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Art. 6 Convenzione EDU — Anno 2019

Altri anni per Art. 6 Convenzione EDU

Inerzia processuale: niente risarcimento per ritardo
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per l'eccessiva durata di un processo a un cittadino che, dopo aver ottenuto un provvedimento cautelare favorevole, ha mostrato totale inerzia processuale per oltre vent'anni. La sua passività è stata considerata una concausa del ritardo e dimostrazione di assenza di interesse, escludendo il diritto all'equa riparazione.
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Eccessiva durata processo: l’inerzia esclude il danno
Un accademico cita in giudizio lo Stato per l'eccessiva durata di un processo amministrativo durato oltre 20 anni. La Corte di Cassazione rigetta la sua richiesta di risarcimento. La ragione? Dopo aver ottenuto un provvedimento cautelare che lo soddisfaceva pienamente, il ricorrente è rimasto completamente inattivo per due decenni, dimostrando un'assenza di interesse e di sofferenza che, secondo la Corte, esclude il diritto all'indennizzo.
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Contestazione aggravante: quando è valida?
Le Sezioni Unite Penali della Cassazione, con la sentenza n. 24906 del 2019, hanno stabilito un principio fondamentale sulla contestazione aggravante. Il caso riguardava un'imputata accusata di falso ideologico per aver attestato falsamente di aver cercato un debitore per il protesto di alcuni titoli. La Corte ha chiarito che, per poter condannare per la forma aggravata del reato (in questo caso, perché il falso riguarda un atto di fede privilegiata), non è sufficiente descrivere i fatti nell'imputazione. È necessario che l'aggravante sia esplicitamente contestata, indicando la norma specifica o usando termini equivalenti. In mancanza di tale contestazione esplicita, l'aggravante non può essere ritenuta. Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna penale per intervenuta prescrizione (calcolata sulla base del reato non aggravato), ma ha confermato la responsabilità civile dell'imputata al risarcimento dei danni.
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Impugnazione parte civile: sì all’appello su reato prescritto
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che l'impugnazione della parte civile contro una sentenza che dichiara l'estinzione del reato per prescrizione è ammissibile. La Corte ha chiarito che la parte civile ha un interesse concreto e attuale a contestare un'erronea declaratoria di prescrizione per ottenere, nel processo penale, una pronuncia sulla responsabilità dell'imputato ai soli fini delle statuizioni civili, senza dover iniziare un nuovo e separato giudizio civile.
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Peggioramento retributivo: onere della prova del lavoratore
Un gruppo di lavoratori del personale tecnico-amministrativo, trasferiti da enti locali al settore scolastico, ha citato in giudizio l'amministrazione per ottenere il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa. Lamentavano un "peggioramento retributivo" dovuto a tale mancato riconoscimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al lavoratore l'onere di provare un effettivo e sostanziale peggioramento economico globale al momento del trasferimento. La Corte ha ritenuto che l'istituzione di un assegno ad personam per mantenere il livello salariale precedente fosse sufficiente a escludere tale peggioramento, confermando che la semplice perdita di opportunità di carriera future non costituisce una diminuzione retributiva immediata.
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Contratto a termine nullo per fondazioni liriche
La Corte di Cassazione ha confermato la conversione di un contratto a termine nullo in un rapporto a tempo indeterminato per una lavoratrice di una fondazione lirica. La sentenza chiarisce che il semplice riferimento alla 'programmazione degli spettacoli' non è una motivazione sufficientemente specifica per giustificare un contratto a tempo determinato. Inoltre, la Corte ha stabilito che le leggi che impongono limiti alle assunzioni non possono essere applicate retroattivamente a contratti stipulati prima della loro entrata in vigore.
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Traduzione sentenza imputato assente: quando è un diritto
Un cittadino straniero, condannato in sua assenza volontaria, ha richiesto la restituzione nel termine per impugnare la sentenza, lamentando la mancata traduzione della stessa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la traduzione sentenza imputato assente non è un obbligo automatico per il giudice. Il diritto sorge solo a seguito di una richiesta esplicita da parte dell'imputato, il cui disinteresse per il processo, manifestato con l'assenza, preclude la possibilità di invocare tale mancanza come causa di rimessione in termini.
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Conversione contratto a termine: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito sulla conversione contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. Il caso riguardava un lavoratore di una fondazione lirico-sinfonica il cui contratto era stato stipulato dopo l'effettivo inizio della prestazione lavorativa. La Corte ha rigettato il ricorso della fondazione, stabilendo che la valutazione dei fatti (come la data di inizio del lavoro) non può essere riesaminata in sede di legittimità e che una legge successiva, che impone una selezione pubblica per le assunzioni, non può essere applicata retroattivamente a un contratto del 1998.
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Trasferimento personale ATA: no anzianità piena
Un'ex dipendente di un ente locale, trasferita allo Stato come personale ATA, ha richiesto il pieno riconoscimento dell'anzianità di servizio pregressa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la normativa europea sul trasferimento d'azienda protegge il lavoratore da una diminuzione dello stipendio al momento del passaggio, ma non conferisce il diritto al riconoscimento integrale della vecchia anzianità per la futura progressione di carriera e di stipendio. L'obiettivo della tutela nel trasferimento personale ATA è conservare il trattamento economico goduto, non migliorarlo o equipararlo a quello dei dipendenti già in servizio presso il nuovo datore.
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Difensore di fiducia: notifica nulla e prescrizione
Con la sentenza n. 52107/2019, la Cassazione Penale, Sez. 6, ha stabilito che l'omessa notifica dell'avviso di udienza al difensore di fiducia dell'imputato integra una nullità assoluta e insanabile. Tale vizio viola il diritto di difesa. Tuttavia, nel caso di specie, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio perché il reato era nel frattempo caduto in prescrizione, una causa estintiva che prevale sulla nullità processuale.
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