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Art. 6 Convenzione EDU — Anno 2025

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Altri anni per Art. 6 Convenzione EDU

Accertamenti bancari professionisti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12455/2025, ha rigettato il ricorso di un professionista contro un avviso di accertamento basato su movimentazioni bancarie. La Corte ha chiarito che, nonostante la parziale incostituzionalità della norma per i prelievi, la presunzione legale che i versamenti su conto corrente costituiscano reddito non dichiarato rimane pienamente valida per gli accertamenti bancari professionisti. Di conseguenza, spetta al contribuente fornire la prova analitica che tali somme non sono imponibili.
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Improcedibilità ricorso: deposito notifica è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di un'amministrazione pubblica contro un dirigente scolastico per il mancato deposito tempestivo della relata di notificazione della sentenza d'appello. La controversia riguardava il diritto del dirigente, in servizio all'estero, a percepire la parte variabile della retribuzione di posizione. Nonostante il merito della questione, l'errore procedurale ha precluso l'esame del ricorso, confermando la decisione favorevole al lavoratore.
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Prescrizione indebito retributivo: la Cassazione
Un ente previdenziale ha tentato di recuperare somme indebitamente versate a un dipendente a titolo di assegno ad personam dopo oltre dieci anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la prescrizione del diritto. La decisione sottolinea che l'interpretazione degli accordi è di competenza dei giudici di merito e che la prescrizione dell'indebito retributivo decorre da quando il diritto può essere esercitato, non da quando l'ente decide di agire.
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Prescrizione lavoro carcerario: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del diritto alla retribuzione per il lavoro carcerario decorre dalla cessazione dell'intero rapporto di lavoro, considerato unitario anche se svolto in diverse carceri. La Corte ha accolto il ricorso di un detenuto, condannando il Ministero della Giustizia al pagamento delle differenze retributive, ritenendo infondata l'eccezione di prescrizione basata sui singoli periodi lavorativi.
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Estratto di ruolo: Cassazione nega l’impugnazione
Una società impugnava un estratto di ruolo, ottenendo in appello una sentenza favorevole che dichiarava prescritto il debito tributario. L'Agenzia della Riscossione ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha cassato la sentenza senza rinvio, dichiarando l'originario ricorso del contribuente inammissibile. Ha stabilito che l'estratto di ruolo non è un atto impugnabile, salvo che il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e specifico, come previsto dalla normativa sopravvenuta, condizione non soddisfatta nel caso di specie.
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Opposizione stato passivo: onere della prova e verifica
La Corte di Cassazione stabilisce che nell'opposizione allo stato passivo, il giudice ha il potere-dovere di verificare d'ufficio la tempestività del ricorso. Non può dichiarare l'inammissibilità per mancata prova da parte del creditore, ma deve consultare il fascicolo fallimentare se il ricorrente ha allegato i fatti a sostegno della tempestività. La sentenza ribalta una decisione di merito che aveva erroneamente posto l'intero onere della prova sul creditore.
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Opposizione stato passivo: onere della prova del giudice
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12516/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di opposizione allo stato passivo. Un creditore si era visto dichiarare inammissibile l'opposizione per mancata prova della sua tempestività. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che la verifica della tempestività del ricorso è un dovere d'ufficio del giudice, il quale deve consultare il fascicolo fallimentare per accertare le date rilevanti, senza addossare l'intero onere della prova sul creditore che ha allegato i fatti a sostegno della propria tempestività.
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Guida senza patente con recidiva: prova e sentenza
Un automobilista è stato condannato per guida senza patente con recidiva. Ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che la prova della precedente violazione non fosse valida. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la testimonianza di un agente basata su banche dati è una prova sufficiente per dimostrare la recidiva, soprattutto in assenza di prove contrarie fornite dall'imputato. La Corte ha anche ribadito che la valutazione dell'entità della pena non è sindacabile in sede di legittimità se non palesemente illogica.
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Amministratore di fatto: la Cassazione sulla responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un'imputata ritenuta amministratore di fatto. La sentenza chiarisce i criteri per identificare la gestione di fatto e le nuove regole procedurali sull'obbligo di rinnovazione della prova in appello dopo la riforma del 2022. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale deriva dall'esercizio concreto dei poteri gestori, indipendentemente dalla qualifica formale, confermando la colpevolezza per la distrazione dell'azienda a favore di una new-co e per il falso in bilancio che ha aggravato il dissesto.
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Incidente probatorio ex art. 391-bis: no all’abnormità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rigetto di una richiesta di incidente probatorio, avanzata dalla difesa ai sensi dell'art. 391-bis c.p.p., non costituisce un provvedimento abnorme e, pertanto, non è impugnabile. La decisione del giudice, basata sulla prescrizione dei reati e sulla natura non illecita dei fatti, rientra nel normale esercizio del potere discrezionale di valutazione della rilevanza della prova, a differenza dei casi che coinvolgono vittime vulnerabili dove tale discrezionalità è limitata.
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Accertamento bancario: onere della prova del Fisco
Una società ha impugnato un avviso di accertamento bancario basato su movimentazioni di conto corrente. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice tributario non può rigettare sbrigativamente le prove fornite dal contribuente, ma deve condurre un'analisi dettagliata. Inoltre, ha ribadito che, in caso di accertamento induttivo, al contribuente spetta il riconoscimento di costi presunti in misura forfettaria.
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Inammissibilità appello penale: la regola del domicilio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17928/2025, ha confermato l'inammissibilità di un appello penale a causa della mancata elezione di domicilio al momento del deposito dell'atto. La Corte ha chiarito che l'abrogazione successiva della norma che imponeva tale requisito (art. 581, comma 1-ter, c.p.p.) non sana i vizi degli atti compiuti in precedenza. La decisione si fonda sul principio 'tempus regit actum', stabilendo che la legge applicabile è quella in vigore al momento del deposito dell'impugnazione.
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Inammissibilità appello: vale la legge del deposito
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità di un appello penale per vizi formali. Il ricorso si basava sul fatto che la norma che prevedeva tali vizi era stata abrogata dopo il deposito dell'atto ma prima della decisione. La Corte ha rigettato il ricorso, riaffermando il principio 'tempus regit actum', secondo cui la validità di un atto processuale si giudica in base alla legge in vigore al momento del suo compimento, rendendo irrilevante la successiva modifica legislativa. La sentenza sottolinea l'importanza di rispettare le norme procedurali vigenti al momento del deposito per evitare l'inammissibilità dell'appello.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un'imputata, condannata in appello per ricettazione e truffa, presenta personalmente ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della L. 103/2017, il ricorso per cassazione personale non è più consentito e l'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato cassazionista.
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Processo tributario telematico: notifica e deposito
Un ente religioso contesta un avviso di accertamento IMU per le proprie strutture ricettive. In Cassazione emerge una questione cruciale sul processo tributario telematico: l'omesso deposito delle ricevute di notifica PEC dell'appello ne determina l'inammissibilità? Data la rilevanza della questione per l'uniformità del diritto, la Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza decidere nel merito.
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Sorveglianza speciale: quando c’è abitualità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. Il caso verteva sulla frequentazione di un pregiudicato, e la Corte ha stabilito che, per integrare il requisito dell'abitualità, è sufficiente che l'atto di accusa menzioni gli episodi precedenti, anche se indica come data di commissione del reato solo quella dell'ultimo incontro. Questa modalità non viola il diritto di difesa né il principio di correlazione tra accusa e sentenza.
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Sospensione condizionale: sì dal giudice esecutivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice dell'esecuzione può concedere la sospensione condizionale della pena. Questo è possibile quando la pena, inizialmente superiore ai limiti di legge, viene ridotta in fase esecutiva. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che lo impediva, sanando una disparità di trattamento e allineandosi al principio rieducativo della pena.
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Interversione del possesso: non basta non pagare l’affitto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di usucapione. Il caso riguarda un inquilino che, dopo aver smesso di pagare il canone di locazione a un ente pubblico, ha rivendicato la proprietà dell'immobile per usucapione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la semplice inadempienza contrattuale (il mancato pagamento del canone) non è sufficiente a trasformare la detenzione in possesso utile per l'usucapione. Per realizzare una valida interversione del possesso, è necessario un atto esterno inequivocabile, diretto contro il proprietario, che manifesti la volontà di possedere l'immobile come proprio.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta extraneus a carico di un soggetto che, pur esterno alla società fallita, ne ha determinato il dissesto. Attraverso la creazione di una nuova società, l'imputato ha ottenuto finanziamenti bancari poi sistematicamente dirottati per sanare i debiti di altre aziende del suo gruppo, svuotando il patrimonio della nuova entità a danno dei creditori. La sentenza rigetta la tesi dei vantaggi di gruppo, sottolineando come ogni operazione debba essere valutata nell'interesse della singola società.
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Autodifesa nel processo penale: perché è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato. La sentenza ribadisce il principio fondamentale secondo cui l'autodifesa nel processo penale non è consentita, essendo sempre necessaria l'assistenza di un difensore tecnico terzo. Questa regola mira a garantire una difesa efficace e obiettiva, proteggendo l'imputato dal coinvolgimento emotivo che potrebbe comprometterne la strategia difensiva.
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