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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del processo per rinuncia agli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito di un accordo transattivo tra un ente pubblico e un professionista. La richiesta delle parti di dichiarare la cessata materia del contendere è stata qualificata come rinuncia agli atti accettata, portando alla compensazione delle spese legali e all'esclusione del raddoppio del contributo unificato. La decisione sottolinea come l'accordo tra le parti possa chiudere definitivamente una controversia anche in sede di legittimità.
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Estinzione giudizio Cassazione: le conseguenze
Una società proponeva ricorso in Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria. La Suprema Corte, formulata una proposta di definizione agevolata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio poiché la società ricorrente non ha chiesto la prosecuzione del processo entro il termine di 40 giorni, condannandola al pagamento delle spese legali.
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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con decreto del 2025, ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario tra una società e l'Agenzia delle Dogane. La decisione si fonda sull'adesione della società alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. Avendo la contribuente presentato domanda e versato le somme dovute, e in assenza di un diniego da parte dell'Amministrazione Finanziaria, il processo si è estinto automaticamente. Le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione giudizio: il silenzio che vale rinuncia
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di legittimità a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio, il ricorrente ha lasciato trascorrere il termine di quaranta giorni senza alcuna comunicazione. Questo silenzio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, comportando la conseguente estinzione del processo.
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Estinzione ricorso Cassazione: silenzio che costa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del ricorso di alcuni ricorrenti contro un ente pensionistico. La decisione si basa sulla mancata richiesta di trattazione del ricorso entro 40 giorni dalla comunicazione di una proposta di definizione semplificata, un'inerzia che la legge interpreta come rinuncia. Questo caso evidenzia l'importanza cruciale del rispetto dei termini procedurali per evitare l'estinzione ricorso Cassazione.
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Estinzione processo tributario: il decreto della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra un ente fiscale e una società contribuente. La decisione si basa sull'adesione della società a una definizione agevolata (L. 197/2022), sul versamento degli importi dovuti e sulla mancata opposizione da parte dell'ente. Questo decreto chiarisce le conseguenze procedurali dell'adesione a condoni fiscali.
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Estinzione processo tributario: il caso di oggi
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario dopo che il contribuente ha aderito a una procedura di definizione agevolata. L'inserimento della controversia in un elenco ufficiale da parte dell'Agenzia delle Entrate è stato considerato prova sufficiente della regolarizzazione, portando alla chiusura del caso con spese legali a carico di ciascuna parte.
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Estinzione giudizio Cassazione: il silenzio vale resa
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze del mancato riscontro alla proposta di definizione del giudizio. Un cittadino, in causa contro una Provincia, ha visto il suo ricorso terminare a causa del suo silenzio. La Corte ha applicato la presunzione di rinuncia, decretando l'estinzione del giudizio Cassazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese legali
Un contribuente, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in materia di contributi di bonifica, ha presentato una rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. L'ordinanza analizza gli effetti di tale atto, dichiarando l'estinzione del giudizio. La Corte chiarisce che la rinuncia rende definitiva la sentenza impugnata e comporta la condanna del rinunciante al pagamento delle spese legali, senza necessità di accettazione da parte della controparte.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una controversia di lavoro. La società ricorrente, dopo aver ricevuto la proposta di definizione del giudizio, non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni, portando alla presunzione di rinuncia e alla condanna al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: la guida completa
Una contribuente ha impugnato in Cassazione una sentenza tributaria. La Corte ha proposto una definizione del giudizio, ma la ricorrente non ha chiesto una decisione entro 40 giorni. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia tacita, compensando le spese legali tra le parti.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a causa dell'inerzia dei ricorrenti. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione accelerata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., i ricorrenti non hanno chiesto la fissazione dell'udienza entro il termine di 40 giorni. Questo silenzio è stato interpretato come una rinuncia tacita al ricorso, portando alla chiusura del processo e alla loro condanna al pagamento delle spese legali, escludendo però la responsabilità aggravata richiesta dai controricorrenti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un Comune, dopo aver presentato ricorso per cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria, ha successivamente rinunciato al proprio atto. La società controricorrente ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza disporre sulle spese, conformemente alla procedura civile.
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Estinzione del giudizio: il silenzio che costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio poiché la parte ricorrente non ha chiesto una decisione sul ricorso entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione anticipata. Tale silenzio è stato interpretato come una rinuncia al ricorso, comportando la fine del processo e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali a favore della controparte.
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Estinzione processo tributario: il ruolo del termine
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della mancata presentazione dell'istanza di trattazione a seguito di una richiesta di definizione agevolata. Il caso riguarda un contribuente e l'Agenzia delle Entrate. Poiché nessuna delle parti ha agito entro il termine previsto dalla legge (31 dicembre 2020), la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione processo tributario: il caso di oggi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra un contribuente e l'Amministrazione Finanziaria. La decisione è scaturita dall'adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata della lite, confermata dall'inserimento della controversia in un apposito elenco da parte dell'Agenzia. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte ha applicato la normativa specifica che prevede in questi casi l'estinzione, stabilendo inoltre che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute.
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Estinzione giudizio Cassazione: guida e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a carico di un gruppo di contribuenti che avevano impugnato una sentenza della Commissione Tributaria. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione sul ricorso entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione accelerata, un'inerzia che la legge interpreta come una rinuncia all'impugnazione. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte della contribuente. L'Agenzia delle Entrate, controricorrente, ha aderito alla rinuncia, pertanto la Corte non ha emesso alcuna statuizione sulle spese legali. Il provvedimento si fonda sull'art. 391 del codice di procedura civile, che disciplina gli effetti della rinuncia nel processo di legittimità.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia dopo la proposta
Una lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione contro un'Azienda Sanitaria. La Corte ha proposto una definizione semplificata del caso. La ricorrente non si è opposta entro il termine stabilito e ha successivamente depositato un atto di rinuncia formale. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la lavoratrice al pagamento delle spese legali a favore dell'azienda.
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Estinzione processo tributario: la pace fiscale
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione di una delle parti alla definizione agevolata delle liti pendenti (c.d. "pace fiscale"), prevista dal D.L. n. 119/2018. La decisione si fonda sulla mancata presentazione, entro il termine del 31 dicembre 2020, di un'istanza per la prosecuzione del giudizio. La Corte chiarisce che in questi casi l'estinzione è automatica e le spese processuali restano a carico della parte che le ha anticipate, confermando l'efficacia della procedura di estinzione del processo tributario.
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