LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 40

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Errore di fatto: quando non giustifica la revocazione
Una società conduttrice ha tentato di revocare una decisione della Cassazione, sostenendo un errore di fatto sulla data di restituzione di un immobile. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che l'errata interpretazione di una clausola contrattuale o dell'onere della prova costituisce un errore di diritto, non un errore di fatto, rendendo la revocazione inammissibile.
Continua »
Rinunzia al ricorso: quando si evita il raddoppio
Un contribuente impugna un avviso di accertamento catastale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. Successivamente, presenta una rinunzia al ricorso, che viene accettata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio, compensa le spese e, soprattutto, chiarisce che in caso di estinzione per rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, data la sua natura eccezionale e di stretta interpretazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente e della relativa accettazione delle altre parti. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso non comporta la condanna al pagamento del cosiddetto 'doppio contributo unificato', poiché tale sanzione si applica solo nei casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere estesa per analogia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società impugnava un avviso di liquidazione per la tassa sui rifiuti (TARES). Dopo aver perso in appello, ricorreva in Cassazione. Successivamente, presentava una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessato interesse, ma ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali. La decisione si è basata sul principio della soccombenza virtuale, valutando che, nel merito, il ricorso sarebbe stato probabilmente respinto.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito di una rinuncia al ricorso. La vicenda, nata da un decreto ingiuntivo per un debito bancario, si è conclusa con un accordo transattivo tra le parti. La Corte chiarisce che, in caso di rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, misura prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Estinzione del ricorso: cosa succede se si rinuncia?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del ricorso presentato da un lavoratore contro l'INPS per il pagamento del TFR. A seguito della rinuncia al ricorso da parte del lavoratore prima dell'udienza, il giudizio si conclude con la compensazione delle spese legali a causa della complessità della materia trattata. Questa ordinanza chiarisce gli effetti processuali della rinuncia, inclusa l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: evitare il doppio contributo
Una società impugnava un accertamento catastale. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione per poi ritirarlo. La Suprema Corte, con questa ordinanza, dichiara estinto il procedimento per rinuncia al ricorso. La decisione chiarisce che tale esito esclude l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, sanzione prevista solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di logistica, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio una causa sulla classificazione catastale di un immobile, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha optato per la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dall'Agenzia delle Entrate. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del procedimento, chiarendo che in caso di accettazione non vi è condanna alle spese e non si applica l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento per tasse non versate e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della discussione, la società ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte e rende definitiva la sentenza precedente. Questa decisione chiarisce gli effetti processuali della rinuncia al ricorso e le sue implicazioni.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Poiché le controparti non si erano costituite in giudizio, la Corte non ha provveduto alla liquidazione delle spese legali, applicando le norme procedurali in materia.
Continua »
Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze procedurali
Un cittadino straniero impugna un decreto di espulsione. In Cassazione, a seguito di una proposta di inammissibilità per un vizio di procura, non chiede la discussione del caso entro i termini. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo per presunta rinuncia al ricorso cassazione, evidenziando l'importanza delle formalità procedurali.
Continua »
Rinuncia al ricorso: come si estingue il processo
Una controversia tra una società immobiliare e un'impresa di costruzioni, riguardante un contratto di appalto, giunge in Cassazione. Il fallimento dell'impresa ricorrente presenta una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, specificando che in caso di rinuncia non si procede alla condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato, data la natura non sanzionatoria di tale atto.
Continua »
Revocazione decreto estinzione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per la revocazione di un decreto di estinzione del processo tributario. Il decreto non era divenuto definitivo poiché le parti avevano tempestivamente presentato istanza di fissazione d'udienza, rimedio corretto che ne aveva già causato la perdita di efficacia, rendendo superfluo il ricorso per revocazione.
Continua »
Notifica coobbligato: basta uno per la decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di obbligazioni tributarie solidali, la notifica di una cartella di pagamento a un solo coobbligato è sufficiente a impedire la decadenza del diritto di riscossione per tutti gli altri. Nel caso esaminato, un'erede aveva impugnato una cartella ricevuta oltre i termini, ma la Corte ha dato ragione all'Agente della Riscossione poiché altri coeredi l'avevano ricevuta tempestivamente. La decisione chiarisce che il termine di decadenza previsto dalla normativa fiscale è unico e la sua interruzione ha effetto per tutti i debitori in solido.
Continua »
Rinuncia al ricorso: cosa succede al processo?
In un contenzioso relativo a un contratto d'appalto, il committente, dopo aver perso in appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese, poiché le controparti non si erano formalmente costituite nel procedimento.
Continua »
Estinzione giudizio cassazione: la rinuncia al ricorso
Una società in liquidazione, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, ha deciso di rinunciarvi. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia e, conformemente alla legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione. In via eccezionale, la Corte ha deciso di non addebitare le spese processuali alla parte che ha rinunciato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente spese senza difesa
Una società, dopo aver rinunciato a un'istanza in Cassazione, si vede esentata dal pagamento delle spese legali. La Corte Suprema ha chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso, se la controparte non ha svolto attività difensiva, non ha diritto al rimborso delle spese. La decisione sottolinea il principio per cui le spese seguono l'effettiva attività processuale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. Il caso, originato da una condanna alla restituzione di somme a una società fallita, si conclude senza una decisione sul merito. La Corte chiarisce che l'estinzione per rinuncia accettata esclude sia una pronuncia sulle spese, se le parti concordano, sia l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo
La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di rinuncia al ricorso accettata dalle altre parti, il giudizio si estingue e non si applica il raddoppio del contributo unificato. La vicenda nasce da un appello contro una sentenza della Corte d'Appello, ma prima della decisione, le parti hanno formalizzato la rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che il raddoppio del contributo è una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, e non può essere estesa alla rinuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che tale atto determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e non richiede l'accettazione della controparte. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »