perizia giurata di stima: i limiti temporali massimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4735/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo la perizia giurata di stima per la rideterminazione del valore dei terreni. Il caso riguardava una contribuente che, a seguito di un avviso di accertamento per plusvalenze su una vendita immobiliare, aveva presentato una perizia redatta e asseverata solo dopo la notifica dell'atto fiscale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che, sebbene la perizia possa essere successiva all'atto di vendita, non può in alcun caso essere effettuata dopo la notifica dell'avviso di accertamento, poiché ciò contrasterebbe con la finalità del regime opzionale e i termini previsti dalla legge.
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Esperto stimatore: no contraddittorio nelle perizie
Un debitore ha impugnato una procedura esecutiva immobiliare sostenendo la nullità della perizia, poiché l'esperto stimatore non lo aveva informato dell'ispezione. La Corte di Cassazione, pur dichiarando il ricorso inammissibile, ha enunciato un importante principio di diritto: il ruolo dell'esperto stimatore è diverso da quello del CTU. Le sue operazioni non richiedono il contraddittorio con le parti, le quali possono presentare osservazioni solo dopo il deposito della relazione finale.
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