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Art. 612-bis Codice Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 612-bis Codice Penale

Atti persecutori: quando mancano le attenuanti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per atti persecutori. La difesa contestava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, ma la Suprema Corte ha stabilito che la decisione della Corte d'Appello era correttamente motivata su basi personali e fattuali, senza l'obbligo di esaminare ogni singolo elemento favorevole.
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Atti persecutori: ricorso generico inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per atti persecutori a carico di un soggetto che molestava i propri vicini. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e si limitavano a riproporre argomenti già respinti in appello, senza evidenziare reali vizi di legittimità.
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Violazione divieto avvicinamento: quando è reato?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la violazione del divieto di avvicinamento (art. 387-bis c.p.). Anche se a 427 metri di distanza, il reato è configurato perché si tratta di un reato di pericolo astratto, e la condotta non era giustificata. La semplice inosservanza del provvedimento è sufficiente a integrare il delitto.
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Irrevocabilità querela stalking: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4529/2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per stalking. Il caso verteva sulla questione dell'irrevocabilità querela. La Corte ha stabilito che, ai fini dell'irrevocabilità, la gravità delle minacce reiterate è una modalità della condotta e non una circostanza aggravante che necessita di specifica contestazione nel capo di imputazione. La descrizione di minacce di morte è stata ritenuta sufficiente per integrare la gravità e rendere la querela non più ritirabile.
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Retrodatazione misure cautelari: la decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di retrodatazione misure cautelari non si applica se la sequenza di provvedimenti non custodiali (come divieto e obbligo di dimora) viene interrotta da una misura qualitativamente diversa e più grave, come gli arresti domiciliari. Tale interruzione fa decorrere un nuovo termine di durata dal momento della notifica della nuova misura, impedendo di sommare i periodi ai fini del calcolo del termine massimo di fase.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per stalking e molestie. La ragione principale è che si tratta di un ricorso tardivo, presentato un solo giorno oltre il termine perentorio di 45 giorni. La Corte ha inoltre giudicato gli altri motivi di appello come non pertinenti, generici o meramente ripetitivi, confermando l'importanza del rispetto rigoroso dei termini e delle forme processuali.
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Tentata rapina impropria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentata rapina impropria. La Corte ha ribadito che la testimonianza credibile della persona offesa è sufficiente per affermare la responsabilità penale e che l'uso di violenza per assicurarsi la fuga dopo un tentativo di furto qualifica il reato come tentata rapina impropria, escludendo la derubricazione a semplice furto.
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Attendibilità persona offesa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1611/2026, ha rigettato il ricorso di un imputato per stalking, confermando la misura cautelare. La decisione si concentra sulla legittimità dell'acquisizione di atti da altri procedimenti per valutare l'attendibilità della persona offesa, purché sia garantito il contraddittorio. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale, che ha fornito una motivazione solida sulla credibilità della vittima, superando i dubbi sollevati dalla difesa.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che l'accordo sulla pena in secondo grado comporta la rinuncia a contestare nel merito la sussistenza del reato e la valutazione delle prove, precludendo un successivo ricorso per tali motivi. Questa decisione consolida il principio secondo cui il patteggiamento in appello limita fortemente le successive vie di impugnazione.
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Calunnia online: la Cassazione sul concorso di persone
Una madre e una figlia sono state accusate di stalking, calunnia online e altri reati per aver creato falsi profili social a nome di un uomo, usandoli per perseguitarlo e per accusare falsamente un'altra donna. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna della madre, ritenendo non provato il suo concorso nei reati commessi materialmente dalla figlia. Per la figlia, ha confermato la responsabilità penale ma ha disposto un nuovo calcolo della pena per difetto di motivazione.
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Omicidio aggravato: stalking e fine relazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna all'ergastolo per un uomo che ha ucciso la sua ex partner. Il caso esamina l'omicidio aggravato da atti persecutori (stalking) commessi dopo la fine della relazione. La sentenza chiarisce importanti principi sulla coesistenza di diverse aggravanti, sulla necessità di rinnovare le prove in appello in caso di peggioramento della pena e sulla qualificazione del rifiuto della vittima come motivo futile.
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